Auguri per il nuovo Anno Scolastico 2008/2009

13 settembre, 2008 Archiviato in News

    E’ giunto il tempo di riprendere la marcia. E noi ripartiamo di buona lena, arricchiti dalla capitalizzazione delle felici esperienze maturate con esaltanti risultati nei decorsi anni che ci danno l’energia e la sicurezza di poter consolidare la certezza di superare con orgoglio anche i nuovi traguardi.

   E’ opportuno riconsiderare che all’inizio di ogni nuovo anno scolastico la scuola viene investita da una generalizzata attenzione.

    Sul versante esterno si mobilita l’interesse di sindacalisti, politici, economisti, industriali, giornalisti, uomini di cultura e di buona parte della popolazione.

Si accendono dibattiti, si fanno confronti, scoppiano polemiche, si avanzano proposte, si formulano soluzioni, quasi sempre divergenti, e si aprono questioni destinate a durare all’infinito.

   Sul versante interno s’introducono innovazioni, trasformazioni, riforme e controriforme settoriali ad ogni cambio della maggioranza politica. Ciascuna modifica o riforma non ha il tempo per farne verificare il riscontro. Regna indisturbato il moto alternato nella revisione ordinamentale ed organizzativa e si ritiene di riparare col cacciavite i guasti della ”macchina scuola”, sostituendo i pezzi ritenuti usurati con inopinati provvedimenti amministrativi.

 Secondo un certo relativismo della visione strumentale, pratica ed asistemica la scuola, riconsiderata nel ginepraio degli scenari mobili della globalizzazione e della società conoscitiva, è diventata un cantiere perpetuo in cui si abbatte, si restaura, si elimina, si sostituisce parzialmente; si prova e si riprova, si improvvisano inaspettati cambiamenti calati dall’alto, senza consultare la base come si faceva una volta. Così, a parte la bontà di certe innovazioni, pur necessarie nell’emergenza, c’è chi paventa che il rigurgito del centralismo, non necessitato dalle situazioni, ferisce la capacità autogestionale, pregiudicando l’autonomia delle istituzioni scolastiche e generando sovente allarme e crisi di adattamento negli operatori scolastici che temono ripercussioni sulla funzione docente.

Ma l’incoerenza, la confusione, l’ingorgo ed il groviglio non diradano le difficoltà se si considera che attualmente, di fatto, le indicazioni nazionali, emanate con un semplice provvedimento amministrativo dal ministro Fioroni, coesistono stranamente con quelle morattiane, legittimate sul piano della gerarchia delle norme dal decreto legislativo n.59 del 13 febbraio 2004 al quale sono allegate.

   Il ripartire, sotto il paludamento sperimentale generalizzato, e non prima soltanto con scuole pilota, sempre daccapo, ad ogni cambio di governo, vanifica iconoclasticamente ogni innovazione ritenuta degna di essere utilmente considerata, accettata e adottata dagli addetti ai lavori. Si dilaziona così il tormento storico della scuola, definita da molti malata ed in crisi, perché non riesce a superare la virulenza degenerativa del protagonismo egoistico e sconsiderato di chi stenta a contemperare posizioni politiche e necessità valoriali paideutiche, offuscato dalla rigidità ideologica di parte.

   Obiettivamente parlando, dobbiamo ammettere che il termine scuola è un concetto generico e astratto. Anche se tale concetto, come un tutto implica le parti, tuttavia, non annulla assolutamente la percezione che esistono tante scuole, ognuna con la sua concreta e particolare connotazione di res extensa che rimane salda, facendo bene il suo mestiere, anche quando il clima si fa tempestoso ed il vento della conflittualità politica crea scompigli, impedendo di avere chiara visione dello scenario per decidere da quale parte andare.

   Per noi esistono le singole e distinte istituzioni scolastiche, ognuna con la sua particolare identità, che si concretizza e si caratterizza per la quantità e qualità dei suoi soggetti costitutivi, ossia alunni, famiglie, docenti ed altri operatori, i quali, secondo ruolo e funzioni, professionalmente, responsabilmente e scrupolosamente, in perfetta armonia, s’impegnano con libera determinazione, motivazione e passione nella realizzazione delle finalità istituzionali, nel pieno e deontologico rispetto dell’art. 3 della Costituzione repubblicana e della più consolidata legislazione scolastica.

   Sono scuole che  non sopportano di essere classificate genericamente ed astrattamente malate. Anzi, pretendono di essere riconsiderate in buona salute, valide, produttive ed efficienti, nonostante gli estenuanti sforzi e sofferenze per far fronte ai movimenti tellurici generati dagli antagonismi politici degli inquilini  che si avvicendono al palazzo di Viale  di Trastevere.

   Finalmente l’orizzonte si chiarisce e ricarica tutti di un rinnovato ottimismo, alimentato dall’auspicio che questo nuovo anno scolastico potrà vedere l’avvento di una vera e propria rivoluzione, questa volta armoniosa e non più foriera di disordine.

    E’ stato ricostuito il MIUR. Tutte le scuole, da quella dell’infanzia all’università, hanno di nuovo un solo Ministro il quale orienterà la sua politica scolastica nel quadro progettuale ed operativo di una visione unitaria e non più settoriale. Così tutti gli interventi e provvedimenti saranno razionalizzati in considerazione di una strategia sistemica disegnata in un’unica mappa, dove nodi e relazioni saranno collegati totalmente e funzionalmente, secondo il principio della continuità evolutiva diacronica e sincronica (scuola dell’infanzia, primo ciclo, sistema dei licei ed università), senza cesure, al fine di eliminare problemi, frammentarietà e disintegrazioni che insidiano la struttura di tutto il sistema.

  Il nuovo Ministro, Mariastella Gelmini, 35 anni compiuti nello scorso luglio, ha assicurato che intende risollevare le sorti della scuola italiana, scivolata in coda alle graduatorie internazionali (Rapporto OCSE-PISA) in quanto a capacità, da parte degli studenti delle secondarie di 2^ grado, di comprensione della lettura, a competenze matematiche e scientifiche, senza  ripartire da zero, ma preservando e mettendo a sistema quanto di buono è stato fatto dai suoi predecessori.

   Quindi, finalmente le singole scuole recupereranno la serenità smarrita perché si libereranno da ogni ripercussione dello scontro politico e dai provvedimenti contraddittori e disorientanti che hanno spesso condizionato la libertà tecnico-professionale, la sensibilità umana, etica e deontologica, generando demotivazione, immobilismo e mortificazione nel corpo docente e legittime preoccupazioni nelle famiglie, sempre nell’attesa di avere dallo stato un servizio di qualità  e sostegno concreto?

   L’impresa alla quale si accinge il neoministro non è agevole in quanto le situazioni da normalizzare, regolarizzare, adeguare alle istanze di cambiamento si presentano complesse, confuse, caotiche e critiche ed investono, chi più chi meno, tutte le costellazioni del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione. Comunque, urge soprattutto  ridare fiducia e sicurezza agli uomini di scuola. E’ impellente creare incentivi intesi  a premiare il merito e valorizzare  le capacità di docenti ed allievi i quali, secondo Mario Draghi, vengono mortificati  da “un’istruzione inadeguata”.

   Intanto, ci si consenta la legittima presunzione di testimoniare il nostro deciso e responsabile impegno passato, presente e futuro. Quest’istituzione complessa, comprensiva e polispecialistica  sviluppa un progetto unitario fra tutte le scuole amministrate, secondo un percorso evolutivo verticale ed in rete, assicurando un collegamento sistemico fra tutti i successivi curricoli didattici  in modo da  rispettare, nei singoli specifici percorsi e passaggi progressivi, una razionale ed organica continuità dalla scuola dell’infanzia fino al conseguimento della maturità.

   Ancorata ai valori ed ai principi degli insegnamenti montessoriani, rispettosa dell’autentica funzione di servizio della scuola, individua i nodi di fondo dei provvedimenti e li declina alla luce della più accreditata cultura pedagogica e delle scienze umane, senza lasciarsi condizionare dalla precarietà e rigidità dell’architettura e delle alchimie riformistiche improvvisate quando allontanano la scuola dalla realtà economica, sociale, produttiva cui deve orientare gli allievi fin da piccoli.

   In questo quadro, la confusa situazione descritta, che ha spinto tante scuole ad andare avanti a tentoni, non ha per nulla creato problemi a quest’istituzione in quanto, nel pieno rispetto dei limiti dell’autonomia, riconosciuta  dal D.P.R. 275/1999, abbiamo messo a confronto la normativa della riforma morattiana e quella della riforma Fioroni, entrambe -come detto- contemporaneamente in vigore, ed abbiamo  oculatamente fatto le nostre scelte didattico-culturali, dopo un’attenta valutazione della migliore  rispondenza delle novità proposte ai bisogni ed alle esigenze formative della personalità di ogni soggetto educando, privilegiando in ogni modo la sua centralità in relazione al costruendo progetto di vita, secondo le qualità attese dalla famiglia.

   Su questa linea, i sette collegi dei docenti, con l’assistenza qualificata dell’Ufficio Studi e Ricerca di quest’istituzione, hanno elaborato un Documento di Mediazione Didattica a Larghe Maglie, prevenendo l’intenzione del Ministro Gelmini che intende “preservare e mettere a sistema quanto di buono è stato fatto”. Il documento in parola è stato utilizzato come valido strumento di base per la costruzione dei curricoli e costituisce il dispositivo scientifico fondamentale, progettuale nell’intenzione, ed operativo sul piano didattico concreto, che ci ha consentito di realizzare traguardi di eccellenza, di cui abbiamo dato ricca, analitica e dettagliata testimonianza sul nostro giornale OLTRE la SCUOLA e durante i convegni, seminari e manifestazioni.

   Alla luce delle esperienze maturate e dei brillanti risultati conseguiti, partiamo fortemente motivati, anche quest’anno. Ci impegneremo nel gestire nel migliore dei modi la nostra autonomia funzionale, educativa e formativa nella promozione al massimo della responsabile crescita e maturazione culturale e civile dei nostri allievi.

   Siamo particolarmente orgogliosi  di affermare che la nostra esaltante crescita professionale,  che si è venuta consolidando e riqualificando anche mediante il confronto delle ricerche e studi individuali e di gruppo, nonché dell’affinamento della cultura progettuale, ci consente ormai di ideare, pianificare e realizzare tecnicamente percorsi curricolari e processi trasversali con strategie, tattiche ed atteggiamenti sperimentali che privilegiano il protagonismo di ogni singolo allievo, guidandolo all’acquisizione completa ed efficace delle competenze chiave fissate dall’Unione Europea, superando ogni equivoco e incoerenza fra quelle proposte dalle due riforme antagoniste e rimovendo eventuali occasioni di inciampi in improvvisazioni e spontaneismo nell’acquisizione delle nuove competenze.

   Va da sé che eserciteremo un costante autocontrollo operativo in relazione al processo ed al prodotto in maniera attenta e responsabile, considerato che per noi il soggetto che apprende è l’unico punto focale del nostro impegno totale, fondato sulla garanzia della stabilità  dei principi razionali e dei valori educativi e pedagogici universali, consolidati dalla tradizione scolastica italiana e convalidati dalla dottrina giuridica e giurisprudenziale. Pertanto, senza farci lusingare dai repentini ripensamenti del relativismo degli ideologi e tautologi di turno, c’impegniamo coerentemente per attrezzare i nostri allievi ad affrontare le nuove sfide e superare la marginalizzazione dell’Italia nella società mondiale della conoscenza.

  Di concerto con gli allievi e le famiglie, che condividono sinceramente con noi vita e regole della scuola, attiveremo, come sempre, lo spirito critico e autocritico nella verifica e nel confronto tra la validità dei risultati da raggiungere, gli obiettivi fissati, la qualità attesa da loro e le legittime aspettative della collettività.

   Con queste intenzioni formuliamo alla numerosa famiglia montessoriana gli auguri di buon anno scolastico, ricordando a tutti, con un’immagine kantiana, che La SCUOLA è VUOTA senza la VITA e che la VITA è CIECA senza la SCUOLA. Dunque, sono un binomio inscindibile per l’uomo che, secondo Pindaro, intende divenire ed essere se stesso. E’ per questa finalità ultima che lavoriamo nel nostro istituto, memori che Francesco Bacone c’invita a sollecitare gli allievi a conoscere nella vita almeno “ i principi, le cause e i fini”.

   In considerazione, dunque, che la brevità della vita non consente di imparare tutto, ci adoperiamo affinché i nostri allievi, alla luce di tale inconfutabile massima, nello sviluppo dei curricoli scolastici, apprendano soprattutto ad imparare da protagonisti, continuando “a fare da soli”, come ci suggerisce la Montessori, anche OLTRE la SCUOLA, a partire dai saperi essenziali. In buona sostanza, ci facciamo carico della loro maturazione totale.

  Con questo spirito di servizio, auguriamo loro di sviluppare, senza remore, la capacità di operare deliberatamente scelte autonome, con autostima, discernimento critico e responsabilmente deliberato, mettendo a frutto potenzialità, risorse, talenti, vocazione, intraprendenza, cultura e formazione per affermarsi dignitosamente, con saldezza competitiva, nell’ambito operoso e vitale dell’interazione sociale che caratterizza la convivenza democratica.

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