Convegno sulla Cultura della Legalità: lezione magistrale della dott.ssa Liana Esposito- P. M. della DDA Procura Repubblica Tribunale di Napoli : “Prevenzione e contrasto alla criminalità condizioni essenziali per assicurare la pacifica ed operosa convivenza domestica e nel mondo”.

8 aprile, 2014 Archiviato in News

Ottenuta la cortese disponibilità ad offrirci il dono prezioso della Sua singolare competenza di zelante magistrato, consistente in un’autorevole lezione magistrale di alto livello dottrinale, scientifico, educativo e formativo sulla Cultura della Legalità, per avere delle indicazioni operative onde realizzare appieno i risultati attesi dall’UNESCO con la nostra attività all’interno alla RETE internazionale delle Scuole Associate, comunico che martedì 15 aprile 2014, alle ore 10.00, nell’auditorio multimediale “Biagio Auricchio” accoglieremo la dott.ssa Liana Esposito P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli. Sottolineo che questo evento si inquadra nella serie di precedenti esperienze contro l’illegalità e la criminalità effettuate da quest’Istituto con l’Arma dei Carabinieri, con la Polizia di Stato, col Corpo Forestale e con la Guardia di Finanza. L’intervento della DDA ne costituisce il coronamento in quanto è la magistratura qualificata di alto livello che dispone, fra l’altro, l’attività investigativa ed altri provvedimenti di sua competenza, soprattutto sugli autori dei reati a sfondo mafioso e terroristico, sulla genesi dei fattori che li determinano, nonché sulle strategie per prevenirli e misure per reprimerli.

Consentitemi di darne le ragioni.

Chi segue la vita di quest’Istituto, per curiosità, interesse e per altri motivi, è bene informato che la sua storia attesta e la cronaca racconta l’importanza del ruolo che noi assegniamo nel curricolo ai percorsi di crescita, mirati a coltivare prioritariamente nei nostri allievi, fin dall’infanzia ( la cui scuola riveste già un ruolo decisivo per l’avvio alla conoscenza della realtà e alla socializzazione e, quindi, al confronto ed alla partecipazione), la capacità di formarsi idee chiare in merito alla competenza da maturare che consentano di conoscere e praticare responsabilmente le regole del vivere civile, alla luce dei valori e dei principi dell’ordine sociale, affinché possano integrarsi e vivere nella convivenza democratica, trattandosi vicendevolmente come persone che la costituiscono ed operano nelle sue concrete espressioni legali, giuridiche, economiche e culturali per il bene comune, secondo le necessità ed in condizione di uguaglianza per tutti. Il che significa conoscere la realtà sociale della comunità civile, praticandone attivamente e pacificamente la vita di comunione, privilegiando le relazioni dialogiche per il suo progresso, benessere esistenziale, culturale, economico e politico, mediante uno sforzo sociale sempre più coordinato in grado di ridurre la forbice dell’incomprensione fra il codice elaborato con i sofismi elusivi e logorroici delle caste e quello ristretto del popolo, abbandonato alla propria sorte negli ambienti sottosviluppati dove prospera ignoranza, devianza e delinquenza. Purtroppo, il crollo degli ideali, aggravato dalla crisi economica, dalla debolezza del mercato del lavoro e dal fallimento della gracilità dei maldestri tentativi di transizione scuola-lavoro, determina la frana progressiva della speranza. Intanto crescono l’angoscia, l’inquietudine, la sofferenza e la disperazione, alimentate dal disinganno di forze distruttive generate dall’egoismo, dall’interesse e dai raggiri di quelle caste politiche e burocratiche che propinano falsi compromessi e miti menzogneri di contrasto alla miseria, mentre, in effetti, l’aggravano arroccati sulla difesa di prebende, sprechi, spese allegre  ed uso disinvolto del danaro pubblico, coonestati da norme vessatorie, codificate con arroganza a proprio tornaconto, ma non certamente in sintonia con l’etica dell’equità e del senso comune e del diritto. Sono coloro che, inebriati dal Principe di Machiavelli, trovano giustificazione alla loro ingordigia, ispirandosi astutamente ai ripudiati e scaduti consigli di come conquistare il potere (oggi poltrone?) ed incollarsi ad esso là dove leggiamo “non può un signore prudente né debba osservare la fede, quando tale osservanza le torni contro et  hasi ad intendere questo, che uno principe, e massimo uno principe nuovo, non può osservare tutte quelle cose per le quali li uomini sono tenuti buoni, sendo necessitato per mantenere lo stato, operare contro alla fede, contro alla carità, contro all’ umanità, contro alla religione”. I tempi sono cambiati! Siamo nel sistema politico democratico, garantito dalla nostra Costituzione Repubblicana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata dall’ONU il 10 dicembre 1948. La prima ha annullato sperequazioni sociali, privilegi e demagogia, esaltando i valori degli uomini come persone, che insieme formano il popolo, il quale fin dall’infanzia deve dalla scuola pubblica (ossia statale e paritaria) ricevere l’aiuto individualizzato per costruirsi un patrimonio culturale ed un costume di vita sulla base dei diritti-doveri di cittadinanza attiva, per realizzare e far prosperare il benessere, la sicurezza e le legittime aspirazioni umane e professionali, nonché le prestazioni civiche, partecipando alla vita pubblica con equilibrio e responsabilità. Deve essere educato e formato per affermare così il valore etico personale che si misura dall’esercizio della libertà, controllata dalla volontà e dalla coerente razionalità, protetta da norme giuridiche e dalla vigile attenzione della magistratura. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani specificatamente ha annullato la distinzione oppressiva tra sovrani e sudditi, in quanto proclama che tutti gli esseri umani indistintamente nascono liberi ed uguali in dignità e diritti inalienabili. Garantisce rispetto ed osservanza dei diritti  umani e delle libertà fondamentali, senza discriminazione di razza, colore, sesso, lingua, religione, nazionalità o di altro genere, secondo i quali gli uomini devono tutti agire gli uni verso gli altri in spirito di tolleranza in quanto il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Su questa linea di alto profilo democratico, noi montessoriani strutturiamo l’impianto complessivo del Piano dell’Offerta Formativa, finalizzandolo a far maturare una salda coscienza civica collettiva, allargando ed arricchendo l’orizzonte culturale delle discipline curricolari, codificate nelle Indicazioni Nazionali mediante Progetti integrativi trasversali che fanno capo a quello specifico dell’Educazione alla Legalità ed alla Pace, secondo i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, nella convivenza mondiale, partendo dal Diritto a scuola, che ha permesso al nostro Istituto di essere inserito nella prestigiosa RETE delle Scuole Associate dell’UNESCO, col privilegio di fregiarlo del logo del network internazionale “ASP.net” (Associated School Project-network). Fra i Progetti collegati svolgiamo quello d’Educazione Ambientale, Educazione Stradale, Educazione alla Salute e Benessere, Educazione Alimentare, ecc. Tutti insieme interagiscono come sistema unitario satellitare con attrazione reciproca di mutua ingerenza e complementarietà interdisciplinare, integrata a livello metacognitivo. In questo quadro, affianchiamo i magistrati, le istituzioni e le forze dell’ordine nell’attività di sensibilizzazione culturale di prevenzione dell’illegalità diffusa, contrastandone l’assuefazione, alleviando il disagio ed il degrado delle famiglie. Condizionamenti questi che sono l’anticamera della dispersione scolastica che apre alla devianza, che a sua volta ha lo sbocco obbligato nella delinquenza giovanile. Trasformiamo la scuola in laboratorio, presidio di legalità sul territorio, dove simuliamo situazioni per cogliere i punti forti da consolidare e quelli deboli da eliminare, alla luce dei tre modelli di educazione alla legalità: classico, informativo e mafiogeno. Effettuiamo la lettura critica del “Quotidiano in classe” e le iniziative di cooperazione che ci propone l’Osservatorio Permanente Giovani –Editori. Pubblichiamo il nostro Giornale scolastico “Oltre la Scuola” col quale narriamo, fra l’altro, la nostra filosofia pedagogica, i nostri impegni contro la società dell’ipocrisia e della violenza, la degradazione ambientale provocata dall’ecomafia, la speculazione edilizia, il lavoro minorile, la devianza e la delinquenza minorile, la microcriminalità, la tossicodipendenza, il bullismo telematico ( dal momento che un ragazzo italiano su tre è vittima del virus del cyber-bullismo), studiando e contrastando le dinamiche che li caratterizzano e le conseguenze che ne derivano, ecc. Inoltre, organizziamo incontri, forum e tavole rotonde con esperti, mostre documentarie e fotografiche, manifestazioni sul degrado ambientale e sulla necessità di affrontare i problemi della vita associata con cognizione, riflessione, dignità, equilibrio e misura, nel rispetto personale, del prossimo e del creato. Non è superfluo precisare che agli incontri invitiamo soprattutto i genitori, quali educatori naturali dei figli che hanno il dovere di darci una mano.

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