Invito a visitare i laboratori informatici, artistici, delle attività manuali e pratiche, nonché a partecipare alla presentazione e sfilate delle Mascherine dell’accoglienza. Auditorio multimediale “Biagio Auricchio” e palestre scoperte – Sabato 6 febbraio 2016 ore 10.00 –

2 febbraio, 2016 Archiviato in News

Ormai è noto a tutti che quest’Istituto si presenta, fin dalla sua nascita, come open laboratory, ossia  come officina scolastica educativa e formativa, di metodo e di ricerca attiva  di scuola, gioco, arte e lavoro. Quindi, si caratterizza per l’incessante laboriosità degli allievi in quanto in esso tutto è organizzato per qualificare l’impegno di ognuno con un protagonismo attivo, generato dalla massima montessoriana “maestra aiutami a far da solo”.

Pertanto, consentitemi  di assimilare il nostro atelier all’alveare solidale, come descritto da Virgilio nel primo libro dell’Eneide e nel quarto libro delle Georgiche, in cui fervet opus, in quanto ogni lavoro, ogni attività si svolge secondo ritmi di laboriosità cooperativa spedita, intensa, febbrile, alacre, piacevole e divertente, senza sosta e senza mai perdere la caratteristica di impegno costruttivo, animato da finalità prosociali, come riteniamo la folclorica tradizione del carnevale.

A nessuno sfugge che questo evento, fin dall’età greco-romana, è ormai atteso ogni anno da ogni popolo per  concedersi una pausa trasgressiva e per evadere dalla realtà quotidiana, insidiata da stenti, privazioni, depressioni, dolori, stress e sofferenze che minano la serenità e l’equilibrio psicofisico ed  oggigiorno addirittura la sopravvivenza del genere umano.

Gli adulti fanno a gara per infrangere le barriere inibitorie della  collettività civica che frenano la spontaneità della vita. Si abbandonano ad un’euforia, talora addirittura scatenante, che eccita il tono dell’umore con contagio vicendevole pubblico. Così si aggregano in gruppi e comitive organizzate o occasionali che,  mascherandosi, si divertono con l’eccezionale godimento fine a se stesso, dissimulato col celare la propria identità col travestimento. Su questa linea,  si associano nella creazione di iniziative pubbliche tra cui sfilate di carri  allegorici e quadriglie,  danze, canti, musiche, schiamazzi, scherzi, satire, baldorie, digressioni e via discorrendo. Carnevale, quindi,  costituisce la festa della gioia e dell’euforia che sgorgano dando sfogo alle rimozioni inconsce e via libera alla  trasgressione di regole e  tabù. Festa che spesso si scatena  però licenziosa  e   irresponsabile nella immaginaria illusione di conseguire almeno per qualche giorno la massima realizzazione di sé.

Viceversa, per i bambini che frequentano quest’Istituto il carnevale non è trasgressione , né dissipazione del tempo libero  ma la  festa più attesa, avvincente e magica che mobilita  tutti gli aspetti della personalità in quanto ha una forte valenza pedagogica. Talché consente loro di fare esperienze educative  a largo raggio mediante le ricerche laboratoriali  informatiche e cartacee, a valenza culturale. Pertanto i piccoli sono già intenti ad apprendere il significato antropologico, sociale e storico, comprese magia e mitologia, religiosità e superstizione, commistione di  sacro e profano, nonché l’ambiguità  fra realtà e finzione. Inoltre,  stanno rilevando le trasformazioni geostoriche e le caratterizzazioni locali,  unite alle versioni folcloristiche con le quali il carnevale si trasforma assumendo raffigurazioni sempre nuove di scherzo burlesco,  salace  e ambiguo, senza tema di ritorsione da parte di eventuali destinatari.

Nei laboratori creativi di attività artistiche,  manuali e pratiche sono impegnati a creare e confezionare con l’aiuto dei genitori, del personale del Centro Polifunzionale e dell’Eduform, maschere, coreografie, oggetti e trucchi per travestimenti a basso costo economico, rispetto alle sensibili spese dei costumi confezionati dall’industria del divertimento che in questi giorni spiccano nelle vetrine sfarzosamente attraenti ed accattivanti. Dalla rassegna dei cataloghi rilevano e scelgono i modelli dei costumi dei personaggi in cui intendono immedesimarsi.

Ciò consente ad ognuno di uscire da se stesso facendo perno sulla finzione consentita dal travestimento e mascheramento per identificarsi fittiziamente con la psicologia e comportamento del personaggio preferito che vuole diventare, adattando la realtà a sé.

Quindi,  il carnevale dei bambini è diverso da quello degli adulti perché consente ai piccoli il piacere di un ingenuo divertimento, alimentato dall’immaginazione creativa che inventa modalità di autoidentificazione emergenti  dal contrasto fra la propria  personalità autentica e l’identità fittizia temporanea che assumono. Talché permette ad ogni piccolo di abbandonarsi agli scherzi festosi, gioiosi ed innocui di socializzazione mediante il godimento di uno stato emotivo fantastico nello sfuggente lasso di  una breve giornata scherzosa e ludica, fruendo di una pausa di serena liberazione dal complesso di inferiorità,  in quanto col travestimento si illude di essere lui l’importante personaggio in cui fiabescamente si tramuta per realizzare la rivincita sugli adulti.

A fronte dello sregolato ed ebbro godimento degli adulti, aggravato dall’ambigua irrisione, dissacratoria dell’ordine stabilito degli adulti, il bambino ingenuo, inesperto, solare, lineare e sincero converte l’istanza ludica in un innocente divertimento con la  gioia del cuore.

Noi docenti, a nostra volta, rispettando i loro gusti e spontaneità, entriamo nell’atmosfera di libertà dei bambini con un’efficace carica educativa per orientarli a scegliere per  travestirsi fra i personaggi in catalogo quelli che riproducono ed esprimono valori positivi  condivisi. Nel nostro caso si tratta di tutte quelle virtù che riguardano l’accoglienza, caratteristico attributo dell’umanità della persona che è attivo fin dall’infanzia. Su questa linea, ci gioviamo di recenti ricerche biocomportamentali che forniscono prove indiscutibili che il bene che i piccoli fanno agli altri si converte emotivamente nel fare bene a se stessi. Quindi, per loro il piacere dell’altruismo produce benessere potenziando l’autostima per effetto di una migliore condizione di sé, prodotta da stati d’animo positivi generati dal dinamismo dell’innata inclinazione prosociale. Pertanto, le nostre mascherine dell’accoglienza inviteranno gli adulti a contagiare con la gioia anche chi ha bisogno di aiuto, ricorrendo fra l’altro al dialogo ed alla convivenza costruttiva e valorizzando le diversità mediante la cooperazione e i dettami dell’educazione interculturale, alla luce del valore universale della persona, secondo le direttive dell’UNESCO, alla cui Rete delle scuole internazionali associate ci pregiamo di appartenere.

Download PDF versione stampabile

I commenti sono chiusi.