Incontro sul significato storico, educativo politico dell’allargamento a Est dell’Unione Europea. Lavori laboratoriali

7 maggio, 2004 Archiviato in News

          Dal primo maggio è cambiata la geografia europea perché si è spinta verso i confini dell’Est, crescendo in estensione e quantità. L’Europa si è allargata a 25 nazioni ed i suoi cittadini sono aumentati ad oltre 450 milioni, mentre i confini spaziano dal Baltico al Mediterraneo. Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Malta e Cipro sono i nuovi membri della Comunità. Formalmente l’Europa è quasi tutta unita, ma ancora lungo e difficile rimane il cammino da fare per realizzare un’autentica sostanziale integrazione. Tant’è che l’Europa  non riesce ancora a parlare con una voce sola. Certi pregiudizi, radicati nella mentalità e nella memoria storica, restano e creano, all’interno dell’Unione, incomprensione e tensioni, motivo per cui, di fronte all’esigenza di concorde soluzioni di determinati problemi, spesso ci si divide perché i fenomeni vengono percepiti e gestiti nell’ottica del “particulare”, smarrendo il senso degli ideali condivisi e dei valori unificanti, per i quali ci si è messi insieme, e le finalità da conseguire nell’interesse comune.Ne sono prova, tra l’altro, lo scontro che ha bloccato il varo della Costituzione, i poteri consolidati di determinati Stati, le divisioni emerse nella guerra in Iraq e la creazione di novelle “Sante Alleanze”, come quella recente fra Mosca, Parigi e Berlino.

         Tutto ciò sta a significare che la fitta lista delle coalizioni che si formano e si decompongono, le incomprensioni, le discordie, i dissapori, soprattutto in materia di politica estera, ristagnano all’interno dell’Unione. Orbene, questi seri ostacoli, per essere superati, richiedono ancora un lungo travaglio di crescita e di elaborazione culturale o politica nell’ambito di un sincero dibattito, che consenta la crescita di valori e della leale, autentica ed effettiva integrazione.

         Per incontrarsi sul piano della convergenza dialogica e dialettica, riteniamo che sia necessario adottare una nuova sintassi politica da utilizzare sinceramente dai 25 partner, che faccia comprendere autenticamente che la libertà, la pace e la prosperità conquistate possono essere difese solo con la concordia e la cooperazione fra latini, germanici e slavi, rinunciando ad ogni provocazione e pretese utopiche, ad ogni esagerato ed esasperato nazionalismo. Talché sono il virus che mina lo spirito comunitario che si sta costruendo, disseminando il morbo dell’omogenizzazione burocratica o provocando i rigurgidi di un mal celato senso di supremazia.  

       Coerentemente con le presenti riflessioni, il giorno 7 maggio 2004, alle ore 10.30, nell’auditorio di quest’Istituto, dieci alunni degli Istituti Superiori illustreranno le loro ricerche sul nuovo mondo entrato il 1° maggio in Europa, mentre i piccoli della scuola primaria presenteranno i loro manufatti sui dieci Paesi, costruiti utilizzando le competenze relative alla sfera di rappresentazione attiva ed iconica. I lavori dell’incontro saranno introdotti e commentati dall’intervento del prof. Michele Andonaia, il quale ha curato l’ideazione, la direzione ed il coordinamento delle attività laboratoriali.

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