Inizio nuovo anno scolastico: auguri per i primi passi sui sentieri e sul destino della Riforma

1 settembre, 2004 Archiviato in News

 Da quest’anno scolastico partono ufficialmente e operativamente i processi di riforma sanciti dalla legge 53/03 e dal decreto legislativo 19 febbraio 2004 n° 59.

Così la scuola dell’infanzia  ed il “primo ciclo dell’istruzione”, che ingloba la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado (le prime due macro-strutture organizzative dell’istruzione), muovono i primi passi verso la realizzazione di un sistema di istruzione e formazione completamente diverso da quello che ci lasciamo alle spalle.

L’anno prossimo, nel vasto moto di riforma sarà coinvolta anche la terza macro-struttura, che sarà denominata “secondo ciclo d’istruzione”, in cui i tradizionali istituti saranno accorpati in un nuovo sistema d’istruzione formato da otto licei di competenza governativa. I licei saranno affiancati dal sistema di formazione professionale i cui ordinamenti saranno disciplinati dalla potestà legislativa delle Regioni. Attendiamo, al riguardo, i relativi decreti legislativi, i quali ne dovranno disegnare la nuova architettura ordinamentale e la relativa morfologia. C’è subito da dire che saranno finalmente consentiti i passaggi tra i percorsi dei due sistemi per agevolare ai giovani l’esercizio del diritto dovere, per dodici anni, di istruzione e formazione o, almeno al minimo, fino all’ottenimento di una qualifica. Per quanto concerne la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, docenti, genitori ed alunni ci siamo già mobilitati e attivati per affrontare la sfida e la non facile impresa di riforma, intesa a realizzare la loro modernizzazione. Evidenziamo che già prima delle vacanze estive e già dal 1 settembre i docenti di questo Istituto sono impegnati in attività di studio, di progettazione e di laboratorio per adeguare la dimensione professionale all’urgenza di riqualificazione del ruolo e delle funzioni e per organizzare le condizioni favorevoli onde affrontare con successo le difficoltà connesse al cambiamento indotto soprattutto dal passaggio dalla rigida logica dei programmi di insegnamento all’autonoma gestione delle Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati che li rimuovono insieme con la programmazione, mediante la progettazione delle Unità di Apprendimento.

Contemporaneamente gli esperti dell’ufficio studio e programmazione lavorano per mettere a punto la bozza del P.O.F. e per compilare schemi operativi didattici relativi ai nuovi ed essenziali documenti organizzativi e didattici introdotti dalla normazione attuativa della legge di riforma.

E’ chiaro che il lavoro di riconversione e di trasformazione, con il coinvolgimento e la cooperazione collegiale, assumerà il carattere di impegno a dimensione permanente e ricorrente in quanto, nel corso dei primi approcci ai documenti applicativi, abbiamo rilevato che la riforma, accanto ai punti di forza, presenta anche dei punti di debolezza e problemi che, sul piano organizzativo, operativo e della mediazione didattica, metteranno a dura prova cultura e professionalità, entusiasmo e motivazione. Basta qui osservare, ad esempio, la discutibile figura del tutor che va a sottrarre ai colleghi, fra l’altro, il diritto-dovere di avere un rapporto diretto con le famiglie che riteniamo una delle condizioni essenziali per consentire ad ogni insegnante di esercitare la funzione docente sul piano della sua responsabilità deontologica che non ammette filtri, deleghe ed intermediari dalla figura ancora oscura e ambigua. E’ sufficiente ricordare, inoltre, che nella nuova secondaria di 1 grado convivono ancora i programmi (nella seconda e terza) e le Indicazioni nazionali (solo nella 1^ classe), peraltro, prescrittive come i programmi che rimuovono. Ma con la buona volontà non ci rassegneremo. Accetteremo la sfida, consapevoli che, in genere, ogni innovazione impegnativa è quasi sempre avvertita e vissuta dal personale scolastico di tutte le scuole come causa di diffuso disagio e disorientamento che sfociano, non di rado, in moti di resistenza al cambiamento ed in atteggiamenti controversi demotivanti.

Dunque, consapevoli del problema e delle difficoltà della nuova situazione, ci prepariamo ad affrontare con determinazione l’avventura con ottimismo che ci induce la competenza progettuale che, con l’aggiornamento, stiamo perfezionando. La competenza progettuale, è bene precisarlo, non si consegue dall’oggi al domani. Infatti implica, fra l’altro, la capacità di risolvere i saperi in sapere e di conciliare cultura teorica e pratica didattica, esperienza e creatività, consapevolezza e responsabilità, abilità e attitudine a vivere professionalmente la dimensione esistenziale e gestire qualitativamente il ruolo educativo e formativo con stile personale e originale. Dunque, non si tratta di una competenza semplice, ma complessa e dinamica, comunicativa e relazionale, che richiede anche un costante impegno di ricerca e di azione, in un processo permanente di arricchimento e approfondimento, inteso a corroborare un costume professionale che tenga sempre vive e attive l’iniziativa personale e la cooperazione relazionale e sociale alla luce di un’intesa decisionale condivisa nella conduzione delle azioni educative e formative finalizzate a rendere protagonisti gli allievi a noi affidati nella conquista della loro libertà e nello sviluppo della loro originalità creativa. Il tutto sempre alla luce dell’impostazione ologrammatica nel rapporto fra l’unità della persona e l’unità del sapere. I giovani vengono alla nostra scuola per avere un valido aiuto onde crescere e maturare convenientemente sul piano educativo, culturale e professionale. Sono certi che vi trovano una guida competente e sicura che offre loro la strada giusta per assicurarsi una collocazione sicura nell’Unione Europea, dove la competitività è includibile  per garantirsi la strada giusta. E noi li accettiamo a patto che si dispongano ad essere coinvolti e motivati in maniera attiva per il percorso di apprendimento per il quale chiediamo loro l’impegno ad essere protagonisti interessati nella costruzione operativa del loro progetto organico e coerente. Garantiamo, dal canto nostro, professionalità collaudata, passione e disponibilità , nonché una vasta gamma di varianti metodologiche per corrispondere alla centralità di ognuno, con i suoi bisogni, interessi, capacità e vocazione, alla luce del Profilo educativo, culturale e professionale introdotto dalla legge di riforma n. 53 del 2003.

Assicuriamo un’offerta formativa di sperimentata qualità, efficienza ed efficacia, finalizzata alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, come del resto confermano i risultati brillanti e di eccellenza conseguiti nel decorso anno scolastico. Già dal passato abbiamo precorso l’innovazione introdotta dalla citata legge di riforma degli ordinamenti scolastici. Abbiamo sempre adeguato professionalità, strutture, mezzi e strumenti al servizio dell’educazione e formazione integrale della persona umana di ciascun alunno, considerata sempre al centro di ogni nostra preoccupazione professionale. Ne sono documenti di conferma i nostri piani dell’ offerta formativa che hanno avuto il loro punto di eccellenza nella scuola open-laboratory dove il sapere e il fare hanno sempre agevolato l’armonica formazione dell’allievo. Certamente affronteremo più decisamente e legittimamente l’innovazione con convinzione, preparazione e certezza, in coerenza con il principio di autonomia, ulteriormente confermato dalla legge. Ed in questa operazione non mancherà lo sperimentato contributo della famiglia, che viene dalla legge n. 53/03 chiamata a fare le scelte educative ed a cooperare con la scuola nella realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione dei figli.

Questo significa che dallo Stato si confermano il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo dei genitori, i quali sono dal Riformatore invitati a partecipare con maggiore impegno alla crescita educativa, culturale e professionale dei figli sulla base della loro primaria responsabilità educativa.

A tale scopo, rinnoviamo loro l’invito a continuare nella consueta collaborazione, lavorando con noi nella definizione del P.O.F., nella mediazione educativa, nella verifica/valutazione degli apprendimenti e nella costruzione delle Unità di apprendimento e relativi Piani personalizzati, nella costruzione per Portfolio delle competenze e nella partecipazione ai progetti di orientamento educativo e scolastico.

In buona sostanza, li preghiamo di dialogare sempre con noi affinché la Riforma, nonostante i suoi difetti e punti debolezza, si realizzi nel migliore dei modi possibili, nell’interesse della maturazione totale dei figli.

In questo quadro, docenti, genitori e studenti rafforzeremo le nostre risorse, utilizzeremo al meglio la nostra autonomia, armonizzeremo sensibilità, competenze, funzioni e ruoli diversi per concretizzare gli Obiettivi specifici nazionali di apprendimento in Percorsi educativi personalizzati, al fine di trasformarli in obiettivi formativi efficaci, rendendo così possibile il conseguimento delle competenze attese da parte dello studente.

E’ questo l’augurio più sincero per il “neonato” anno scolastico.

In definitiva l’augurio che formulo a questa comunità, a partire dal Consiglio di Gestione, è quello di essere sempre attenti, disponibili e premurosi nell’adeguare l’offerta formativa e le migliori risorse alle esigenze e bisogni dei nostri allievi. Aiutarli competentemente e responsabilmente a crescere, imparare, vivere e operare, con garantito successo sul futuro nel mutato scenario competitivo, storico, economico, produttivo, culturale e sociale europeo e mondiale, dove l’arricchimento dovizioso e l’investimento intelligente delle competenze, ossia del pensare, del fare e dell’agire, diventano sempre più necessari, urgenti e decisivi.

Buon lavoro!

IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF. DOTT.  ALESSANDRO SCOGNAMIGLIO

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