Anno scolastico 2005/ 2006. Gli auguri del Direttore Generale dell’USR

8 settembre, 2005 Archiviato in News

 

 Diramo alle SS.VV., condividendone pienamente sentimenti, voti ed auspici ed esprimendo il ringraziamento della Comunità  Montessoriana all’autorevole mittente, la lettera del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, dott. Alberto Bottino, con la quale, con particolare attenzione e riferimento ai ruoli specifici, formula ai dirigenti , a tutto il personale della Scuola, agli alunni e genitori, gli auguri più fervidi affinché tutti, in unione di intenti e di operatività, concorriamo alla realizzazione del successo formativo di ogni singolo allievo.

                                                                        

Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Ufficio Scolastico Regionale per la Campania

 Il Direttore Generale

                                                                    Napoli, 8 settembre 2005

      Cari Dirigenti scolastici e personale tutto della scuola

Cari  allievi e genitori

 si rinnova un evento che sembra ripetersi uguale a se stesso da anni, ma che, ugualmente, ha in sé i tratti e le emozioni del miracoloso e stupefacente rinnovarsi delle stagioni dell’uomo.

Auguri ai Dirigenti, ai quali spetta, con competenza, ma anche con entusiasmo, indicare il cammino alle Istituzioni scolastiche per garantire il raggiungimento del successo formativo per ogni singolo allievo.

Auguri al personale ATA che sia tra mille carte, vitali per l’amministrazione della scuola, sia nelle altre e diverse responsabilità, è impegnato con ingegno e volontà a superare manchevolezze e disagi, offrendo una fondamentale collaborazione per il buon andamento della scuola. 

Auguri ai genitori, che partecipano con intelligenza e cuore all’opera delicata e solerte degli insegnanti per la formazione umana dei  propri figlioli.

Auguri a voi ragazzi, da chi inaugura la sua vita di scolaro, fino a chi, iniziando l’ultimo anno di studio, sceglierà, in piena consapevolezza, la via che lo porterà al compimento del suo futuro.

Auguri speciali a quelli di voi che, vivendo una condizione personale dettata da  difficoltà naturali, saranno sostenuti e sapranno fare appello ad una ferma volontà, che, unita all’impegno, farà superare ogni più arduo ostacolo.

Un augurio particolare, quest’anno, voglio rivolgerlo ai docenti, ai quali mi lega uno strettissimo vincolo di colleganza, lontano nel tempo, ma sempre presente e vivo nel mio sentire.

Mai come in questi ultimi anni, la dimora del Vostro agire professionale è stata soggetto ed oggetto di profonde trasformazioni, che, in buona misura, ne hanno mutato sia l’assetto programmatico sia la geometria organizzativa sia gli indirizzi metodologici.

Gli ultimi approdi di un tale, spesso complesso ed articolato cammino di rinnovamento, storicamente necessario, pur nella disparità delle opinioni e dei punti di vista, offre un reticolo concettuale, le cui polarità fondamentali sono riassumibili in concetti quali scuola della flessibilità, della territorialità, della qualità, della sussidiarietà, dell’educazione integrale della persona, dell’orientamento, dell’identità, del significato, della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi.

 

 Attraverso il vostro impegno umano, oltre che professionale la scuola è diventata il luogo della relazione educativa, del rapporto, dell’incontro, della condivisione di valori umani, della fusione degli orizzonti di vita e che presuppone “l’accettazione incondizionata l’uno dell’altro, così come si è, per ciò che si è al di là di ciò che si possiede e del ruolo che si svolge”.

Voi docenti avete saputo tradurre in atto il significato dell’ “Educare”, che è, poi, con-vivere comunicando se stessi, come proposta di vita, riconoscendo l’altro in comunione di destino, in comunione di umanità secondo la totalità delle aspirazioni e delle esigenze e secondo la verità del traguardo finale che è la piena coscienza dell’Umano e che si manifesta come capacità di condivisione, di sentirsi “con-sorte” di ogni essere umano, di avvertire  in sé il problema dell’altro nella sua concreta vibrazione.

 L’ “Educare” inteso, dunque, come  un accompagnamento implica l’attività dell’altro, che fa lavorare il ragazzo, che suscita in lui la capacità di giu­dicare ciò che avviene e di crescere nella consapevolezza del vivere da uomo fra gli uomini, facendo emergere in lui quella energia con cui l’uomo modula e governa i rapporti con le persone e con le cose. Questo è l’uomo che possiede se stesso e che partecipa creativamente all’impresa della sua umanità ed attivamente al farsi della storia.

 Ritengo che il processo educativo, così inteso, possa far nascere ed aumentare il rispetto per il ragazzo così come è, il quale per essere accolto e valorizzato non deve essere diverso da quello che è; in tal modo la relazione umana, base essenziale di tale processo, viene alimentata continuamente dal riconoscimento della dignità e della libertà dell’allievo.

Processo denso, anche, di taciti accenti dell’animo, che si fanno invocazione, comunione, verità, vita nell’ergersi o nel piegarsi di uno sguardo; accenti che Voi sapete leggere, interrogare, non ignorare e ai quali sapete corrispondere con l’assunzione, a volte dolorosa, ma sempre assoluta di quella paura, di quel disagio, di quell’esigenza, di quel desiderio, di quella mancanza, di quella gioia, che quegli occhi Vi dicono.        

Sono certo che la Vostra “passione educativa” continuerà a concretizzarsi quotidianamente nella traduzione pratica di questi valori, anche in virtù della Vostra grande agilità di sacrificio e di altissimo spirito di dedizione ed invito Voi tutti a nutrirla di continuo con il Vostro entusiasmo, la Vostra professionalità, la Vostra Umanità.

BUON ANNO CON TUTTO IL CUORE A TUTTI.

                                                           Alberto Bottino

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