Settimana dello Sport: 9° Edizione. In collaborazione con l’Eduform. 2-6 maggio 2006. INVITO.

1 maggio, 2006 Archiviato in News

 L’annuale Settimana dello Sport rientra nel Progetto generale strategico e tattico inteso ad offrire ai minori occasioni alternative alla cultura della prevaricazione e dell’illegalità, ai rischi dell’abbandono, della dispersione e della  mortalità scolastica.

Richiamo l’attenzione delle SS.VV. sulla cosiddetta scuola parallela che, fra le altre innumerevoli attrattive dissipanti ed effimere, offre loro situazioni accattivanti di dinamiche e di aggregazioni non sempre al riparo di sollecitazioni inadeguate, ambigue, contraddittorie, trasgressive, pregiudiziali dell’equilibrio personale e dell’etica sociale.

Allora, consapevoli che la scuola vera deve riappropriarsi della sua funzione mediatrice, ci preoccupiamo di attivarci per contrastare ogni eventuale pericolo che possa innescare nei minori il processo di erosione dei modelli di comportamento, fondati sull’impegno e sulla responsabilità nel progettare e perseguire il proprio sviluppo e formazione.

Ci impegniamo, su questa linea, a realizzare un assetto teoretico – metodologico – operativo finalizzato ad orientare ogni nostro allievo nel processo maturativo decisionale, facendo leva sull’ ologramma, ossia sul personale e unitario potenziale intellettivo, affettivo, sociale, morale ed etico, ottimizzando le dinamiche comunicative e relazionali, anche mediante connaturate necessità di interazione con gli altri e l’ambiente.

Dunque, predisponiamo situazioni interattive di socializzazione ricche di stimoli che permettono di sensibilizzare i minori alla conquista ed al consolidamento di competenze interpersonali, dell’autostima, della responsabilità, dell’autovalutazione, dell’autocontrollo e dell’auto determinazione, superando l’aggressività, l’egocentrismo e l’egoismo per il migliore adattamento alla realtà sociale e politica dell’ambiente.

In questa non facile impresa non possiamo ritenerci eroi solitari.

Ci appelliamo ai genitori, agli adulti in genere ed agli Enti privati impegnati nel sociale. Contiamo sulla loro responsabilità a collaborare ed operare insieme. Ed il terreno più fertile per conseguire gli obiettivi condivisi è quello che consente di privilegiare attività popolari di larga diffusione, come quelle ludiche, sportive, coreutiche e drammatiche, che sono, a nostro avviso, le dinamiche che mobilitano più facilmente l’interesse generale a fondare consensualmente e più rapidamente una convivenza civile in termini di normalità, capace di opporre la più naturale resistenza all’irruzione della criminalità minorile nell’ordine sociale.

Le regole “del gioco” e le modalità di aggregazioni, l’accettazione responsabile e la pratica del confronto cavalleresco sono il migliore antidoto al disagio giovanile, al comportamento aggressivo, violento e deviante.

Stimolano la comunicazione, sviluppano atteggiamenti di comprensione e tolleranza, consentono di recuperare l’equilibrio psicofisico e di scaricare energia negativa, acquisendo e consolidando il valore della responsabilità di lavorare individualmente ed in squadra.

Una settimana di totale aggregazione sociale, impegnata in attività culturali e pratiche condivise serve, nel tempo stesso, anche a sfatare gli stereotipi estremi che incalzano a priori indistintamente la famiglia, imputandole indiscriminatamente la causa dei più vari disturbi dei figli.

L’iperprotezione e, dal polo opposto, il rifiuto sono i due principali capi di imputazione con i quali la società colpevolizza la famiglia.

Ma nessuno si preoccupa di ricercare le cause della precarietà dell’assetto della stessa, del suo isolamento, della disoccupazione, della situazione lavorativa, degli orari di lavoro, dei meccanismi degli orari stessi, delle sue richieste di aiuto.

La società esce dal suo senso di colpa, si scarica di ogni responsabilità e non concede scampo, liquidando il suo dovere di guardare con attenzione fenomeni e problemi.

La politica, dal canto suo, fino a che punto si preoccupa di assumersi le sue responsabilità e di approntare i rimedi alle difficoltà economiche, al labile senso di moralità sociale, di preparare servizi sostitutivi delle carenze familiari rispetto ai bisogni formativi, di preparare strutture e occasioni di aggregazioni giovanili?

Sono queste le riflessioni cruciali che saranno proposte durante gli incontri culturali in parallelo con le gare e le esibizioni di cui all’allegato invito.

Intanto, facciamo la nostra parte: uniamoci in un’atmosfera educativo – ricreativa e impegniamo insieme una settimana alla luce dei valori del mutuo rispetto e della lealtà sportiva, da cui dovranno scaturire cooperazioni e solidarietà, fattori essenziali per realizzare la cultura della cittadinanza attiva!

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