Partecipazione al Campionato interscolastico denominato BASKET3.

20 gennaio, 2007 Archiviato in News

 Invito le SS.VV. a considerare che i giochi di regole ai quali sono interessati i bambini di età 8-11 anni e che consentono loro di sviluppare, in genere, lo spirito di cooperazione, si evolvono gradualmente nell’attività sportiva individuale o collettiva quando assumono il carattere dell’agonismo e quando i preadolescenti riescono a conferire al movimento una funzione competitiva, di svago e di socializzazione, sollecitati dalle relative motivazioni di base, pur nel prosieguo contemporaneo dell’educazione motoria che si trasforma anche essa in sport, ma di significato e finalità educativi per completare la maturazione dello schema corporeo, iniziata con la nascita, tra i 12  e i 14 anni, che viene indicata come la terza tappa o del corpo rappresentato, dopo quello del corpo vissuto (0-3 anni) e quella del corpo percepito (3-6 anni).

Nella cultura contemporanea il cittadino della moderna società sente l’esigenza di essere se stesso per far fronte ad ogni forma di alienazione indotta dalla fatica, dalla noia, dalla monotonia, dall’uniformità e dallo svago inutile.

La scuola, pertanto, si preoccupa, assumendosi il compito di prepararlo e di “addestrarlo” a premunirsi mediante il ricorso alla saggia utilizzazione del tempo libero, affinché non lo dissipi nella schiavitù del non far niente, ma lo impieghi nelle piacevoli attività di serena elevazione culturale, morale e sportiva.

Per quanto concerne l’attività sportiva, purtroppo, la maggioranza degli Italiani concepisce lo sport solo come spettacolo. Pertanto, risulta esageratamente distanziato il rapporto fra quelli che praticano lo sport e quelli che assistono alle competizioni.

E così, contagiata da tale convincimento popolare, la pratica dello sport in campo scolastico spesso è effettuata marginalmente in quanto, oltre l’enunciazione teorica e di principio, in realtà è tenuta sovente in scarsa considerazione perché nelle linee programmatiche essenziali del contesto disciplinare scolastico non di rado le viene attribuito di fatto una minore valenza culturale e un ruolo gerarchico subordinato ai saperi curricolari.

Ciò anche in conseguenza della condizione di marginalità in cui è relegata l’educazione fisica che continua ad essere considerata fra le discipline di rango inferiore nelle strutture scolastiche.

Abbiamo, tuttavia, la certezza che la situazione cambierà allorché aumenterà il numero dei laureati in Scienze delle attività motorie e sportive, considerato che per le nuove competenze acquisite  nei relativi corsi adeguati alle istanze attuali, maturerà finalmente nell’opinione pubblica la convinzione che le discipline del moto e dello sport devono assumere la loro effettiva dignità epistemologica, culturale e sociale.

Talché, sono oggi richieste dal sistema produttivo e nell’ambito dei servizi alle persone e, pertanto, meritano a pieno titolo l’attenzione, la dignità e la pratica professionale.

Intanto, quest’Istituzione, nell’ambito dell’apertura alle organizzazioni impegnate nello sport competitivo sia pubbliche, sia private, aderisce a tutte quelle iniziative che coinvolgono i giovani studenti in attività a carattere educativo, ludico e di sana crescita psicofisica e sociale, che vengono svolte alla luce della conquista di quei valori che rendono l’uomo degno di essere tale.

Si spiega così il motivo per cui anche quest’anno partecipiamo al Torneo interscolastico Basket3 ed alle altre specializzazioni relative al campionato.

Intanto affido l’incarico di curare la fase preparatoria interna e la partecipazione esterna ai seguenti docenti:

Per la Scuola Secondaria di 1° grado: Prof. Capasso Umberto

Per gli Istituti di 2° Grado: Prof. De Simone Raffaele e Prof. Infermo Luigi.

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