Celebrazione rito religioso in suffragio dell’anima benedetta del Preside Biagio Auricchio. Sabato 3 febbraio 2007, alle ore 11,30 – Auditorium multimediale.

3 febbraio, 2007 Archiviato in News

 Invito la SS.VV. a partecipare al rito religioso commemorativo che avrà luogo sabato 3 febbraio 2007, alle ore 11,30, nell’auditorio multimediale di quest’Istituto per ricordare l’incontro con il Signore dell’anima benedetta del compianto esemplare apostolo dei giovani, Preside Biagio Auricchio, fondatore di questo tempio di cultura e di umanità dove quotidianamente celebriamo la rinascita dell’uomo alla propria identità, alla luce del Suo integerrimo magistero, del Suo fervoroso entusiasmo e della Sua coraggiosa e perspicace fede nella missione educativa da Lui ritenuta ispirata dalla celeste provvidenza, alla quale era stato “convertito” dalla lettura delle opere manzoniane.

Ci riuniremo in preghiera per testimoniare il nostro ricordo affettuoso e per ringraziarlo della inestimabile eredità spirituale e culturale che ci ha lasciato, tramandandoci il culto delle Sue virtù di educatore saggio e generoso, illuminato ed amorevole, nonché di operatore intelligente ed apostolico.

Tutti gli riconosciamo la Sua eccellente e provvida missione di elevazione culturale a favore dei giovani dei ceti popolari e contadini della “plaga nolana e vesuviana” (come soleva chiamare il territorio della zona sottosviluppata afferente che, senza la sua caritatevole opera meritoria, sarebbero restati nel mondo degli umili e dei mediocri.

Lo ringraziamo per aver creato per l’allora trascurata società operaia e contadina di periferia questa pregevole Istituzione, che nel tempo si è venuta affermando sempre più come un prezioso punto di riferimento formativo per tutti quei giovani che aspirano ad effettuare un percorso sereno di sicura maturazione culturale, morale, professionale, sociale e civile.

Dal suo munifico cuore, a partire dal 1969, sgorga questa inesauribile sorgente che appaga la sete di cultura di quanti vogliono crescere saldamente negl’ideali filantropici dell’autentica democratica e produttiva partecipazione, alla luce della concezione umanistica della migliore tradizione pedagogica, svincolata dal monopolio scolastico statalista e che riverbera un inestimabile patrimonio di idee, di passioni e di impegno che costituisce il vanto ereditario di questa operosa comunità educativa.

E non può essere diversamente, perché noi tutti ci ispiriamo alla Sua nobilissima figura di apostolico maestro dei giovani, altrettanto singolare e distinta, quanto umile e schiva di umana ambizione, ma sempre esplosiva di bene e di amore.

Rimane in noi indelebile il ricordo della sua eccezionale personalità, la quale del magistero educativo fece la ragione della propria vita, impegnando tutte le sue energie per gli altri e non per sé, tant’é che la trascurò al punto tale da sacrificarla sul campo alla causa educativa delle giovani generazioni.

Soprattutto quelle contemporanee, che non hanno avuto l’opportunità di conoscere il Suo tatto, la serena austerità ed il garbo psicologico; di godere della Sua costante e premurosa presenza che, anche nel silenzio, emanava i Suoi muti, ma eloquenti messaggi che vibravano di vivacità provvidenziale, di incoraggiamento e di sostegno soprattutto ai più bisognosi di aiuto nella difficile impresa autoeducativa.

Ai giovani, quindi, che non hanno avuto la fortuna di conoscerLo, mi rivolgo con un verso di Dante, il poeta tanto caro al Preside Biagio, mio compagno di studi condivisi all’università, mio più che fraterno amico nella vita, mio angelo custode ora nella continuazione della Sua opera, per dare tutta la solennità alla commemorazione e per consolidarnee nell’intimo la Memoria:

“e se ‘l mondo sapesse il cor ch’elli ebbe…

assai lo loda, e più lo loderebbe” (Paradiso 6,140-142)

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