Invito all’Incontro – dibattito sul tema “Aspettative dei giovani tra il passato e il futuro da costruire”. Venerdì 16/02/2006 – ore 10:30. Auditorio multimediale

16 febbraio, 2007 Archiviato in News

La società della conoscenza, dei mutamenti demografici e sconvolgimenti climatici, della globalizzazione e della instabilità sempre più crescenti ci preoccupa sensibilmente sollecitandoci ad approfondire problemi e procedure di soluzioni sempre più pertinenti allo scopo di far fronte, con programmi ed iniziative strategiche innovative, ad un futuro che si profila sempre più critico, nebuloso, incerto e minaccioso.

A livello politico e ed economico si studiano programmi di azione per assicurare uno sviluppo globale e totale sostenibile, implicante nell’ambito scolastico superiore maggiori risorse per incoraggiare senza sosta la ricerca dei rimedi sul  piano individuale, sociale ed ambientale mediante una cooperazione integrata a livello nazionale, europeo e mondiale (Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, Programma Socrates I e Socrates II dal 1995 al 2006, Learning programme 2007-2013, Conferenza di Nairobi ed il recente rapporto sui cambiamenti approvato a Parigi da 500 climatologi).

Dunque , cooperazione, integrazione, sinergia sono ritenuti i motori che devono animare una nuova cultura che, senza interrompere una forte continuità col passato, ha il compito di rafforzare il presente per consentire ai giovani di affrontare convenientemente il preoccupante futuro.

E ciò è possibile imprimendo al processo di istruzione-formazione e , quindi, all’apprendimento, una dimensione temporale senza discontinuità col passato, mediante un’opportuna sintesi fra paidéia idealistica e paidéia pragmatistica (in risposta alla sfida del tempo che non ammette inerzia, ritardi e impreparazioni) e tra una piattaforma di esperienze, principi consolidati e ripensamenti attuali proiettati nell’avvenire con ambiziosi obiettivi scientificamente selezionati per un futuro sicuro.

E’ il cosiddetto apprendimento permanente lungo tutto l’arco della vita, noto con la sigla LLP (Lifelong Learning Programme) che possiamo compendiare nell’apparente paradosso della continuità nella discontinuità, nel senso che tutta la vita è educazione, ma l’educazione implica sempre una rieducazione e, quindi, un lavoro di disfacimento di abiti indesiderabili precedentemente acquisiti sostituendoli con abiti nuovi, scriveva press’a poco il pedagogista Gino Corallo, per significare il processo complessivo di revisione, di miglioramento e rinnovamento, essenziale per imprimere le grandi svolte ai quadri storici delle civiltà, in quanto la storia non è, come la concepiva Francesco Maria Arouet Voltaire, figlia del caso ma è , come sosteneva G.B. Vico, lo spirito umano nel suo sviluppo che si esplica attraverso la ricca, molteplice e mutevole vicenda degli eventi, del cambiamento e delle riforme.

Orbene, le Istituzioni e la società adulta devono convincersi che anche i giovani sono uomini, anzi sono essi diventati precocemente adulti e che non ne dobbiamo perciò ulteriormente protrarre l’adolescenza e la scuola, costringendoli a collezionare corsi di specializzazioni, master, ecc. valutati in punti e non per le competenze che fanno acquisire e inducendoli a dissipare le fresche energie e risorse nell’area della disoccupazione, rimanendo in attesa fino alla soglia del quarantennio d’età.

Senza attardarci in sonore dichiarazioni di intenti, abbiamo tutti il dovere di accelerare effettivamente l’anticipo del loro ingresso nel circuito produttivo per farli diventare coprotagonisti nella costruzione della storia.

Il  Lifelong Learning Programme deve, dunque, garantire ai giovani le condizioni culturali ed etiche per rivisitare e rinnovare il passato con rigore scientifico e prepararli a gestire consapevolmente e responsabilmente l’evoluzione del presente per convertirlo in un futuro da cui devono sparire definitivamente la crisi occupazionale, il dramma dell’emarginazione sociale, nonché le sfide e i pericoli imposti dalla globalizzazione, a cui si aggiunge anche il fondamentalismo terroristico.

Su  questo si rifletterà e discuterà nell’incontro- dibattito.

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