Visita d’Istruzione al Complesso Monumentale del Belvedere di S. Leucio (Caserta), Venerdì 04/05/2007, dalle ore 9,00 alle ore 18,00.

4 maggio, 2007 Archiviato in News

Comunico che venerdì, 04.05.2007, gli alunni della scuola primaria effettueranno una visita d’istruzione guidata al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, località di Caserta.

E’ un borgo storico costruito dai Borboni Carlo III e Ferdinando IV, suo figlio, dove si ammireranno l’Appartamento reale, i Giardini del Belvedere, il Museo della seta e la Casa del Tessitore.

Si tratta di un interessante percorso storico-culturale che consentirà agli alunni di conoscere una reggia-filanda in cui un monarca assoluto si fa fautore di riforme sociali, condividendo l’abitazione con un opificio in cui operai sudditi privilegiati si dedicano ad un’attività produttiva, sfruttando l’energia idraulica dell’acquedotto carolino ed un indotto che interessa tutto il territorio in quanto gli agricoltori erano mobilitati e incentivati nel preparare la materia prima mediante l’allevamento del baco da seta.

San Leucio, come ho anticipato, è un piccolo centro, frazione di Caserta, conosciuto in tutto il mondo perché ancora oggi le industrie seriche utilizzano gli antichi telai artigiani a mano nella produzione di stoffe pregiate e damaschi, ricercati in tutti gli ambienti raffinati per la classicità dei disegni ed il valore del tessuto.

Queste industrie risalgono al 1773 quando il sovrano Ferdinando IV di Borbone diede prova che nella sua persona, accanto al monarca assoluto, conviveva anche il sovrano imprenditore filantropico, liberale ed illuminato in quanto costituì nel centro una colonia di operai per i quali allestì un opificio sociale autogestito, affinché si occupassero della trasformazione della bava del baco da seta realizzando la creazione di tessuti pregiati.

Si preoccupò, intanto, di creare per loro condizioni di vita tranquilla, serena e pacifica convivenza, secondo le più avanzate istanze delle riforme sociali, tant’è che da Gaetano Filangieri si fece compilare addirittura un codice progressista, filantropico e liberale, differente da quello rigido e severo imposto in tutte le altre parti del Regno delle Due Sicilie. Quindi, la colonia degli operai di San Leucio divenne una vera e propria isola felice, un feudo prediletto dove vivevano insieme la corte con gli operai, considerati non più in quanto sudditi ma come collaboratori, per i quali il Sovrano aveva decretato non solo l’educazione pubblica e quelle che oggi chiamiamo pari opportunità, ma anche certe forme di previdenza, con la cassa di carità, il diritto di successione, il monte di pietà per gli orfani, una scuola di formazione e apprendistato ed il premio di sposarsi e chi eccelleva nella qualità della produzione.

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