Visita guidata a Tarquinia – Venerdì 11/05/2007, dalle ore 6,30 (partenza) alle ore 22,00 (rientro)

11 maggio, 2007 Archiviato in News

Comunico che il giorno  11  maggio 2007, con partenza alle ore 6,30 e con rientro in sede alle ore 22,00 circa, partirà una “spedizione esplorativa”  di oltre 100 studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado alla volta dell’Etruria per effettuare un’indagine storica su alcune radici etniche dei nostri avi Osci, discendenti in parte dagli Etruschi (oltre che dai Pelasgi ed altri popoli), penetrati nella Campania, già prima del 500 a.C., come scrive l’illustre storico, nostro compianto amico, Prof. Francesco Aliperti, padre della nostra professoressa Daniela, alla memoria del quale va il nostro reverente omaggio, per averci lasciato l’interessantissimo e apprezzatissimo volume di 336 pagine   “L’Opicia Preromana e Romana”, frutto di un paziente impegno e di un appassionato ed attento studio delle fonti e della critica, condotto con rigore ed acume scientifico e inconfutabile, fin nei minimi particolari.

Con gli Etruschi, la cui origine resta ancora un mistero, il popolo Osco della Campania avrebbe condiviso il bisogno di confederarsi in dodici colonie o città-stato (dodecopoli), addirittura  con un’unica monetazione, la cui zecca era localizzata a Capua e a Nola, per difendersi dalle trasmigrazioni  nelle zone costiere dei popoli greci.

L’astro degli etruschi nell’entroterra Campano tramontò con la sconfitta dei confederati nella guerra contro Cuma, capoluogo del territorio costiero, per l’aiuto che  questa ebbe nel 474 a.C. da parte di Gerone di Siracusa. Il fatto si ripercosse anche su Roma che proclamò la caduta della monarchia nel 509 a.C., con la destituzione dell’ultimo re, Tarquinio il Superbo, che riparò a Tarquinia sua città d’origine.

Tarquinia, centro in provincia di Viterbo è, dunque, la meta della visita-ricerca dell’11 maggio per scoprire alcune delle radici delle origini dei popoli che si fusero con gli Osci, nostri antenati aborigeni.

Gli studenti, sotto la guida di esperti studiosi locali, si impegneranno nel verificare gli elementi essenziali della complessa civiltà degli Etruschi e la loro influenza profonda sulla nostra storia: la religiosità, il culto dei morti, il senso dell’oltretomba mediante l’esplorazione delle testimonianze delle camere ed   ipogei sepolcrali delle necropoli, l’organizzazione politica della confederazione di dodici città-stato, le opere edilizie e di pubblica utilità, l’arte della scultura e della pittura, il realismo nell’espressione della figura umana e nelle pitture sepolcrali, la prospera economia, tratta dal commercio e dallo sfruttamento delle risorse minerarie, dalle opere di ingegneria per l’edilizia, fra cui sono ormai famosi l’arco etrusco e la bonifica delle paludi.

In definitiva, approfondiranno l’influsso che la civiltà etrusca esercitò su Roma e sul nostro territorio, nel periodo preromano e romano, che al Nostro studioso Aliperti  piace ricordare con l’appellativo Opicia, ossia terra degli Osci, e le ripercussioni sul presente.

Al termine dei lavori “la spedizione” si recherà all’EUR di Roma per un intervallo ristorativo e di relax, prima del rientro in sede, previsto per le ore 22:00 circa.

Invito chi intende partecipare ad informarsi presso la segreteria sulle modalità d’adesione e partecipazione.

Il Prof. Mimmo Mattiello è incaricato di coordinare l’organizzazione e la vigilanza, curando di condurre a buon fine l’esperienza.

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