Secondo Congresso Scientifico “Germana Ragosta”: Il Cancro della prostata. Auditorio Multimediale di quest’Istituto – Mercoledì 23 maggio 2007 – ore 10,00. Invito.

23 maggio, 2007 Archiviato in News

Mercoledì 23 maggio 2007, alle ore 10.00, si svolgerà il congresso di cui all’Oggetto, promosso dall’emerito Prof. Aniello Ragosta ed organizzato dall’Istituto Nazionale Tumori, Fondazione G. Pascale, dall’Istituto M. Montessori, dall’Eduform e dalla Confederazione Solidarietà ed Impegno. Relatori saranno, fra gli altri, i quattro illustri clinici ricercatori di cui all’allegato depliant.

 E’ ormai risaputo che la ricerca oncologica ha intrapreso la tanta auspicata svolta positiva che finalmente orienta ad un futuro di speranze promettenti, per quanto concerne l’esplorazione diagnostica e l’intervento terapeutico, da quando gli studiosi, fra i quali emergono gli scienziati della Fondazione G. Pascale di Napoli, hanno potenziato gli sforzi sperimentali sulla genetica e sulla biologia molecolare e relativi meccanismi.

Ciò consente di sostituire la chemioterapia tradizionale con la cosiddetta terapia intelligente.

La prima, non immune da conseguenza dannose, nell’intento di bloccare la proteina difettosa, la cellula tumorale, distrugge fatalmente anche quella sana.

La nuova terapia, al contrario, è mirata ad annientare esclusivamente le cellule difettose.

Sono convinto che di questi e di altri problemi relativi ai geni alterati delle neoplasie discuteranno gli illustri clinici partenopei, evidenziando i traguardi da loro raggiunti nelle acquisizioni di laboratorio e nella sperimentazione delle relative applicazioni, tra cui l’individuazione di farmaci capaci di bersagliare solo la proteina difettosa nella cellula cancerogena per ottenere risultati eccellenti.

E’ un meeting di importanza scientifica eccezionale, voluto dal Prof. Aniello Ragosta per ricordare la dolce memoria della sua angelica amata figlia Germana, stroncata nel fiore dei suoi anni giovanili dal ribelle male cancerogeno, dopo un calvario di atroci sofferenze, sopportate con rassegnazione alla decisione della volontà divina.

L’evento, fra le tante altre finalità, è stato salutato con grande entusiasmo da questo Istituto perché vuole con esso sensibilizzare le istituzioni affinché sostengano convenientemente gli sforzi ed i sacrifici dei “cervelli”, affinché possano, all’interno delle nostre strutture nazionali, dedicarsi serenamente al loro lavoro di ricerca, senza dover espatriare là dove i governanti si rivelano più disponibili ad agevolarne l’effettuazione allo scopo di alleviare le sofferenze e ridare fiducia di vita a tanti pazienti abbandonati ad un destino fatale che può essere  ostacolato e superato se si riescono a dominare le cause e i meccanismi alla base della patologia.

E’ strano che la politica si arrovelli per questioni sociali di poco conto, rispetto al male ancora per certi aspetti oscuro, a vantaggio di chi sta bene in salute e che può attendere che si legiferi  anche sui suoi interessi in un tempo più lontano.

E’ questione di civiltà occuparsi con urgenza di chi soffre, senza speranze, in un letto di ospedale, martirizzato da terapie ancora senza garanzie di guarigione, di un esercito in disfatta di malati terminali agonizzanti!

Eppure la politica è sollecita a correre dietro per le piazze a sostegno di chi, pieno di salute, con carri allegorici, parodie, musiche, danze e bivacchi urla a squarciagola chiedendo l’immediato riconoscimento di diritti presunti e non presunti, mentre si trascurano la raccolta dei rifiuti e coloro che, per le atroci malattie dovute anche alla conseguente contaminazione ambientale, non hanno neppure il fiato per esternare il lamento della sofferenza che spegne loro la voce giorno dopo giorno.

Quando la politica vorrà scendere in piazza per i derelitti che hanno diritto alla vita che viene loro negata perché mancano i fondi per accelerare la ricerca e tutto deve essere rimediato  dalla carità dei cittadini e dall’abnegazione dei “cervelli” impediti dalla povertà delle risorse che ostacola il loro compito di benemeriti salvatori dei sofferenti?

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