Invito alla sfilata delle “Mascherine”: autentica allegria del Carnevale dei piccoli. Martedì 5 febbraio 2008, ore10.00.

5 febbraio, 2008 Archiviato in News

 La scuola è l’organismo educativo che, in modo istituzionale, preordinato, sistematico ed organico prepara le nuove generazioni alla vita, a partire dall’infanzia.

Essa promuove il graduale processo di sviluppo e di formazione integrale della personalità di ogni soggetto mediante la cultura, facendosi essa stessa ambiente stimolante di apprendimento fondato sulla centralità dell’alunno.

Noi dell’istituto Montessori, in effetti , siamo certi che la scuola, se vuole preparare alla vita, deve essere essa stessa palestra di vita per il nostro allievo.

Per questo motivo l’abbiamo trasformata in open laboratory. Consideriamo determinante la realtà del mondo in cui opera, nel senso che mai la scuola può essere considerata culturalmente indipendente dal contesto culturale e dal vissuto di quello sociale, di cui teniamo nel debito conto esperienze, condizioni, motivazioni e stimoli per interagire sinergicamente nella promozione delle attività individuali e di gruppo a misura dell’alunno.

Dunque, nella multimedialità della cultura e del sapere che facciamo apprendere a scuola rientra a pieno titolo anche la cultura popolare con i valori ideali e le connotazioni artistiche che veicola. Sulla base di queste considerazioni, apriamo i nostri curricoli scolastici anche alle usanze, alla sagre, alle manifestazioni folkloristiche popolari e via discorrendo.

Trasformiamo in occasioni e strumenti educativi i segnali ed i messaggi che veicolano, depurandoli e omologandoli mediante la loro declinazione in significati obiettivi, chiari e non ambigui ai fini di mero e fecondo godimento spirituale e perciò funzionali ad un sano, sereno, distensivo ed edificante divertimento.

In questo quadro l’allegria del Carnevale offre al bambino l’occasione di scaricare innocuamente l’esuberanza delle energie infantili, dell’istinto di aggressività, delle tensioni inconsce accumulate per i divieti mal sopportati.

Il  travestimento ed il mascheramento accendono l’attività immaginativa e fantastica, stimolando la proiezione affettiva, la serenità, l’apertura e la disponibilità verso gli altri, nonché l’autocontrollo e l’autonomia, mentre sbloccano gli stati depressivi infantili.

Tutto ciò per effetto delle caratteristiche che distinguono il mondo psichico infantile e della fanciullezza da quello dell’adulto.

Il primo è un mondo magico caratterizzato dalla fiaba, dalla leggenda e dalla poesia, che consentono ai piccoli di mascherare e trasformare nell’universo della finzione il mondo della realtà e di liberarsi da conflitti , tensioni e frustrazioni, trasferendosi in un’atmosfera antagonista di sicurezza, armonia e benessere che diverte sinceramente.

Dunque, secondo noi, in presenza del Carnevale, se ne curiamo la regia in direzione educativa, facciamo scattare nel piccolo il processo di identificazione con il personaggio delle maschere.

Egli diventa attore protagonista della parte che recita immedesimandosi nel gioco del ruolo in un’atmosfera catartica e di irrealtà meravigliosa.

Nel mondo dell’adulto, invece, il Carnevale per  sua tradizione, fin dall’antichità romana, costituisce in prevalenza finalmente e fatalmente il trionfo dell’irritualità,  e della dissacrazione di ogni autorità, l’euforia della massa che esplode provocando con l’ironia e la parodia il capovolgimento licenzioso di ogni regola con atti vietati che vengono giustificati dal detto “A Carnevale ogni scherzo vale”.

 In verità non è un sovvertimento rivoluzionario.

Ma neppure possiamo dire che i comportamenti disinibiti rientrano nella logica del rispetto delle normali regole della vita quotidiana da proporre ai piccoli. Il fine non è fraudolento, ma neppure si può dire sempre edificante per loro. Certo, la sregolatezza, l’intemperanza, l’oscenità ed altre diavolerie fanno parte del gioco e del contagio popolare nel riappropriarsi in pieno della “libertà”, almeno per qualche giorno.

E la norma stessa eccezionalmente si distrae per far divertire “giustamente” il popolo ma il tutto non è compatibile con le caratteristiche del mondo infantile, anche se condito di connotazioni artistiche (costumi, carri, sfilate, danze, musiche, ecc.).

Ecco perché i piccoli della nostra scuola Montessori, pur tollerando e giustificando gli adulti che festeggiano a modo loro, celebrano un Carnevale diverso: quello dei valori e non quello sovversivo, grottesco, blasfemo, ambiguo, ironico, burlesco e della dissacrazione parodica del mondo capovolto dalla follia popolare, giustificato e assolto dalla sua balenante pseudoliceità consentita dalla storia.

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