Invito alla Manifestazione culturale, artistica e ricreativa di fine anno scolastico “Circo Ambiente” col supporto tecnico dell’Eduform. Sabato 24 maggio 2008, ore 16.30. Auditorio multimediale.

24 maggio, 2008 Archiviato in News

E’ noto che le Indicazioni Nazionali per il curricolo, ossia i nuovi documenti programmatici per la Scuola dell’infanzia ed il Primo ciclo, che comprende la scuola primaria ( ex elementare ) e la scuola secondaria di 1^ grado (ex media), esigono che sia posta al centro dell’azione educativa e formativa la centralità della persona dell’alunno in ogni fase del suo continuo processo di sviluppo e formazione che dura tutto l’arco della vita.

Pertanto, la scuola e la famiglia devono aprirsi vicendevolmente, nel rispetto dei reciproci ruoli, per condividere insieme impegno e responsabilità nell’aiutare gli educandi nell’apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali, nella elaborazione degli strumenti concettuali, nella maturazione delle capacità di imparare autonomamente ad apprendere e praticare le regole ed i valori della pacifica convivenza democratica, a cogliere la gravità dei problemi e delle conseguenze negative per la salute, provocati dal degrado ambientale, dal disordine climatico, dalla mancata cultura ecologica e dello sviluppo sostenibile e via discorrendo.

Ebbene, quest’Istituzione da cinque anni sta svolgendo, fra gli altri, un Progetto di Educazione Ambientale, con il quale gli alunni hanno raggiunto un livello di sensibilità tale che testimonia già al massimo grado la responsabilità convinta e cosciente, maturata nella pratica intesa a garantire l’equilibrio dell’ecosistema, a partire dal rispetto della flora, della fauna e del patrimonio naturale dell’ambiente circostante.

Hanno mobilitato tutte le dimensioni cognitive, emotive, affettive e sociali per valorizzare i saperi irrinunciabili appresi e sviluppare in maniera apprezzabile il pensiero riflessivo e critico.

A riprova delle competenze conseguite, riporto qualche frase enucleata dai lavori inviati alla giuria dell’Associazione Ragazzi Amici dell’Università Cattolica di Milano per concorre al Concorso “Ci vuole un fiore  . . . per aprirsi al mondo”. Nelle citazioni sono fiori, piante o animali che parlano.

“. . . Una delle cose che più mi danno fastidio è che essi (gli uomini) ogni tanto mi tagliano le braccia oppure mi tirano i capelli, non capiscono che noi alberi non siamo delle bambole! Voi sareste felici se vi trattassimo in questo modo?!” (Alberto Silvestrini – 1^ second.  1^ grado)

“ . . . Adesso non si vive come ieri, prima si facevano le cose giuste. Si rispettava la natura, ogni cosa nel periodo giusto: oggi i pomodori, le zucchine e le fragole si mangiano tutto l’anno. Gli animali sono costretti a vivere in spazi ristretti per produrre sempre di più. Gli uomini non capiscono che, se fanno male a noi piante, anche loro si fanno molto male, perché rischiano di perdere la vita. Ecco perché la natura deve vivere per far vivere (Sodano Ilaria cl. 4 A – primaria”.

“ . . . Un brutto giorno vidi un uomo prendere delle misure, il bosco era in agitazione, gli alberi cominciarono a sussurrare che volevano costruire una discarica e così fu. Un giorno si sentirono i rumori di un camion che depositò immondizia in tutto il bosco. I giorni seguenti furono terribili io e le altre petunie e la vegetazione ci sentimmo soffocare . . . Il brutto capitò nei giorni seguenti : vidi un signore che stava bruciando tutta quell’immondizia; c’era un odore nauseabondo, i nostri petali cominciarono a cadere, le nostre foglie erano tutte bruciate e insieme a tutto questo morimmo anche noi. Ma un po’ per volta muoiono anche gli uomini, ma poveri sventurati ancora non lo sanno”. (Coppola Maria- cl. 4^ primaria)

“ . . . Cominciammo a sentire una puzza . . . un camion sopra di me scaricò buste di spazzatura. I giorni seguenti i camion si moltiplicarono, la spazzatura aumentò vertiginosamente. C’era di tutto, le cose più strane e inutili. E’ possibile che l’uomo ha bisogno di tante cose per vivere? – ci chiedevamo increduli. Da quel giorno il paesaggio è cambiato, gli uccelli non volano più, del sole non si vede nemmeno l’ombra, è tutto morto e arido: è bruttissimo. Io vorrei dire agli uomini di non fare questo alla natura perché le piante sono molto importanti”.( Cristina Romano- classe 4^ A primaria).

“ . . . Mi piace stare al sole, soprattutto sui sassi dove amo stendermi per riscaldarmi un po’. (E’ una lucertola che parla). Purtroppo, nel posto in cui vivo è difficile trovare uno spicchio di sole dove immobilizzarmi. Io abito in un posto dove ci sono tantissimi umani ai quali, non capisco perché, non piacciono il terreno, l’erba, gli animali e l’aria aperta. Essi amano invece costruire aggregati di grandi scatole, ma poiché sono ultracontradditori, vi fanno dei buchi sui lati: non vogliono vivere all’aria aperta, ma devono fare in modo che essa  entri insieme alla luce”. (Biagio Auricchio – classe 1 A secondaria di 1^ grado).

“ . . . Il brutto della vita dei fiori è che siamo costantemente in pericolo quando vengono le persone e ci distruggono, quando ci calpestano e ci spezzano il corpo, staccandoci dalla nostra erba . . . . . Spero che un giorno rimedieremo a questo problema e che nessuno mi strapperà più dalla mia casa, io sono troppo piccolo per morire e ho una lunga vita davanti! (Andrea Maione- 2^ A scuola second. 1^ grado).

“(E’ il vento che parla ) . . . Fino a qualche decennio fa io ero fresco, pulito ed ero amico di tutti gli uomini; ora sono sempre più caldo e sporco . . . La cosa che mi dispiace di più è non vedere più Mirko, un bambino con cui giocavo . . . Ora quel bimbo non abita più qui a causa dello smog e delle auto . . . ma io sono convinta che un giorno, forse lontano, il mondo riprenderà a vivere ed io sarò sempre qui ad aiutarvi quando ne avrete più bisogno” (Clarissa Pilato- 2^A second. 1 gr.)

“ Ciao, sono Bish, una busta di immondizia napoletana DOC ma negli ultimi tempi ho qualche problema con la digestione e, per colpa di tutto il cibo che ho ingerito, sono diventata sempre più grassa e maleodorante. Il Dottore tempo fa mi aveva prescritto una dieta e io intendevo seguirla nei minimi dettagli: il martedì, venerdì e la domenica l’umido, così diventava concime per i campi, il lunedì e il giovedì secco non riciclabile in quanto dannoso; il mercoledì carta e cartoni che dopo una lunga digestione sarebbero finiti di nuovo sui banchi di scuola. (Ugo Pronestì- 2 A second.di 1^gr.)

Sono questi soltanto minimi <assaggi> della ingenua ed incontaminata produzione culturale degli alunni.

Chi volesse soddisfare il desiderio di una più lunga <degustazione>, è invitato a visitare la mostra allestita nell’auditorio.

Quale la conclusione?

A Cominciare da sabato 24 maggio 2008, fin dall’inizio della manifestazione di saluto all’anno scolastico che va via, abbandoniamo la boria e prendiamo qualche volta insegnamento dai piccoli. Non vi sembra di imparare qualcosa da loro in cultura e sensibilità ecologica? Partecipiamo al musical e visitiamo la mostra! Trarremo sicuramente almeno qualche insegnamento dalle loro riflessioni. Non deludiamoli! Mobilitiamoci a tutti i livelli e raccogliamo i loro desideri! Sono i nostri figli i quali, trasformandosi in fiori, erbe, animali, ci esortano a riflettere sulla morale delle loro favole: si aspettano da noi di consegnare loro una natura salubre che aiuti la vita e non la faccia appassire prematuramente con dannose conseguenze per tutti.

Manifestazione conclusiva del percorso sperimentale enogastronomico svolto in collaborazione con la Slow Food – Vesuviana e l’Eduform onlus: 29/05 /2008

Il giorno 29/05/08, presso le strutture dell’Istituto alberghiero di quest’Istituzione, si svolgerà la manifestazione conclusiva del percorso enogastronomico proposto dalla Condotta – Vesuviana Interna della Slow Food, dal titolo “Chi mangia piano vive  sano e va lontano”.

Il percorso in parola è stato orientato dall’intervento del Prof. Giuseppe Nota, responsabile della Condotta Vesuviana Interna, il quale ha posto come condizione per la riuscita della sperimentazione il rispetto dei giusti ritmi della vita e del piacere generato dal cibo soprattutto quando è riferito essenzialmente al territorio, considerato nel significato più ampio del termine.

Talchè implica la cultura tradizionale in tema di agricoltura, allevamento, pesca, raccolta, conservazione ed elaborazione degli alimenti ed indotto, senza escludere il consumo legato delle attività turistiche, artistiche, economiche, ecologiche. Il tutto collegato al rispetto della madre terra che dona le risorse ed ogni occasione di piacere solo se la rispettiamo osservando le regole dello sviluppo sostenibile, condizione che assicura qualità e quantità.

Col contributo poi dell’ Eduform ci si è impegnati in meticolose ricerche sull’eccellenza dei prodotti che ci donano la grande fertilità del terreno campano, la saggia agricoltura, gli allevamenti e l’eccezionale professionalità degli operatori che trasformano le materie prime in prodotti tipici.

Lo studio e la pratica dello Slow Food, antagonista del Fast Food, come ha fatto comprendere il Prof. Giuseppe Nota, ci insegnano a considerare che ogni piatto ha una sua specifica “storia che inizia molto prima della tecnica utilizzata per realizzarlo”. Basti pensare al sapore originale, al profumo, alle caratteristiche ed alle qualità che pazientemente sono stati ottenuti dall’agricoltore, allevatore, ecc.

Di qui l’impegno del cuoco affinchè il piatto preparato sia gustato lentamente. Chi lo mangia deve percepire un prolungato senso di gradimento ed un calore emotivo provocato dalla sensazione piacevole.

Una buona cucina è garanzia di benessere e godimento olistico se convolge l’organismo e la psiche come tutt’uno.

E nessuno, nel mangiare un piatto tipico, genuino, confezionato con arte , emozioni e tecnica, lo divora in un batter d’occhio, come si fa al Fast food. Lo gusta con calma e tranquillità per prolungarne il godimento.

Dunque, lo Slow Food addirittura deve, secondo i nostri studenti, essere considerato un . . . trattamento terapeutico fatto per effetto di una ricetta calcolata per liberare dallo stress.

Sulla base di queste considerazioni, il giorno 29 – 5 – 2008, suddivisi in alcuni gruppi, si sottoporranno ad una prova- concorso, esibendo il proprio menu ad un’apposita commissione di commensali, i quali degusteranno e giudicheranno i loro prodotti culinari.

Al termine sarà assegnato un cospicuo premio dal delegato dell’ ass. Slow Food al gruppo che avrà preparato il piatto giudicato migliore per sapore, piacevolezze e capacità di suscitare tranquillità nella degustazione e di respingere le velocità di chi, preso dell’ansia, non ha un rapporto corretto col pasto.

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