Anno Scolastico 2009/10: Quarantesimo compleanno della “Missione didattica ed educativa dell’Istituto Montessori in coincidenza col 10° Anniversario della scomparsa del suo Fondatore, Preside Biagio Auricchio”.

1 settembre, 2009 Archiviato in News

L’anno scolastico prende solennemente avvio con l’esposizione di un grande banner in stampa digitale che campeggia sulla facciata centrale dell’Istituto sul quale a caratteri cubitali si legge:

“Il ricordo di 40 anni di missione didattica ed educativa dell’Istituto Montessori nel 10° Anniversario della scomparsa del Fondatore Biagio Auricchio”.

E’ il segnale ufficiale che fervono i preparativi per festeggiare solennemente due eventi storici costituiti dal cospicuo bilancio di una lunga attività educativa e culturale che ha certamente contribuito ad attualizzare e realizzare lo sviluppo di civiltà dei paesi vesuviani della plaga nolana mediante la rivoluzione armoniosa delle risorse latenti nella tradizione contadina, operaia e del popolo in genere, che sono esplose cambiando il volto culturale ed economico di un territorio che, diversamente, sarebbe restato allo statu quo.

Nel lontano 1969, mentre erano in atto i turbolenti movimenti della contestazione giovanile contro la scuola di stato, movimenti che prendevano le mosse per lo più dalla concezione monistica collettivistica di ispirazione marxistica e dall’idealismo postkantiano, nella prospettiva di un auspicato utopistico avvento della dittatura del proletariato agognata da Lenin e della società senza classi, che creavano tensioni e squilibri con la lotta soprattutto per abbattere i privilegi, soprusi ed ingiustizie nei confronti degli studenti delle classi disagiate, nasceva nel 1969, qui ai piedi del vulcano, l’Istituto Maria Montessori. Esso affrontò la situazione con strategie diverse per dare i suoi colpi di piccone alla scuola apparato e selettiva onde proporre pacificamente, al suo posto, un’istituzione formativa di servizio, una scuola di tutti, una scuola per tutti.

Una scuola dal volto nuovo, dalle strutture e dai servizi attesi dal popolo, che anticipò quella della democrazia scolastica della gestione sociale e dell’autonomia, introdotta col D.P.R. n.416 del 1974 in esecuzione della legge delega, la 477 del 1973.

L’iniziativa della rivoluzione armonica fu intrapresa dal neolaureato in Pedagogia Biagio Auricchio, allievo ispirato, guidato e sostenuto dal grande pedagogista di fama mondiale, Roberto Mazzetti.

L’Istituto concepito da Biagio Auricchio, diversamente da come pretendevano i movimenti studenteschi che protestavano violentemente contro le scuole statali, era saldamente radicato nel principio dell’uguaglianza, però intesa non come appiattimento delle disparità sociali, per natura stessa delle cose, impresa irrealizzabile dal punto di vista della legalità.

Tant’è vero che nella Rerum Novarum leggiamo che è cosa impossibile togliere dal mondo le disparità sociali.

Al contrario, Biagio Auricchio era convinto che è realizzabile, però nell’ottica di una posizione di pensiero diversa e pacifica come diritto di tutti ad avere l’aiuto personale e le opportunità di essere messi in condizione di sviluppare le proprie potenzialità, i personali talenti ed il proprio progetto di vita da realizzare nella società a vantaggio personale e di tutti. Ed a ciò fa sovvenire a scuola, sul piano operativo concreto,  l’apprendimento su misura, il lavoro di gruppo, l’autogoverno e le diverse forme sociali di apprendimento perché l’uomo è intrinsecamente sociale e non un misantropo per natura. Questo convincimento era maturato in lui quando, dopo lungo studio di ricerca ed attenta osservazione, concluse che la scuola che boccia facilmente non si pone il problema di indagare sul perché l’allievo non apprende, scoprendo che l’insuccesso dell’allievo è dovuto, nella maggior parte dei casi, alla mancata personalizzazione della didattica ed alla mancanza di autocritica dei docenti, ignavi e indifferenti, di fronte al fallimento degli alunni deboli e meno dotati.

Suggestionato poi dal monito di don L. Milani che l’unico problema che ha la scuola riguarda i ragazzi che perde, si mise alla ricerca degli stessi e per loro e per i più fortunati creò quest’Istituto che oggi ha raggiunto il prestigio che tutti gli riconoscono.

Sperimentò nuove vie per dare una mano ai figli del popolo che venivano emarginati dalla scuola statale, privilegiando una didattica di gruppo, capace di realizzare l’uguaglianza delle opportunità formative, di personalizzare gli interventi in un contesto costruito ed organizzato in laboratori attrezzati per consentire al meglio, secondo i casi, il recupero e lo sviluppo, monitorando scrupolosamente il comportamento scolastico e pretendendo dai docenti di evitare possibili errori professionali controllando ognuno il proprio angolo di mira, secondo le regole deontologiche che esaltano solo l’entusiasmo e l’equità dei responsabilmente motivati come, consentitemi l’immodestia, dimostrano di essere i nostri bravi docenti.

Sono questi, pochi dei numerosi elementi che arricchiscono la gloriosa storia dell’Istituto.

L’economia di una comunicazione di servizio non consente di andare oltre nell’analisi e nell’approfondimento.

Il Comitato dei festeggiamenti sta preparando il calendario di una serie di incontri, convegni, manifestazioni, ecc. che sarà reso noto appena possibile.

Saranno eventi in cui si passeranno in rassegna cronologicamente e storicamente tutti i momenti dello sviluppo brillante di una scuola seria e produttiva che si è adeguata e si adeguerà sempre ai tempi per la migliore promozione civile e totale dei gruppi e dei singoli.

Auguri all’Istituto! Grazie al coraggioso Fondatore, il quale rimarrà modello indelebile nel cuore e nella mente di chi l’ha conosciuto.

Buon anno scolastico a tutti i  motivati dalla ricostruzione della sua gloriosa storia che lo ha reso  prestigioso e rispettato che, lontano dagli estremismi dissacranti dei sommovimenti sociali giovanili, ha lottato pacificamente contro le sperequazioni e le strumentalizzazioni, superando vittoriosamente sia la scuola selettiva che espelle ed emargina i fragili, sia quella lassista e permissiva che certifica i titoli solo di quelli che sono potenti e stanno bene.

Libero da ogni confusione ideologica e da ogni babele concettuale, l’Istituto si presenta trasparente e senza nulla nascondere, così come si fa ammirare nei Piani dell’offerta formativa di tutte le scuole che comprende e nei risultati di  pieno gradimento accreditatogli da quella opinione pubblica imparziale, obiettiva, saggia e che se ne intende, e che giudica obiettivamente, libera da livore maldicenza, dicerie e pregiudizi, la scuola non statale che si fa rispettare, soprattutto per la competenza, la serietà e l’impegno appassionato dei suoi bravi docenti.

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