Carnevale 2010. Invito ad assistere alla manifestazione artistica, culturale e ricreativa delle Mascherine, organizzata con la collaborazione dell’EDUFORM, Sabato 13 febbraio 2010, ore 10.00. Palestra scoperta ed Auditorio multimediale.

13 febbraio, 2010 Archiviato in News

 Rendo noto che la Comunità educativa montessoriana ha proposto che quest’anno la festa di Carnevale assuma una finalità decisamente di contrasto al dilagante fenomeno negativo in cui viene ridotta dalle crescenti riprovevoli baby gang che si abbandonano licenziosamente ad ogni sorta di scorrettezza.

Da tempo si lamenta il malcostume di festeggiare il Carnevale, da parte di bande di ragazzi che, svincolate da ogni controllo, non solo infastidiscono e molestano, ma addirittura attentano alla sicurezza dei cittadini che passano, con lancio di mele, arance, uova marce, siringhe puzzolenti, ecc.

Non sono pochi quelli che, brandendo bombolette spray di prodotti irritanti o di pitture varie, rivolgono lo spruzzo in faccia, imbrattano vestiti e automobili, vandalizzano il patrimonio. Trasformano le strade in luoghi di scontri e di battaglia.

I teppisti mascherati, a loro volta, non di rado convertono il gioioso evento in regolamento di conto dal quale non è improbabile che qualcuno ne esca malconcio per le violenze subite, andando a completare la festa al pronto soccorso.

Su questa linea i nostri studenti della media e degli istituti di II grado si riuniranno in gruppi eterogenei per dibattere sul fenomeno e per proporre i rimedi affinché l’evento venga orientato dalla spensieratezza ponderata e dalla bizzarria misurata indicate dalla tradizione, riassumendo le sue caratteristiche innocue declinate in varianti pittoresche, iridescenti, burlesche, satiriche, ironiche, esibizionistiche ed anche, al limite, pseudo moralizzanti quanto basta, per non debordare nell’eccesso di tristi epiloghi, che possano altrimenti rasentare addirittura il dramma.

Per quanto concerne il Carnevale dei piccoli, chiarisco che l’evento sarà più specificatamente considerato in chiave psicopedagogica per tradurlo nei tipi di operazione mentale specifici della fase dello sviluppo cognitivo delle singole età, tornando anche noi “ bambini nel cuore“, come ha detto Benedetto XVI  l’Epifania scorsa. Mi sforzerò di tradurre il discorso in espressioni lessicali specifiche. Il Carnevale è a mio avviso uno degli eventi più opportuni per penetrare facilmente nel mondo interiore dei bambini, compreso anche quello ermetico degli autistici, se teniamo conto delle variabili personologiche di ciascuno.

L’atmosfera allegra e spensierata che l’evento crea ci consente di aiutarli lavorando sulla zona di sviluppo potenziale del cervello ( Vigotzskij ), trasponendo alternativamente mondo reale e mondo immaginario. Motiveremo così i nostri alunni a viaggiare agevolmente nel misterioso mondo che essi sognano col travestimento carnevalesco, dove senso, fantasia e ragione si avvicendano in immaginoso e divertente girotondo che li libera almeno per un giorno dalla censura del super – io, impersonato da noi adulti con i divieti delle norme della convivenza.

Li faremo librare, fantasticamente motivati, nel fascino del meraviglioso universo che essi sapranno creare.

Sarà una metamorfosi portentosa che consentirà loro di gustare la vita asettica, secondo natura, liberandola dalle asfittiche intemperie esistenziali, in quanto finalmente riescono a cullarsi, almeno per alcune ore, nell’incantesimo e nell’oblio della triste commedia umana quotidiana, che li annoia nell’inquietudine di una realtà sempre più sofisticata e incoerente che soffoca il sentimento e la fantasia  , ossia l’affettività e la creatività.

Sono questi i due attributi della personalità che, a torto, sia la scuola sia i genitori trascurano concorrendo in correità a determinare nel piccolo la formazione di un carattere debole e cagionevole. Pertanto, nella giornata di sabato in cui festeggeremo il Carnevale, intensificheremo l’impegno dei piccoli esclusivamente nei giochi di finzione e di ruolo affinché possano abbandonarsi alla gioia di impersonare la maschera ed il travestimento in modo da sperimentare emozioni e comportamenti diversi da quelli del ruolo standardizzato che devono svolgere quotidianamente in qualità di alunni a scuola e di figli a casa.

Talché siamo consapevoli che la capacità di rappresentazione simbolica si sviluppa principalmente con i giuochi simbolici e con quelli di ruolo. In altre parole, giocando ai ruoli il bambino si esercita a trasformare eventi ed oggetti in simboli, facendo perno sulla creatività, mentre nel contempo si esercita a gestire le proprie emozioni mediante la finzione.

E Carnevale è un’occasione preziosa che non ci lasceremo sfuggire per attivare il gioco simbolico nella duplice ripartizione di gioco di ruolo e gioco di finzione, ossia imitazione degli adulti ed interpretazione dei compiti che svolgono nella vita, per far vivere ad ognuno le caratteristiche del personaggio preso a modello affinché i bambini esprimano le personali prospettive. Ne approfitteremo per meglio comprendere la complessità delle funzioni mentali e processi cognitivi, delle motivazioni, delle emozioni e dei comportamenti.

Sulla base di questa premessa, vi invitiamo a venire numerosi per ammirare la manifestazione delle nostre mascherine che festeggeranno il Carnevale come il buon senso comune comanda e l’equilibrio psico – sociologico approva, al sicuro da ogni eccesso e da ogni profanazione dei valori e regole civili, lungo i sentieri del sano divertimento tracciati dai nostri equilibrati antenati.

   BUON DIVERTIMENTO A TUTTI.

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