Partecipazione al Convegno: “Incontri d’Autore: “Un cielo stellato sopra di me”. Mercoledì 17 marzo 2010, ore 10.00. Napoli. Sede della Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia .

17 marzo, 2010 Archiviato in News

Informo le SS.VV. che la Dott.ssa Lidia Genovese, Commissario Regionale della Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, continuando la cortese consuetudine del presidente Dott. Luigi Lo Presti e della Dott.ssa Rosalba Cerqua, ci riserva sempre uno spazio preferenziale in tutte le iniziative della prestigiosa Fondazione. Questa volta si tratta di un evento eccezionale e raro.

Consentitemi di fare una dovuta premessa.

Giovanni Comenio, pedagogista tedesco, vissuto nel secolo XVII, nel contestare l’insegnamento che al suo tempo costringeva i ragazzi ad imparare a memoria il contenuto di libri di testo che egli riteneva inadeguati e mortificanti, si dedicò all’insegnamento scrivendone diversi e graduandoli in corrispondenza ai quattro periodi dell’età evolutiva (puerizia, infanzia, adolescenza e giovinezza).

Non si fermò solo sui contenuti ma si estese anche al metodo. Sosteneva che tutti dovevano frequentare la scuola e che questa non doveva essere riservata solo ai ricchi. Ricchi e poveri avevano diritto all’istruzione. Si doveva adattare l’insegnamento al ragazzo e non questo all’insegnamento. Creò il primo sillabario illustrato “Orbis sensualium pictus”. Per lui la scuola doveva fornire ai ragazzi la pansofia, ossia insegnare i principi, le cause ed fini di tutti i principali fatti terreni.

Insomma, doveva insegnare tutto a tutti, anche la filosofia. Non solo i fenomeni naturali, ma anche quelli sovrannaturali. In effetti, già allora fondeva il realismo della scienza con l’idealismo, ossia i fenomeni sensibili ed i principi di tutte le cose di natura metafisica. Cercò già a quel tempo di conciliare il dualismo fra le due culture (homo faber et homo sapiens), utilizzando un linguaggio, naturalmente semplice ed illustrato senza tuttavia tradire la natura dei problemi e delle loro soluzioni.

Il nostro “mestiere” di pedagogisti e di educatori si basa sul principio che il termine pedagogia deriva dal greco pàis=fanciullo e ago=conduco, guido. La pedagogia è una scienza filosofica. Ma che cosa è la filosofia? E’ la scienza che studia la realtà nella sua essenza, la sua origine e la sua fine.Pertanto, indaga sull’uomo e sul suo posto nella realtà, sul significato che ha la sua vita nell’universo, la sua natura ed i suoi fini.

Quindi, è ricerca e organizzazione del sapere, è scienza della verità. Tuttavia, le definizioni sono tante quante sono le concezioni, le dottrine e le posizioni di pensiero dei filosofi, a partire dal dualismo platonico  e quello aristotelico fra materia e forma. Dunque, i significati sono diversi, ma riconducibili tutti a quello che troviamo nell’Eutidemo di Platone che secondo lui è il vantaggio che ricava l’uomo dall’uso del sapere; inoltre, sostiene che la filosofia è la scienza mediante la quale si vuole conoscere il vero e il falso di ogni cosa, ossia la verità dell’essere; è apertura agli altri; è frònesis, ossia saggezza di vita, una vita da svegli che affranca gli uomini sagaci dalle illusioni e dalle ombre che offuscano la realtà per utilizzare le conoscenze allo scopo di trarne vantaggio e felicità.

Purtroppo, oggi non sono pochi quelli che confondono la filosofia con l’eristica, ossia l’arte di competere a parole, cercando paradossalmente e astutamente di contrastare e negare tutto quello che dice l’avversario, vero o falso che sia. Alla luce di quanto argomentato, ho accolto con sommo piacere l’invito rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado di quest’Istituto dalla Dott.ssa Lidia Genovese, Commissario Regionale della Fondazione Banco di Napoli Assistenza all’Infanzia, a partecipare al convegno organizzato, nell’ambito del Progetto “Incontri d’Autore: pensieri spettinati”, per ascoltare la presentazione del volume “Un cielo stellato sopra di me”, di Olimpia Ammendola.

Non ho ancora ricevuto il libro, né conosco l’autrice, ma già dal titolo sono stimolato ad apprezzare il coraggio e la fede di un’ ardimentosa scrittrice la quale, con il suo singolare e raro acume, si lancia in un’impresa che, sebbene vaticinata da Comenio, nessuno ha avuto mai la forza di realizzare.

E’ una scelta intelligente. Una sfida vincente che solo chi è riuscito ad allenarsi filosofando, cioè amando la sapienza, e conoscendo a fondo i meccanismi di rappresentazione mentale, caratteristici delle singole tappe dello sviluppo cognitivo, riesce a declinare e curvare, secondo le modalità strategiche più appropriate alla strutture cognitive ed alle capacità ricettive dei singoli soggetti che apprendono le strutture o idee fondamentali che sono alla base della non facile disciplina, che consente di entrare in rapporto con la verità dell’essere, ossia di filosofare.

Hans – George Gadamer, discepolo dei grandi filosofi Paul Natorp e Martin Heidegger, tenace difensore della filosofia dei nostri tempi, rileva che i giovani di oggi hanno bisogno di coltivare i loro ideali per compensare le loro insoddisfazioni provocate dall’ipocrisia dell’organizzazione burocratica del nostro sistema di vita, dalle leggi del profitto e della carriera.

Ed è proprio compito della filosofia svolgere il suo ruolo culturale di ristabilire nell’uomo la critica, il giudizio e la prudenza, mediante soprattutto il dialogo e la didattica.

La filosofia, lo guida, insomma ad andare oltre la scienza, la politica, l’economia, ecc. , ossia nel mondo della sapienza, dove è possibile trovare tutte le soluzioni per migliorare la qualità della vita.

La dottoressa Lidia Genovese nell’invito ci anticipa con uno spunto magistrale, conciso e chiaro l’interessante struttura del volume: “E’ uno strumento didattico per avvicinare bambini e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, alla storia della filosofia. Tale approccio, per quanto semplificato, non risulta banale. Attraverso numerosi esempi, colori ed esercizi, l’autrice conduce per mano i suoi giovani lettori alla scoperta dei più grandi filosofi di tutti i tempi.”

Grazie due volte alla dott.ssa Genovese: la prima per il cortese invito ai nostri alunni; la seconda per avermi risparmiato la conclusione di questa comunicazione offrendomi l’ausilio del suo epilogo competente ed esauriente.

La Prof.ssa Carolina Castiello è invitata ad organizzare la partecipazione e condurla a buon fine.

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