Pasqua 2010. Auguri.

1 aprile, 2010 Archiviato in News

I riti della Settimana Santa invitano a prepararci al felice evento che richiama alla memoria di tutti i credenti e non credenti che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, per salvare l’umanità intera, ha sacrificato la Sua Vita.

Ci ha convinti con la divina parola che la sua passione e morte ci garantiscono la certezza della Vita Eterna.

Come Lui è risorto vincendo la morte, così assicura la vittoria a chi si converte alla luce della sua parola, a chi lo segue come lo seguirono i due fratelli pescatori Simone, chiamato Pietro, e Andrea, che incontrò lungo il mare di Galilea.

Avendo riconosciuto che Lui, il Cristo è il figlio del Dio Vivente, si convertirono alla sua parola ed umilmente lo elessero loro Maestro divino.

Convertirsi significa cambiare strada, significa immettersi nell’unico percorso della strada maestra che ci garantisce di raggiungere direttamente il traguardo dell’Amore di Dio.

Affidiamo la nostra speranza al sicuro percorso che ci conduce al Padre, mediante il Cristo il quale si presenta a noi, come scrive Giuseppe Ungaretti, quale fratello che soffre e si immola per riedificare umanamente l’uomo, per liberare dalla morte i morti e sorreggere noi infelici vivi, per operare la salvezza dell’umanità.

Sia, pertanto,  Pasqua la festa della gioia per tutti, la festa della speranza cha la vita potrà avere un senso positivo per tutti, solo se finalizzata a realizzare con buona volontà la vittoria del bene sull’egoismo, sull’ingiustizia sociale, sulla prepotenza, sull’odio e sull’universo infernale del male.

L’efficacia della vittoria dipende dalla misura del coraggio e della volontà impiegati nell’estirpare dal proprio intimo le radici di quel male che crea il vuoto dell’anima.

Solo così possiamo essere certi di risorgere col Cristo Redentore, illuminati dalla Grazia del Padre, di quel Padre che fece splendere la fede anche in Concetto Marchese, il più intellettuale dei comunisti italiani, maestro illustre di latinità a noi giovani negli anni cinquanta

 Talché, anche se avversario della chiesa e tormentato da forte inquietudine religiosa, nel regalare una lampada notturna, destinata a vegliare il sonno ad una bambina, le scrisse questa bellissima dedica beneaugurante, rivelando il segreto della sua intima fede nel Padre di tutti:

                               Ego nunc  tibi vigilo, parvula/       Cras sol/             Deus semper.

                               Ora ti veglio io, piccina/               Domani il sole/    Dio sempre.

Con questa certezza nell’intramontabile luce irradiata dalla grazia divina, auguro a tutti voi Buona Pasqua con Dio, che S. Agostino ci invita sempre a cercare quale Supremo Bene per la nostra eterna felicità.

In quanto creati da lui a sua immagine e somiglianza, siamo infatti garantiti che è “Dio stesso la nostra possibilità”.

 

P.S. Si ricorda che le attività didattiche saranno sospese per festività pasquali dal 01/04 al 07/04/2010, per riprendere regolarmente giovedì 8/4/2010.  

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