Manifestazione conclusiva del ciclo delle attività artistico – culturali e sportive svolte durante l’anno scolastico 2009/2010. Invito al musical “Dominiamo la televisione”, in calendario per sabato 29 maggio 2010 ore 16.30. Auditorio multimediale.

29 maggio, 2010 Archiviato in News

 Il musical che andrà in scena sabato 29 maggio è tutto incentrato sul Progetto interattivo che svolgiamo da dieci anni in quest’Istituto sul tema, sempre attuale, “Dominiamo la Televisione” che, come tutti i mass media, ha le sue luci e le sue ombre.

La TV ancora oggi rimane il medium più invasivo sia perché si infiltra in tutte le case, sia perché è il più preferito. E’ il punto di riferimento dei vecchi e nuovi media.

Con la sua dinamica di flusso ininterrotto, cerca di sottrarre 24 ore su 24, ossia in tutto l’arco della giornata, il massimo tempo possibile, catturando alla sua dipendenza irreversibile soprattutto i soggetti minori riducendoli in videodipendenti.

Certamente, non è considerata più come il mostro che terrorizza e vuole travolgere la personalità in fieri dei ragazzi, banalizzando l’acculturazione, abbassando lo spirito critico e inducendo passività e dipendenza psicologica.

Tuttavia, è un mezzo che non smette di seminare condizionamenti negativi che

compromettono i soggetti deboli ed a rischio per fragilità psicologica, biologica ed affettiva. Oggi sappiamo riconoscere anche i suoi pregi, se considerata in prospettiva pedagogica. Insieme al computer, se bene utilizzati, i due strumenti elettronici si possono rivelare di grande utilità, anche se non sono esenti da “spazzatura”.

Non siamo ai tempi di Edgard Morin quando nel 1962 scriveva che, in opposizione alla cultura classica ed a quella nazionale, irrompeva nell’universo del sapere una terza cultura, la cosiddetta cultura di massa (ossia veicolata da televisione, radio, cinema, giornali, ecc.), perchè costruita e diffusa industrialmente mediante i mass media e perché rivolta non a pochi destinatari selezionati, ma all’universo dei consumatori.

Fu allora avversata dalla classe intellettuale che la considerò sottocultura.

Fu rifiutata dalla scuola perché la riteneva contaminatrice del processo di acculturazione e fattore deleterio di degrado  del prestigio dei docenti che si ritenevano minacciati nella loro tradizionale privilegiata funzione di conservatori della cultura autentica. Incominciarono ad essere additati come i nobili decaduti, mentre resistevano nella roccaforte della scuola.

Ma nello scorrere inesorabile dell’evoluzione, si è venuta a ridimensionare la rigidità dei tradizionalisti conservatori, già fautori ad oltranza della cultura classica.

Siamo, ormai, inoltrati nella società della conoscenza, dell’informazione e della comunicazione iconica. L’incalzare delle scoperte tecnologiche ed elettroniche sta addirittura provocando la decadenza del monopolio della cultura scolastica detenuta finora incontestabilmente dal solo manuale o libro di testo, ritenuto l’unico sussidio di riferimento per apprendere i saperi.

A sua volta l’evoluzione socio-culturale ci rende sempre più convinti che occorre oggi diversificare gli strumenti di apprendimento tradizionali col ricorso anche all’uso alternativo dei media audiovisivi e, quindi, costituiti dai linguaggi multimediali e non più solo alfabetici.

E’ ineludibile l’utilizzazione di quella pluralità di linguaggi aperti e flessibili che hanno ormai invaso l’universo della cultura planetaria. Su questa linea, quest’Istituzione fin dal 1987 è impegnata nell’allestimento, aggiornamento e perfezionamento di laboratori per le tecnologie didattiche interattive. Abbiamo, in effetto, tre cantieri in funzione: audiovisivo, elettronico ed informatico.

In tali cantieri siamo impegnati a realizzare due obiettivi a lungo termine. Il primo consiste nello studio e nella “radiografia” accurati dei più diffusi mezzi di comunicazione e dei messaggi che trasmettono, allo scopo di conoscerli nei loro risvolti ambivalenti e scongiurare il rischio di un’accettazione acritica e riduttiva. Dunque, gli alunni si esercitano nel mettere a punto strumenti di lettura, di interpretazione e di analisi spassionata per non diventare oggetto di omologazione culturale, morale e sociale da parte dei prodotti della tecnologia e dell’elettronica della comunicazione, espressamente e larvatamente non in linea con i valori. Si tratta di affinare capacità e maturare competenze ed abitudini mentali che consentono loro di operare con cautela scelte responsabili, ragionate e meditate e non avventate aprioristicamente per effetto di pericolose influenti suggestioni inoculate dai messaggi ingannevoli, ambigui e contrari al buon senso.

Il secondo consiste nell’uso didattico delle nuove tecnologie. La scuola deve essere vita e preparare alla vita. Deve adeguarsi alle innovazioni dal momento che i giovani le assorbono nella loro comune esperienza quotidiana, nella cosiddetta scuola parallela, dove si percepiscono attori ed interessati fruitori. La scuola ufficiale deve assolutamente incontrarsi con questa per annullare il contrasto generazionale fra i digital natives (i giovani) ed i digital emigrants (i docenti). Il punto d’ incontro è saldato proprio dai nuovi prodotti audiovisivi, tecnologici, elettronici e via discorrendo. Ed ecco che fanno il loro timido ingresso nelle scuole LIM (lavagne interattive multimediali) e TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione).

Quest’Istituto è bene avviato nell’unico alveo di confluenza delle due scuole e delle due rispettive culture d’élité e di massa, ormai fuse e non più distinguibili, perché fin dal 2 febbraio 2001 utilizza un suo “magico” strumento, denominato “Progetto interattivo Dominiamo la televisione”, pubblicato dall’Eduform col contributo della Regione Campania.

Termino qui!

Saranno i più piccoli della Scuola dell’Infanzia ed i più grandicelli del Primo ciclo dell’istruzione a raccontarvi il resto, rivelandovi col musical il segreto di come conciliano e integrano la cultura guttemberghiana con quella innovativa delle nuove tecnologie, Dove? Proprio in quell’ampio locale appositamente costruito e tecnicamente attrezzato, che chiamiamo “auditorio multimediale”.

Download PDF versione stampabile

I commenti sono chiusi.