La Zucca più bella”. Terza edizione. Concorso abbinato alla Festa di Halloween. Venerdì 31/10/2008, ore 10.00 .

8 giugno, 2010 Archiviato in News


Il Concorso di cui all’oggetto è giunto alla 3° edizione ed avrà, come negli anni precedenti, la giuria costituita da un gruppo di alunni scelti da tutte le scolaresche, in omaggio al principio dell’autogestione, precoce. La zucca da prescegliere dovrà “possedere” diversi requisiti: dovrà essere magicamente intelligente, mostrare caratteristiche morfologiche attraenti ed avere l’aspetto di una testa di un tipo intelligente e ordinato per dimostrare che anche le “zucche umane” possono trasformarsi in teste ben fatte, in quanto quelle che appaiono ben piene, sono spesso colme di niente e vuote di quei valori e saperi che sicuramente colmano le teste ben fatte.

A tale proposito, mi piace ricordare che la grande pedagogista francese, Pauline Kergomard, il cui nome è immortalato in tutti i testi di pedagogia, insegnava ai docenti che l’unico modo di educare i bambini è quello di lasciarli vivere ed operare come bambini.

Non si devono opprimere forzandone la memoria e rimpinzandone la testa di vuoti elenchi di nozioni.

Il vero insegnamento consiste nel far vedere meglio ciò che essi guardano, mobilitando la curiosità, l’indagine, l’esperienza, la manipolazione, la ricostruzione e l’attività riflessiva e critica.

Il bambino deve essere aiutato a compiere il suo mestiere di bimbo che esplora, costruisce, cresce e si educa divertendosi.

Platone diceva che dobbiamo impegnare i piccoli nell’apprendimento come se giocassero.

Infatti, tutti riconosciamo che la gioia che desta una scuola illuminata, durante i periodi dell’infanzia e della fanciullezza, consiste non tanto nel piacere, quanto nel benessere che provoca la maturazione dell’equilibrio emotivo, affettivo e intellettivo. E questo si realizza improntando ogni attività al principio dell’impegno gioioso, effettuato in un’atmosfera creativa, animata da cooperazione e reciproco aiuto intersoggettivo. Si spiega perché eventi come Halloween sono da questa Istituzione adottati per attività laboratoriali durante le quali i piccoli ricercano, discutono, si confrontano, avanzano ipotesi, si autorealizzano, stimolandosi a vicenda, aiutati dalla curiosità, dalla meraviglia, dal desiderio di sapere e fare meglio, e dalla creatività che ricapitola il tutto.

Scrive E. Fromm, psicoanalista tedesco morto nel 1980, che molti bambini muoiono senza essere nati completamente. Creatività significa aver portato a termine la propria nascita prima di morire.

Perciò noi montessoriani siamo lontani dalla scuola del silenzio, la scuola che ostacola e non parla, la scuola ingessata che non si muove, la scuola ibernata che non si lascia sciogliere dal calore della vita dei bambini. La nostra scuola, al contrario, è fonte vitale e di umanità. E’ un’officina di metodo con cui ogni allievo impara a costruire se stesso ed il suo futuro sintonizzando tutte le funzioni della sua personalità.

Fa sentire ai piccoli la gioia di sentirsi liberi ed il piacere di sviluppare il pensiero produttivo mediante la pratica dell’immaginazione riproduttiva e ricreativa, trasformando eventi e realtà in maniera da realizzare cose nuove. Ed Halloween è un’occasione preziosa che non ci lasciamo sfuggire nella nostra pratica didattica di insegnamento / apprendimento. I bambini sono già impegnati nell’allestimento dell’evento, creando, ricercando nella storia dei costumi e divertendosi perché la zucca che premieranno sarà eletta “l’amuleto dell’anno contro l’insipienza”.

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