Festa nazionale dei nonni-2 ottobre 2010. Invito a scuola per tutti i nonni dei bambini della scuola dell’Infanzia e Primaria . Sorpresa per loro. Sabato 2 ottobre, ore 10.00.

15 ottobre, 2010 Archiviato in News

 

 Comunico con urgenza che stamani è giunta dal MIUR la nota n. 0005903 con la quale, in ottemperanza alla legge 159/2005, ci ricorda di celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale, esaltando il carattere educativo e formativo della ricorrenza.

Consentitemi di indugiare solo in qualche breve considerazione e riflessione.

 Non credo di esagerare se affermo che nessuno è capace di parlare e persuadere agevolmente un bambino meglio di un nonno, soprattutto in questi tempi durante i quali i problemi esistenziali, la bella vita, il progresso e tante altre preoccupazioni, fondate ed infondate, cospirano e concorrono, secondo il fenomeno della coincidenza degli opposti, nell’offuscare l’intelligenza emotiva e nel frenare le autentiche spinte affettive.

La paradossale e contraddittoria realtà esistenziale dei non anziani, dominati prevalentemente dal proprio tornaconto egoistico, impedisce loro di distinguere la fredda ragione dal pensiero e la conoscenza dalla comprensione. Così si permette all’eros, inteso nel senso più generale del concetto che lo esprime, di drogare senza limiti la ragione distruggendo la libertà per dar luogo all’arbitrio e annullando la responsabilità per fare spazio alle più deleterie deviazioni che annientano, pur senza volerlo, i valori e le energie spirituali più care, coltivate dalla nostra tradizione antropologica. E’ un disastro affettivo che si ripercuote sull’infanzia e sulla terza età. L’indifferenza verso la vera essenza umana, che ha nelle emozioni deviate la sua principale componente, destabilizza la saggezza ed il rispetto degli anziani messi da parte perchè non contano più, mentre sottovaluta la sensibilità e la dignità dell’infanzia, che non ha ancora voce e peso nella convivenza dei non anziani, perché considerata non ancora matura.

A torto, la terza età viene considerata negativamente come la curva del fatale declino che conduce indiscriminatamente all’emarginazione. Nell’ottica, invece, di una considerazione obiettiva, essa deve essere riconosciuta come una preziosa fonte di riserva che custodisce ricchezza di sapere e di forte potenzialità anche nel mondo del mercato, oltre l’età del pensionamento.

 Anche tra quelli che sono affetti da patologia c’è una larga fascia che cerca di superare  ostacoli e difficoltà per rendersi utile alla comunità.

Ci sono anziani i quali, intellettualmente lucidi e fisicamente abili, convinti che non è mai troppo tardi per apprendere ( “nulla aetas ad discendum est sera” – dicevano i nostri avi latini), frequentano le Università  della terza età.

Con la Festa nazionale del nonno la scuola si mobilita per riumanizzare gli uomini non anziani. Vuole riaccendere in tutti l’utopia della speranza  di veder realizzato l’avvento del rispetto del senso della vita in ogni età del percorso terreno. Intende  aiutare tutti a far rinascere nell’intimo di ogni persona la coscienza dell’umanità completa, che non è solo intelligenza, ma anche emotività, affettività, volontà e, come insegna Pascal, è altresì ragione del cuore.

Sono aspetti della personalità che la scuola libresca e ripetitiva ha sempre trascurato, tant’è vero che il Ministero della P.I, nelle Linee guide della Riforma degli Istituti di 2^ grado, è costretto a raccomandare di dare la massima importanza alle componenti di natura affettiva e motivazionale quando osserva che queste disposizioni interiori, se risultano negative “sul piano affettivo, motivazionale e volitivo”, possono dare luogo a scarsi risultati nel profitto e rendimento. Infatti, “un atteggiamento negativo verso un insegnamento o un insegnante, la fragilità della capacità di concentrazione, l’incapacità o debolezza nel superare le frustrazioni di fronte alle difficoltà o agli insuccessi, la scarsa tenuta e perseveranza nello svolgere un compito un po’ più impegnativo, pregiudicano sia l’acquisizione, sia la manifestazione di competenze”

Noi dell’Istituto Montessori, come è raccontato nella storia dell’istituzione e nel POF, abbiamo sempre rispettato l’equilibrio e l’armonia fra i diversi aspetti della personalità totale. Su questa linea, riteniamo che gli anziani costituiscono le fonti insostituibili soprattutto in materia educativa nella scuola e nella famiglia, dove i bambini imparano ad amarli, a rispettarli, a seguirne i consigli, a giocare, a creare, a fantasticare e così via.

Tant’è vero che sul nostro Giornale scolastico OLTRE LA SCUOLA è da anni riservata la rubrica LA PAROLA DEL NONNO, affidata ad un esperto scrittore, Ing. Enrico Ugliano, che ha guidato tanti giovani presso l’Università di Napoli.

Sfatando dicerie e maldicenze di chi è stato istruito solo sul piano logico-cognitivo e non anche educato su quello affettivo e relazionale, i nostri ragazzi apprendono che gli anziani si rendono utili alla società come promotori di crescita culturale, di aggregazione sociale ed anche come animatori di iniziative di tempo libero, di produzione di servizi   ecc. Capiscono che sono i ricostruttori dell’umanità nei non anziani che hanno smarrito l’equilibrio. Riconoscono che sono un potenziale educativo di riserva in quanto sul piano spirituale, culturale  morale, affettivo e relazionale hanno tanto da dare in esperienza ed in saggezza.

In definitiva, la vegliarda senilità non è più una malattia. E’ la scuola che insegna che l’amore è la radice di ogni bene , perciò, va rispettata e riverita. La società deve restituire ai nonni l’autorità ed il prestigio morale e sociale del passato, riverirli e venerarli, nonché aiutarli ed assisterli in caso di bisogno. Lo studioso A. Amato, il quale di senilità è un maestro autorevole, a ben ragion, ha scritto che ogni vecchio che  cessa di vivere è una biblioteca che brucia. E noi auguriamo cordialmente ed affettuosamente a tutti di allontanarne sempre più  l’evento.

Con la fede in tale auspicio, invitiamo tutti i nonni a venire  a scuola sabato 2 ottobre, alle ore 10.00, per rivivere una giornata da bambini in mezzo ai nipotini e raccontare loro la fiaba reale della storia della loro vita, ripercorrendo insieme fantasticamente i loro sogni, le loro avventure, le loro realizzazioni e tutto ciò che intendono sia continuato in termini di eredità spirituale per i loro migliori destini del futuro.

 Al termine dell’evento ogni nipotino conferirà al proprio nonno un attestato in cui esprime la sua gratitudine, il suo affetto e la sua riconoscenza

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