Invito ad assistere allo spettacolo, dal titolo Musical…Mente, col quale festeggeremo insieme l’imminente conclusione dell’Anno scolastico. Sabato 26 maggio 2012, ore 16.30. Auditorio multimediale “Biagio Auricchio”.

22 maggio, 2012 Archiviato in News

L’appuntamento annuale della Festa di Fine Anno Scolastico, alla quale mi pregio invitarVi,  fra i diversi obiettivi che intende realizzare, privilegia quello di voler assolvere prioritariamente il compito di permettere a tutti gli studenti di quest’Istituzione di dimostrare con letizia ai genitori ed al pubblico come concediamo loro il massimo delle opportunità di interagire tutti insieme, dal più piccolo della scuola dell’infanzia al più grande degli istituti superiori, trasformando la coabitazione “condominiale” scolastica in un’unica convivenza cooperativa, mediante l’eliminazione di ogni rigida separazione ordinamentale fra gradi ed ordini di scuola, nell’ottica della continuità educativa e didattica di una comunità formativa, che vuole esprimere la sua identità collettiva anche con momenti di aggregazione e armonizzazione dell’eterogeneità delle esperienze.

Durante l’anno scolastico non sono rari i momenti in cui, come previsto nel POF, diamo agli allievi delle nostre scuole ed istituti la libertà di uscire dalla rigida orbita delle specifiche attività didattiche realizzate in aula e di svincolarsi dall’isolamento stabilito dai rispettivi ordinamenti codificati nei relativi curricoli e programmi, per formare in comune, senza discriminazione, gruppi eterogenei d’attività parascolastiche ed extrascolastiche in cui praticano la promiscuità produttiva mediante il mutuo insegnamento cooperativo, evidenziando un quadro comportamentale più ricco rispetto a quello alquanto inibito, determinato dalla dinamica controllata della vita di classe.

Integrandosi e mescolandosi, gli allievi operano e si esercitano, si esibiscono e si divertono insieme, senza distinzione d’età, senza vincoli di dominanza scolastica, istituto, classe e sezione, costituendo nuove entità interattive che s’impegnano nello sviluppo e promozione del potenziale emotivo e sociale oltre quello cognitivo, mediante attività culturali, ricreative, sportive, espressive, musicali, coreutiche ed artistiche in piena autonomia, mentre i docenti rimodulano il loro ruolo, addolciscono la severità ed il controllo dell’andamento disciplinare e (consentitemi la licenza) “si rendono più amici”, riducendo al massimo quell’asimmetria dell’autorevolezza che li caratterizza quando si relazionano in veste di docenti nella “sacralità” rigorosa dell’aula didattica.

Sicché, gli allievi, usufruendo di nuovi spazi operativi comuni, svincolati dall’obbligo della lezione didattica, dell’acquisizione dei saperi prettamente scolastici, specificati e dosati nei programmi, nonché non indotti nelle tradizionali e rituali lezioni, s’impegnano in attività di supporto alle stesse in gioiosi contesti laboratoriali comuni e, quindi, diversi dalle aule, dove diventano tutti protagonisti nella gestione dell’autosviluppo e autoformazione, con adesioni e partecipazioni condivise, motivate e interessate.

Va da sé che consideriamo laboratorio decentrato e indefinito anche il territorio.

Sono gli spazi che i nostri allievi utilizzano per incontrarsi, confrontarsi, interagire, cooperare, esplorare e sperimentare, integrando esperienze e competenze, valorizzando talenti e mettendo in gioco capacità, abilità, inventiva, bravura e creatività, mediante attività trasversali di espressione libera e comportamenti autocontrollati, da cui fanno desumere immediatamente gli esiti formativi soprattutto di natura sociale, ossia del fare, del vivere e del convivere; mentre per quelli del profitto “accademico” provvediamo noi, da parte della scuola, con la certificazione di rito.

Adottiamo quindi una strategia di politica educativa fondata sul criterio dell’educazione diffusa, armonizzando scuola e territorio.

Orbene, con la Festa della scuola di fine anno scolastico i nostri allievi trasmettono un duplice messaggio: col primo intendono ringraziare i propri genitori, esprimendo loro la propria riconoscenza con l’offerta di un musical ricco di sorprese emozionali, trasformandosi in attori, cantanti, musicisti ed artisti versatili per penetrare meglio nei loro cuori con sentimenti raffinati di squisita risonanza di benessere spirituale in forza della loro spontaneità lirica ed artistica; col secondo vogliono dare un segnale concreto del livello di maturazione raggiunto in autostima, autorealizzazione, protagonismo e scelte responsabili.

Tutto sommato, ognuno vuole dare prova che in quest’Istituto impara anche a mettersi in gioco per affrontare la vita in qualità di autore ed attore protagonista di ciò che fa e del suo personale modo di essere.

Per tutto ciò, consentitemi di compiacermi non solo con i ragazzi, ma con i docenti stessi in quanto si impegnano con immutato entusiasmo anche in tutte quelle attività che promuoviamo per la realizzazione ed il consolidamento della stabilità emotiva, per l’arricchimento culturale, per lo sviluppo del pensiero divergente, sotto il profilo psicologico, sociologico, interculturale e antropologico, organizzando iniziative di ricerca diverse, ma coadiuvanti e non meno importanti ed efficaci degli impegni istituzionali di insegnamento/apprendimento curricolare, secondo il tradizionale rituale didattico imposto dallo svolgimento dei programmi ministeriali come, ad esempio, partecipazione a concorsi vari, a manifestazioni folcloristiche, stage, viaggi e visite di istruzione, seminari, convegni, orientamenti universitari e tecnici, iniziative e tornei sportivi, attività di laboratorio giornalistico, informatico, linguistico, musicale, coreutico, di recitazione, disegno e belle arti, ricerche e sperimentazioni varie e via discorrendo.

Sono queste, tutte attività di alto valore pedagogico e formativo che vanno al di là degli obiettivi didattici di apprendimento, motivo per cui non vengono certificate, ma non per questo sono meno importanti  rispetto allo studio delle materie, ai fini della maturazione soprattutto dell’autostima in situazioni concrete, tant’è che risultano essenziali, fra l’altro, per ridurre concretamente le distanze fra il mondo della scuola e quello della vita e del lavoro. Insomma sono essenziali per i  ragazzi che intendono  giocarsi con ottimismo il proprio destino, sulla base di un responsabile progetto di vita.

Senza di loro, la formazione della personalità non si può definire  completa e soddisfatta in tutti quegli  aspetti e dimensioni fondamentali per affrontare con successo la vita nella società globalizzata e della conoscenza, resa difficile oggi dalla crisi economica e finanziaria  che ci attanaglia e ci deprime.

A coloro che volessero conoscere più dettagliatamente il vasto mondo culturale in cui i nostri allievi si avventurano motivati dai docenti alla ricerca del sapere e dell’agire autenticamente umano, consiglio di leggere il nostro giornale OLTRE LA SCUOLA.

Intanto, tuffiamoci nel musical e nuotiamo profondamente nell’universo delle emozioni, sentimenti e stati d’animo, che sono i momenti dinamici della simbiosi della vita affettiva più sereni e rilassanti che ci trasmette lo spettacolo offerto, con simpatia, cordialità ed affetto  dai nostri cari allievi e, principalmente, da quelli che compongono ormai l’affermato e premiato complesso vocale-strumentale “Aiuola dei Piccoli Armonici”, diretto dal mitico maestro, prof. Nello Boccarusso, peraltro, esperto compositore,  concertatore e… fecondo floricoltore della fruttuosa aiuola.

Al termine dello spettacolo gli allievi dell’Istituto alberghiero vi attenderanno  nella sala bar per  farvi  i consueti  onori di casa… “a modo loro”.

Grazie al contributo professionale dei docenti, dei volontari dell’EDUFORM, dei collaboratori scolastici ed istitutori.

Buon divertimento a tutti voi, graditi spettatori.

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