Giornata dell’Accoglienza ed Inaugurazione del nuovo anno scolastico 2012/2013. INVITO.

4 settembre, 2012 Archiviato in News

Sabato 08 settembre 2012, dalle ore 10,00, come ogni anno, quest’Istituto sarà liberamente aperto a tutti i destinatari in indirizzo ed al pubblico, per trascorrere insieme la fondamentale Giornata dell’Accoglienza e realizzare l’incontro programmatico collettivo nell’auditorio multimediale “Biagio Auricchio”, onde iniziare con buoni auspici e con condivisa determinazione il nuovo anno scolastico. Non  ritengo superfluo evidenziare che quello precedente, che lasciamo proficuamente alle spalle, compiaciuti della produttiva professionalità dei docenti e della crescita responsabile degli allievi, affidandolo con orgoglio alle pagine dell’ormai cinquantennale storia dell’Istituto Montessori, è stato un anno brillante per i traguardi felicemente raggiunti da tutti gli allievi agli scrutini ed alle  prove degli esami finali, durante i quali si sono fatti stimare per impegno responsabile, preparazione, competenze e maturità. Essi, oltre al profitto lusinghiero, riconosciuto e premiato dalle commissioni, hanno esibito trofei, attestazioni e menzioni di merito conquistati nelle numerose competizioni alle quali hanno partecipato con le attività extracurricolari, che costituiscono un prezioso valore culturale, formativo e sociale aggiunto ai programmi scolastici che svolgiamo, identificando ed esaltando l’alto livello della qualitativa e produttiva efficienza che orgogliosamente ostentiamo nel Piano dell’Offerta Formativa. A comprova, mi permetto di indicarvi  l’ultimo numero del nostro giornale scolastico OLTRE LA SCUOLA, nel quale i nostri allievi testimoniano, con giusta fierezza, tramite i loro convincenti interventi, i successi conseguiti a livello nazionale ed internazionale.

L’evento al quale vi invitiamo costituisce un’opportunità necessaria soprattutto per gli alunni nuovi iscritti ai quali intendiamo offrire la proficua possibilità di un iniziale ambientamento emotivo-conoscitivo-relazionale attraente, gradito, piacevole e familiare, tale da evitare la sensazione d’impatto scolastico improvvisato che genera spesso inquietudine e disagio in quanto fa percepire negativamente, secondo il consolidato immaginario collettivo, soprattutto infantile, la scuola che si presenta immediatamente come tale, nella sua istituzionalità astratta, fredda e distaccata,  luogo ignoto, sgradito e, quindi, non interessante e non piacevole.

A scuola saranno accolti da compagni, amministratori, dirigente, docenti personale ausiliario ed autisti, i quali si offriranno come guide ed interlocutori disponibili al dialogo, illustrando l’esperienza quotidiana, anche con brevi saggi e dimostrazioni, visite ai locali, laboratori, biblioteche, redazione del Giornale, palestre, serra biologica, cucine, refettorio, sala-bar, ecc. Dove, peraltro, gli allievi “anziani” dell’Alberghiero offriranno agli ospiti sfiziosi assaggi delle loro creazioni gastronomiche. Insomma, tutti i componenti della famiglia montessoriana, da buoni amici, faranno sentire le “matricole” a proprio agio, creando stati d’animo di benessere psicologico allo scopo di facilitare l’opportunità di conoscersi come interlocutori credibili, mediante approcci amicali e dinamiche  gruppali e comunicative, che rivelano che in questa istituzione tutto il contesto ambientale e socioculturale è programmato per accogliere ogni nuovo alunno a braccia aperte per farlo sentire accettato per quello che è, libero, autonomo, protagonista, soggetto attivo e creativo ed a proprio agio. In effetti, tutti percepiranno che l’Istituto Montessori si presenta come autentica realtà educante, già prima di qualificarsi quale luogo di ascolto, di conoscenza, di dialogo, di apprendimento e di formazione per lo sviluppo e la crescita del cittadino di domani.

Debbo qui subito richiamare l’attenzione dei genitori facendo loro osservare che l’anno scolastico che stiamo per affrontare nasce nel clima infuocato, non solo meteorologicamente parlando, ma peggio ancora sotto l’influenza nefasta del cataclisma che si è abbattuto sui Paesi dell’euro-zona con la profonda crisi economica, finanziaria e sociale dei mercati che sta mettendo a dura prova la serenità e la sicurezza delle famiglie. Obiettivamente la crisi, nata cinque anni fa negli USA con i mutui subprime diventati tossici, con la bolla immobiliare, ha infettato  quasi tutti i mercati mondiali provocando il fallimento di numerose banche e facendo emergere la fragilità dell’euro. Attualmente ha riattaccato  gli USA, ancora convalescenti, e sta cercando di intaccare perfino la corazza del colosso cinese! Noi italiani stiamo vivendo tutti il dramma aggravato dai debiti sovrani in cui ci hanno cacciato lo Stato e la politica sprecona. E l’attuale governo tecnico, per far fronte all’inflazione e per sanare il forte debito pubblico accumulato dagli insani sprechi dei malgoverni precedenti, è intervenuto immediatamente e continua ancora con la morsa delle odiate misure vessatorie sulle pensioni, sugli stipendi, sui salari, sulla casa, sulla benzina che ormai ha superato i due euro al litro, trascinandosi il carrello della spesa al quale aggiunge il peso dell’aumento al 4,3% ,con gli aumenti dei libri, delle tasse universitarie e con la martellante pressione fiscale non più sostenibile. Il Censis ha rivelato che per le tasse l’Italia ha il primato  mondiale. La torchiatura  fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese  è al 55%. E’ soprattutto per gli ostacoli che si oppongono da parte del conflitto di interessi della casta e per le leggi, regolamenti e provvedimenti non tanto ad personam ma soprattutto ad castam che si alimenta irresponsabilmente, allargando la voragine incolmabile del debito pubblico. E’ inverecondo, paradossale, ridicolo, beffardo, orripilante e sconcertante, ad esempio, scoprire sulla stampa che, a proposito delle prebende e dei privilegi, nel parlamento ed in certe  regioni e istituzioni esistono gruppi formati da un solo individuo.

Ebbene, ciò in spregio  anche al più semplice dei vocabolari che definiscono gruppo un insieme di persone.

Il Governo con la spending review dovrebbe, pertanto, a mio parere, rovistare anche fra i codicilli per scovare benefici e sperperi, soprattutto i costi occulti della politica che vengono ogni giorno rivelati da coraggiosi giornalisti in apposite pubblicazioni e negli articoli dei quotidiani, scavandoli mimetizzati da corazze legali ma non etiche, al fine di meglio ridurre il deficit ed il debito pubblico. A tale proposito, se Monti, che ha sempre detto che non è possibile ridurre le aliquote Irpef, pur riconoscendo che tale carico è eccessivo, tentasse anche questa strada, oltre quella più larga e palese del contenimento della spesa pubblica, rastrellerebbe altre risorse a vantaggio della crescita e dell’occupazione che stentano a decollare, ostacolate dalle resistenze del funambolismo interpretativo delle norme di comodo e dei sofismi giuridici che  azzeccagarbugli  indegnamente eletti o cooptati oppongono per difendere privilegi estorti in barba all’imperativo morale, oltre i fantastici mostri tricefali testé menzionati? A tale proposito, il Ministro Passera  parla addirittura di resistenze; che non possiamo tollerare quella matassa che avvolge tutto e rende tutto più difficile: burocrazie, ipertrofie, conservatorismo. Pertanto, si appella alla volontà di tutti, all’unità di intenti invocando il ricorso al metodo della sana concertazione.

Plaudiamo al Governo che finalmente sembra che voglia smettere di comprimere e spremere il patrimonio privato e ricorrere a quello demaniale per fare cassa. Anche se sono in agguato pronti a reagire i soliti guastatori e pertinaci speculatori annidati nelle amministrazioni. I risparmi sono erosi e le famiglie sono in ginocchio. Non sono più in condizione di spendere, mentre la disoccupazione dilaga senza ostacoli. Un giovane su tre non trova lavoro. Ed i sindacati hanno dichiarato che la riforma Fornero del lavoro non risulta soddisfacente. Pertanto, la politica  deve riflettere che il gap fra partiti e cittadini in termini di credibilità al sistema politico  è scoppiato! Mentre le riforme approvate avanzano a rilento perché mancano ancora numerosi decreti attuativi.

Di conseguenza, la scuola insorge pacificamente chiedendo il rispetto almeno del  diritto naturale e di quello positivo delle famiglie e dei giovani, ossia se non altro il rispetto dell’uomo in quanto tale e dell’uomo in quanto cittadino.

All’uopo, i genitori devono cambiare mentalità abbandonando la vecchia opinione che considera la didattica solo sotto il punto di vista dell’autoevidenza. Talché l’insegnamento non può più limitarsi a trasformare i processi mentali  in veicoli strumentali di informazioni da memorizzare ma in processi cognitivi e metacognitivi formativi mediante un apposito apprendistato capace di abilitare i giovani a mediare l’accordo, il confronto ed il coordinamento fra domanda di formazione del mondo del lavoro e l’offerta formativa espressa dalla scuola ed erogata con un servizio di massima qualità che abilita gli allievi ad affrontare,pensando sul pensiero, la realtà lavorativa, diventata ormai instabile, precaria, mutevole, insicura, con flessibilità, coerenza, capacità critica, creativa ed immaginativa, alimentate da nuovi saperi che consentano di affrontare situazioni sempre nuove e di orientarsi in qualunque improvviso cambiamento, senza  cadere vittime di raggiri e vane promesse di sistemazione. Noi della Montessori, in buona sostanza, siamo impegnati a promuovere la conoscenza  delle tematiche connesse alla crisi affinché tutti i nostri allievi si impegnino nelle attività di sviluppo del livello di capacità di riflessione personale e di trasfer ossia di trasferire principi, concetti, e regole da una disciplina all’altra o  altra area di esperienza e di ricerca, di elaborarle, di utilizzarle ed applicarle nella soluzione di problemi concreti che caratterizzano le situazioni pratiche, economiche, finanziarie e giuridiche della vita quotidiana. All’uopo, chiediamo ai politici di difendere la meritocrazia, bandendo nepotismi, baronie, favoritismi, quiz e batterie di test “Rischia –Tutto”, definiti aberranti dal prof. Giuseppe Remuzzi, primario di nefrologia e dialisi   agli Ospedali Riuniti di Bergamo, e con altre responsabilità di prestigio nel campo farmacologico, autore di circa mille pubblicazioni.

A tale proposito, richiamo l’attenzione di chi legge la presente comunicazione che, durante il Meeting di Rimini i giovani hanno accolto Monti al grido accorato “lavoro, lavoro! Ed il Premier si è messo dalla loro parte attribuendone la colpa della mancanza a coloro che hanno governato negli ultimi decenni. Ha detto che hanno sperperato un’intera generazione che sta pagando un conto salatissimo. Hanno divorato il futuro dei giovani. La disoccupazione è la figlia di quel periodo in cui si è scaricato sui giovani un immenso debito pubblico. In questo quadro ha promesso il suo impegno per favorire la creazione del lavoro. Ed ecco l’intoppo! Ha precisato tuttavia che i suoi provvedimenti, per far ripartire la crescita, richiedono tempi lunghi. Perché questa cautela? Ha ragione, perché il grado di credibilità di ripresa dell’Italia è ancora insufficiente nella stima di molti Paesi dell’euro-zona. Soprattutto la Germania, forte del suo Pil, ci  ha legati al  guinzaglio dei rialzi inspiegati dello spread, ossia il differenziale fra i Bpt decennali ed i Bund. Inoltre, è nota l’avversità della stessa al Fondo salva-Stati, o scudo anti spread. Come pure è risaputa la conflittualità fra la Bce e la Bundesbank, la banca centrale tedesca, che nega alla prima la facoltà di finanziare i debiti degli Stati. Talché sostiene che spetta ai governi ed ai parlamenti, e non alle banche centrali, l’accollo dei rischi sovrani! Comunque, ci conforta il giudizio, condiviso dal Presidente del gruppo europeo, dell’Agenzia internazionale di rating Mood’s, secondo la quale l’Italia si salverà nel 2013 se applicherà compiutamente le riforme. Giudizio questo che attenuerà i timori dell’Europa sulla nostra solvibilità e sulla capacità di pareggiare il bilancio, anche in relazione al fatto che dallo stesso si deduce il riconoscimento che l’Italia  è seriamente  impegnata in una politica che sta mettendo i conti in ordine per farsi considerare paese virtuoso, riconquistando la fiducia dei mercati finanziari con la conseguente riduzione dei tassi di interesse e l’abbassamento dello spread.

Con queste minime constatazioni, ho cercato sommariamente di disegnare soprattutto la situazione che costringe i Paesi a rischio, per ora l’Italia, la Grecia e la Spagna, ecc. a pagare tassi  altissimi per ottenere crediti mentre la Germania accumula nuovo denaro a tassi zero. Nel contempo ho cercato di rilevare che in un tutta questa tragica realtà le vittime sacrificali sono i giovani mortificati dal mercato del lavoro in crisi, dagli sbarramenti universitari minati dai famigerati test e dal fatto che non vengono banditi concorsi nelle amministrazioni e nelle compartecipate, dove spesso le assunzioni ignorano la meritocrazia, come la ignorano i test. Ed ecco la sconcertante realtà romanzesca dei test! Il citato primario ad Alessandro Milan, che lo intervistava il 30 agosto su “24 mattina”, chiedendogli di commentare il suo articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 29 u.s., dal titolo “ Quei miei 15 errori al test di Medicina”, gli ha rivelato che non ha trovato “ nulla  per capire se il candidato saprà parlare con il malato”; che ha provato a risolvere i quesiti o meglio ad individuare l’alternativa esatta dei quiz-esercizi sul sito del governo, predisposti per gli esami di ingresso alla facoltà di medicina, ma che per quindici non ci era riuscito per la loro enigmatica ambiguità…, ironizzando che, se fosse stato fra i candidati, forse non sarebbe stato ammesso: “ Io, primario, respinto a medicina”. Fare i test  per legittimare il numero chiuso non appartiene alla meritocrazia. Propone di ammettere tutti e selezionare solo al termine del primo anno di frequenza, come si fa in Francia. Allora, almeno, sarà possibile accertare attitudini, inclinazioni, capacità e tutto il corredo culturale e psicologico che serve per garantire la serietà dell’impegno  a studiare per tutta la vita per la riuscita nei percorsi universitari per diventare medico e continuare a farlo.

Tutti concordano che non c’è crescita civile, sociale, culturale ed economica se non c’è progresso della scuola.

Infatti, il Presidente della Repubblica invita a riporre la fiducia nello spirito di iniziativa, competenza e impegno dei giovani come motore di rilancio del sistema sociale ed economico del Paese, mentre Mario Draghi ha affermato che il sottosviluppo delle risorse giovanili costituisce uno spreco che non possiamo permetterci.

Per realizzare dunque la crescita, lo sviluppo e l’occupazione, non bastano le riforme in atto, né basta l’abbattimento degli sprechi, della corruzione, della speculazione perversa e della burocrazia. Sono  necessari la mobilitazione e l’impiego condivisi del potenziale educativo e formativo offerto dal consenso intenzionale e interattivo, supportato dalla collaborazione efficiente ed efficace liberatrice e creativa della scuola e famiglia, eliminando ogni occasione di frattura fra scuola, società, università, imprese e mondo del lavoro produttivo e dei servizi per evitare che la crisi in argomento si trasformi anche in crisi esistenziale cronica dei giovani, già di per se stessi fragili nel gestire la propria autonomia e, di più, mortificati dalla negligenza delle istituzioni. Fattori questi che provocano in loro smarrimento della coscienza, del significato dei valori della vita personale e sociale, con la caduta della fiducia di se stessi e degli altri.

L’alleanza che quest’istituzione pattuisce  da circa cinquant’anni con la famiglia ha lo scopo soprattutto di evitare da entrambe le parti la discordanza fra la pressione culturale e razionale della scuola e  l’atmosfera emozionale affettiva della famiglia,  facendo in modo che si armonizzino in un confronto costruttivo per realizzare al massimo  la motivazione e la realizzazione del successo scolastico del figlio, a noi affidato, arricchito dalla formazione di una personalità bene integrata, autonoma, responsabile e creativa, capace di intervenire sulla realtà con autostima e gestirla con flessibilità di pensiero critico. Nell’apocalittico trambusto della crisi dell’euro, tutti i nostri allievi senza distinzione continueranno a ricevere un’educazione elitaria compendiata nello slogan Ambizione di successo eccellente. Pertanto, arricchiremo ed aggiorneremo tutti i Progetti allegati al POF, riscontrabili sul nostro sito, che sono programmati sulla base della considerazione dell’allievo in situazioni o contesti ambientali e territoriali specifici in continua trasformazione, con lo scopo di sollecitarlo a scoprire i problemi vitali, umanizzando cultura, sapere e scienze, come “attrezzi” per un’apertura critica verso la realtà che, mutando continuamente, sollecita l’intervento del pensiero creativo e del giudizio autonomo a conoscerli, gestirli, trasformarli e dominarli. Tali Progetti fanno tutti capo al nostro Progetto di Orientamento finalizzato, fra l’altro, all’identificazione scientifica delle capacità, abilità e talenti individuali, in particolare quelli connessi col campo scientifico e tecnico che promettono esiti incoraggianti e vincenti nell’area delle competizioni internazionali ai fini della sistemazione occupazionale. Anche sui successi ottenuti tramite le attività laboratoriali effettuate sulla base dei progetti, potete trovare cronaca sul nostro giornale Oltre la Scuola. Ed ecco la novità! E’ noto che nelle scuole di quest’istituzione svolgiamo la lettura del quotidiano. Tuttavia, i contenuti riguardano una quantità di argomenti e non tutti docenti, generalmente hanno una competenza specifica  nelle discipline finanziarie, economiche, giuridiche e simili. Sicché, se gli allievi dell’ITC sono culturalmente informati sulle vicende della crisi economica, non lo sono altrettanto  quelli della primaria, della secondaria di 1^ grado, del liceo scientifico e quelli dell’Alberghiero. Per consentire a tutti gli alunni di acquisire i rispettivi saperi  da trasformare in competenza laboratoriale e cultura operativa, i Consigli di Gestione, valutata la linea più efficace rispetto ai bisogni ed alle risorse di tutto l’istituto, mi hanno autorizzato a far costituire dai Collegi dei Docenti un coordinamento multidisciplinare trasversale di docenti   competenti, designato dai Comitati tecnico-scientifici. Tali docenti, sulla base di uno specifico programma, passeranno alla fase operativa utilizzando le modalità più opportune tra cui l’adesione anche all’iniziativa proposta dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori “Economia… ti diamo noi una lezione! “ , con l’ausilio pure di sussidi multimediali, comprese le strategie di rete trasversali, tenendo conto del consiglio di Bruner che è possibile insegnare qualunque disciplina in qualunque età purché tradotta nei tipi di operazione mentale propri delle singole età (rappresentazione attiva, rappresentazione iconica, rappresentazione simbolica). Esperimento già compiuto con successo l’anno scorso quando i docenti della media e della primaria hanno insegnato la filosofia ai loro alunni seguendo il testo di Olimpia Ammendola “Il cielo stellato sopra di me”. Ricordo per cronaca. Fu tanto divertente la scena quando  nel convegno che ne seguì incontrarono l’autrice, mettendola in  difficoltà con le loro domande… difficili.

Concludo. Ai giovani tutti colpiti dal morbo letale della crisi esaminata, uno studio serio, critico e responsabile delle problematiche e problemi reali gioverà, da una parte come misura mirata di prevenzione e, dall’altra, come terapia per debellarlo al fine di riappropriarsi del loro avvenire, depredato dall’ingordigia dell’individualismo etico, coperto dalla sconcertante inerzia di chi avrebbe dovuto temperarlo. Noi della Montessori,  con la fede nel ritorno della bonaccia,  fin dal primo giorno di scuola, lungi da ogni facilismo permissivo, col consenso e la solidarietà attiva dei genitori, mediante l’accennata  nuova strategia di rete, in ossequio all’art. 3 della Costituzione, aiuteremo l’impegno di ognuno a maturare seriamente l’autocoscienza responsabile nella costruzione e nella realizzazione di un personale progetto esistenziale, finalizzato ad un’operosa convivenza civile  ed a coltivare quei valori essenziali per creare una società migliore di quella che non si è  finora riusciti a preparare a causa del clima tempestoso e catastrofico rapidamente passato in rassegna.

Auguri di buon e  proficuo anno scolastico.

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