Conferenza di servizio, con all’ordine del Giorno Istituzione di un coordinamento multidisciplinare trasversale per la messa a punto e la sperimentazione di uno specifico programma diversificato di alfabetizzazione economica-finanziaria-giuridica nelle scuole del 1^ Ciclo e negli Istituti di 2^ Grado.

27 settembre, 2012 Archiviato in News

Comunico alle SS.VV. che, presso il salone riservato alle adunanze degli organi collegiali, sono convocati il giorno  03/10/2012    alle ore  18,00    i componenti dei tre Comitati tecnici scientifici, previsti dai Regolamenti del 15 marzo 2010- dal Titolo Linee Guida per il Passaggio al Nuovo Ordinamento- rispettivamente dell’ITC, Liceo Scientifico ed IPSAR , unitamente ai docenti esperti segnalati da questa Dirigenza ai due Consigli di Gestione, che nei loro primi verbali dell’inizio di settembre hanno concordato col sottoscritto dirigente scolastico l’iniziativa sperimentale de qua.

Ed ecco motivazioni e dettagli. Il sottoscritto nelle due citate prime riunioni chiese ai Consigli di Gestione l’Autorizzazione  a far costituire dai Collegi dei Docenti un coordinamento multidisciplinare trasversale di docenti competenti che si preoccuperanno di redigere e svolgere uno specifico programma di alfabetizzazione economica e finanziaria in tutte le scuole dell’istituzione in rete con quelle della IMM.

Perché tale iniziativa? il Presidente Napolitano, il governo, il governatore della BCE, Mario Draghi, gli uomini politici integri e quelli onesti del mondo economico, a proposito della crisi che stiamo subendo, prodotta soprattutto dagli sprechi, dalle spese pazze, dalla corruzione, dalla speculazione perversa, dalla burocrazia sprecona, che non rendiconta le spese riservate, e dalla cattiva politica che hanno scaricato sui giovani l’ immenso debito pubblico e la disoccupazione, ogni giorno ripetono che la crescita e l’occupazione non potranno essere realizzate senza il potenziale informativo, educativo e formativo della scuola.

Però,  la scuola non è generalmente preparata ad affrontare tale impegno. Infatti, ad un esame attento delle Indicazioni Nazionali, che sono le strutture portanti dei curricoli, ad eccezione di quelle degli ITC e di qualche Istituto professionale, non è dato riscontrare tracce di discipline specifiche che dispongono di pianificare programmi e percorsi didattici di educazione finanziaria, economica e giuridica atti a fornire conoscenze di base e corretta informazione ed a far maturare competenze sui meccanismi economici e sulle regole che disciplinano i mercati, i beni ed i servizi.

Stando a questa deficitaria situazione, non è esagerato se da più parti si definiscono i giovani italiani veri e propri “analfabeti economici”, a cominciare dall’ignoranza della terminologia appropriata. Se assimilano praticamente e per necessità di vita qualche nozione, lo devono all’esigenze di vita quotidiana o all’intervento della scuola parallela e mass-mediale.

La scuola ufficiale, quindi, non offre ai giovani nei curricoli occasioni di apprendimento per crescere autonomamente ed agire responsabilmente in una società dove non è possibile vivere da persone libere se non si è formati nelle giuste capacità di valutare e gestire il ruolo e la rilevanza dell’economia  e del denaro in particolare, essenziali per la sopravvivenza prima e per il benessere poi. Intanto, la crescita stenta a decollare. Monti l’ha rimandata al prossimo anno per gli ostacoli che gli vengono soprattutto dalla politica recalcitrante la quale si affida ai pannicelli caldi per curare la peste degli sprechi perché non vuole rinunciare completamente ai privilegi esagerati ed alle prebende che schiacciano il misero reddito dei cittadini e che offendono l’etica e la dignità umana di chi perde il lavoro e affonda nella miseria.

Dobbiamo convincerci che non c’è crescita civile, sociale, culturale ed economica se non si cambia mentalità e se non c’è progresso nella scuola. Dunque, il popolo deve acculturarsi in economia per frenare lo sperpero degli scialacquatori che appestano le istituzioni. (Ogni giorno ne conosciamo qualcuno che addirittura si ritiene offeso quando viene beccato dalla giustizia!)

Qualche docente, se interessato, usa il metodo fai da te. Ma non basta. Ed allora, mentre invochiamo una riforma per l’integrazione ufficiale dei curricoli con l’introduzione,  in tutte le scuole di ogni ordine e grado, di una nuova disciplina formata dal trinomio Economia-Finanza-Legislazione, partiamo subito col nostro Progetto di alfabetizzazione economico-giuridica, realizzando interventi mirati mediante l’utilizzazione delle quote di autonomia e degli spazi di flessibilità riconosciutici dal DPR n. 275 del 1999, che ci attribuisce la libertà didattica,organizzativa, di sperimentazione e sviluppo. Solo aumentando la cultura popolare riusciremo a snidare quella massa arrogante di vampiri che si aggira incolume e baldanzosa nelle istituzioni e che sta concorrendo paradossalmente nella distruzione del  futuro dei giovani annullando ogni sforzo che  fa la scuola per farli crescere sia nel rispetto dei doveri, del lavoro e della democrazia, sia nell’etica sociale dalla quale sperano una degna sistemazione nella società che produce. E’ questo il nostro contributo allo Stato democratico costituzionale nella sfida alla crisi ed alla recessione!

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