Manifestazione finale Torneo Sportivo di Primavera. Invito ad assistere alla esibizione conclusiva. Venerdì 10 maggio 2013. Inizio ore 11.00. Palestra scoperta. Invito al pubblico.

6 maggio, 2013 Archiviato in News

Come è noto, ogni anno svolgiamo in  primavera, cooadiuvati da esperti dell’Eduform, un organico e sistematico Progetto di educazione sportiva che coinvolge tutti gli allievi da quelli che frequentano la scuola dell’infanzia, ai fanciulli della scuola primaria  ed ai più grandi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

Quest’anno le nostre iniziative autonome sono riuscite a colmare il vuoto provocato dal mancato svolgimento della VII  Edizione del progetto sportivo Giochi della Gioventù organizzati dal CONI-Napoli, per motivi di rinnovamento  delle cariche e per la riduzione e tardiva attribuzione dei fondi.

Perché questo campionato; non bastano le attività curricolari di educazione motoria e fisica? Ed ecco il mio tentativo di risposta al quesito. La società odierna avverte quotidianamente che l’incertezza della politica e l’indifferenza di questa di fronte alle emergenze sociali, allo stallo della produttività ed alla crisi economica sono alcuni dei più deleteri fattori che ostacolano la crescita dei valori personali, sociali, culturali e universali.

E ciò fa aumentare il disagio esistenziale che affligge soprattutto il mondo dei giovani,  i quali percepiscono sensibilmente l’indifferenza degli adulti e soprattutto la cecità delle istituzioni di fronte ai loro problemi, già di per sé difficili per l’immaturità evolutiva, opponendo ostacoli che minano la  personalità in sviluppo e formazione.

Si sentono soli , abbandonati a se stessi, frustrati, disorientati, minacciati e preda dell’istigazione di meccanismi dissoluti e malavitosi, manovrati da individui violenti e senza scrupoli.

E’ rimasta solo la scuola come l’unico baluardo istituzionale che provvede ad orientarli decisamente al normale rapporto sociale ed alla regolare dinamica di gruppo, nell’intento di coltivare in loro l’ottimismo e la fiducia nel miglioramento della società, conducendoli sulla strada giusta dove è possibile praticare il bene individuale e sociale, lottando contro il degrado materiale e spirituale che sta  devastando tante famiglie con l’incomprensione, intolleranza ed, in moltissimi casi, addirittura  con la dissociazione e la disintegrazione del nucleo  familiare,da rendere sterile ogni interazione positiva ed equilibrata  di una normale famiglia che si caratterizza come  agenzia primaria di socializzazione.

Quindi, la gioventù, già di per sé gracile, viene costretta alle prese con un’esistenza difficile e senza ideali, che provoca malessere da solitudine e depressione, che deteriorano ogni approccio integrale ad un armonico rapporto comunicativo e relazionale, nutrito da sani sentimenti costruttivi e qualificanti di una personalità cosciente della propria identità, dalla quale dipende la capacità di confrontarsi, rispettando ad ogni costo la dignità degli altri.

Non giova ai giovani contrastare e mitigare i malesseri ed i condizionamenti indotti dalla società disattenta ai loro bisogni, rifugiandosi nella realtà virtuale talché, a mio modesto parere, l’uso eccessivo e smodato del computer può aggravare la fuga nell’isolamento, ridurre le attività sociali e la partecipazione ed attenuare l’esercizio delle attività creative in situazione. La compagnia costante del PC può favorire la dipendenza a scapito della dimensione dinamica di iniziative attive sociali e di gruppo  concrete. Può tradursi in un condizionamento negativo concomitante nel  generare  uno sterile ripiegamento egocentrico e narcisistico, mentre il giovane come antidoto alla crisi esistenziale ha necessità di immergersi nella collettività, aggredire i problemi della vita ed orientarsi con capacità di scelta e di decisione con approcci strategicamente valutativi e costruttivi che garantiscono da ogni deriva verso la frustrazione, superiore alla capacità di tolleranza.

In questo quadro, sono necessarie opportunità formative di compensazione e di integrazione a quelle predisposte nei Programmi didattici o Indicazioni Nazionali del sistema scolastico nazionale. Noi dell’Istituto Montessori riteniamo che  lo sport si rivela uno dei mezzi più potenti per far recuperare l’autostima e la motivazione al successo. Infatti, soddisfa il bisogno di essere accettato ed apprezzato, motivo per cui il giovane mobilita tutte le dimensioni della personalità, libero da ogni pericolo di valutazione scolastica sommativa, cui è sottoposto quando è legato allo svolgimento del programma didattico. Nello sport, inteso come attività extracurricolare, il giovane non mette in gioco solo la sua abilità fisica, ma  coinvolge le funzioni  del pensare, del concettualizzare, del riflettere e valutare, nonché le capacità di affrontare e risolvere problemi in prospettiva non del voto, ma della riscossione dell’approvazione e della stima.

Intanto, siamo fieri di affermare che con le attività sportive realizziamo al meglio l’alfabetizzazione emozionale e dell’intreccio interpersonale e socio-affettivo, nel senso che esse aiutano a far rispettare e valorizzare le differenze tra esseri umani ed assumersi le responsabilità di agire in maniera etica  per conquistare il successo di cittadino del futuro.

Le  attività sportive nel nostro Istituto agevolano quindi gli allievi nel senso che in esso trovano il luogo ed il tempo della loro autorealizzazione ed autosocializzazione, coltivano la loro formazione, maturano il carattere, conquistano la libertà e consolidano la propria dignità. Soprattutto si esercitano a “Vivere una vita libera  dall’ossessione del tempo”.

Nel nostro Istituto trovano l’ambiente ideale dove lo sport si traduce in apprendistato cognitivo ed emotivo, in cui studio, creatività e tempo libero si integrano vicendevolmente in unica attività vitale. In effetti, seguendo l’osservazione del pedagogista Franco Frabboni, secondo il quale il tempo umano è unico, educhiamo i giovani, fin dall’infanzia, al tempo libero, “facendo loro vivere esperienze di esso addirittura nel tempo obbligato di scuola”. In tal modo, problemi scolastici e problemi sociali si confrontano e si affrontano attivamente  in prospettiva di duttilità verso situazioni nuove per esercitare le capacità di affrontare i rischi e l’ignoto del futuro con sicurezza di successo.

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