Festa nazionale dei NONNI. Manifestazione scolastica in ossequio a tutti i NONNI da parte degli alunni di quest’Istituzione, in particolare da quelli della Scuola di base ( infanzia, primaria e secondaria di 1^ grado). INVITO A PARTECIPARE – mercoledì 2 ottobre 2013, ore 10,OO.

26 settembre, 2013 Archiviato in News

Cari nonni, prima di inoltrarmi nella stesura della presente comunicazione, consentitemi di aprirla con una mia personale riflessione. Mi sono chiesto: Perché la data è stata fissata il 2 ottobre? La risposta mi ha investito in un battibaleno! Il 2 ottobre celebriamo la festa dei Santi Angeli Custodi ed i nonni li rappresentano in carne ed ossa sulla terra. Insomma, li sostituiscono sul globo terrestre svolgendo “per delega” la loro spirituale missione in qualità di viceangeli…(anche se con qualche limite e qualche difetto). Ed ecco spiegata sinteticamente la provvidenziale coincidenza. Se mi sbaglio, fatemelo sapere.

Ed ora veniamo a noi. Nei tempi che corrono il mostro della crisi economica non riesce ad intaccare la sostanziosa riserva di energie psicofisiche della maggior parte degli anziani, anche se sta tentando di divorare il reddito medio da sola pensione, senza altra entrata di solidarietà sociale.

Malgrado la mancanza di una soluzione di contenimento degli effetti del progressivo impoverimento, voi “giovani” della terza età, i piccoli vogliono convincervi che vi dovete sentire ancora utili alla società, convinti che siete portatori di ben altra cospicua ricchezza non monetizzabile che non teme svalutazione, perché fatta di esperienze, di saggezza, di valori perenni e virtù civili che la rendono incorrompibile ed insostituibile,

Ecco perché noi montessoriani, in ossequio alla legge 159/2005, ma soprattutto in qualità di educatori, siamo decisamente impegnati a motivare i giovani, fin dalla scuola dell’infanzia, a rispettarvi, stimarvi, amarvi ed aiutarvi.

Siamo fermamente lontani dalla minima idea di emarginarvi. Siamo decisamente risoluti nei riguardi di tutti gli anziani a persuaderli a non abbandonare la vita attiva e sociale perché li riteniamo obiettivamente persone preziose e necessarie a farci conoscere ed apprezzare il patrimonio culturale del passato che impersonano, nonché quello delle tradizioni di cui sono portatori e custodi.

Quindi, non ci lasciamo sedurre dalle lusinghe di chi li vuole scaricare. Respingiamo il fanatismo sconcertante dei giovani immaturi “rottamatori”ed i loro farneticanti e boriosi pregiudizi, alimentati dalla maniaca presunzione di onnipotenza, perché grazie a Dio i nonni, rispettando determinate regole di vita, sono diventati longevi, mentre al contrario non sono pochi i giovani i quali, perché non le rispettano, malauguratamente accusano decadenza organica e sensoriale, mentale e spirituale, che rende aspro e difficoltoso il prolungamento della loro vita.

Sicché, con l’onestà umana e professionale che ci distingue, noi educatori con tutte le nostre forze ci adoperiamo affinché nessuno si permetta di offendere e trascurare i nonni e gli anziani in genere divulgandone immagini negative. Del resto, ci soccorre l’università della terza età, frequentata da anziani intellettualmente lucidi e fisicamente abili, nella nostra campagna contro l’opinione, per fortuna poco diffusa, di quelli che egoisticamente predicano l’opportunità di internare indistintamente i vecchi negli istituti o gerontocomi.

Lottiamo contro ogni forzosa emarginazione, mentre ci prodighiamo a favore di una educazione delle masse e di una politica fautrice di partecipazione attiva dei nonni alla vita della famiglia e della comunità mediante attività artigianali e di pubblica utilità come il volontariato ed occupazioni corrispondenti alle loro esperienze lavorative e culturali per evitare che possano cadere in preda alla solitudine.

Ricerche psicologiche e sociali ci avvertono che nel 1972 un quarto della popolazione americana, anche se una parte solo temporaneamente, provava un’estrema solitudine, ossia la difficoltà di stabilire contatti sociali e di entrare in intimità con gli altri. Fenomeno questo che, in quanto a durata, può essere momentaneo, situazionale e cronico. Può insorgere fin dall’infanzia e dall’adolescenza.

Certamente, la solitudine genera nel soggetto, come ho specificato, la paura del contatto sociale. Ovviamente, il rimedio è la prevenzione che si realizza intensificando le opportunità relazionali, aumentando le occasioni di rapporto col mondo esterno, fortificando la capacità di entrare in comunicazione. Insomma, si deve eliminare ogni fobia sociale per far spazio ai rapporti interpersonali che salvano anche dalla depressione, ben consapevoli che il problema si elimina alla fonte.

Dunque, con la Festa dei Nonni vogliamo spronarli a convincersi che la società li rispetta ed ha bisogno di loro. E, come scrive G. Nuttin in Psicanalisi e Personalità-Ed.Paoline- vogliamo assicurarli che nessuno deve abbandonarsi alla depressione, ma deve evadere dalla propria solitudine perché sentirsi messo completamente da parte e trascurato, cioè essere uno che non conta nulla, equivarrebbe per lui ad una perdita della sua esistenza personale e sociale.

Quindi, il Nonno non deve sentirsi come un peso inutile, un investimento passivo non più sopportabile in famiglia, ma deve convincersi che, nonostante l’età, costituisce un valore soprattutto per il nipote, il cui reciproco affetto giova ad entrambi ma soprattutto a se stesso. Del resto, non sono io l’autore di questa riflessione. Ricordando vagamente Freud ricostruisco un suo concetto appropriato al nostro ragionamento. Il Padre della psicanalisi, ben conoscitore del profondo, osservava che i nonni, legandosi amorevolmente ai nipotini, soddisfano il loro bisogno di vivere, mentre i bambini, a loro volta, sono simultaneamente ricompensati con l’aiuto nello sviluppo del processo di socializzazione e con l’accudimento.

Ed allora cari nonni, venite tutti a scuola, mercoledì 2 ottobre 2013, alle ore 10.00. Vi attenderanno ansiosi e con entusiasmo perché i vostri nipoti intendono festeggiarvi manifestandovi affetto e simpatia. Vogliono dimostrarvi caldamente che siete prezioso tesoro di riserva per loro e per tutta la famiglia.

Vogliono pregarvi di non considerare la vecchiaia come l’età in cui si perdono fatalmente le ragioni di vivere; di non farvi sopraffare dal senso di inutilità e di angoscia.

Vogliono tirarvi su di morale e preservarvi dalla tristezza che insidia l’età avanzata.

Non vogliono perdervi perché date loro gioia e felicità con i vostri teneri sentimenti di compagni di giochi, di sostituti dei genitori quando mancano, di educatori che premiano e non puniscono, anche se qualche volta brontolando suscitate ilarità perché non tollerate le loro monellerie.

Insomma, vogliono testimoniarvi che siete per la loro crescita un punto di riferimento essenziale con i vostri consigli ed insegnamenti di saggezza e, perché no, anche con i vostri giusti rimproveri che svegliano la coscienza al rispetto delle regole.

Dunque, la nostra istituzione è in festa perché entrerete anche voi in gioco nelle sorprese che vi attendono.

I ragazzi dell’istituto alberghiero, come è loro costume di cortesia, offriranno degustazioni delle loro migliori creazioni culinarie a tutti gli ospiti.

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