INVITO alla Festa dei Nonni. Giovedì 2 Ottobre 2014, ore 10,00.

25 settembre, 2014 Archiviato in News

In questa settimana fervono i preparativi per omaggiare degnamente gli anziani e soprattutto i Nonni per il contributo attivo che offrono alla società mettendo a disposizione di tutti la loro saggezza e la loro esperienza. I nostri studenti  sono già mobilitati per creare un’atmosfera affettiva di eccezionale qualità; ma quelli che si distinguono nella gara per rendere l’accoglienza più sorprendente sono i bambini delle scuole del primo ciclo di istruzione , affaccendati nel creare novità infantili ispirate ai valori fantasticamente calati nella realtà emotiva che sicuramente incideranno sulla disponibile attesa della caratteristica sensibilità senile, in genere  poco o mal considerata dalle giovani generazioni tutte rapite dalla velocità del progresso tecnologico.

Ormai è risaputo che, con la legge 31 luglio 2005, n.159,  lo Stato Italiano ha sancito che il 2 ottobre di ogni anno si celebri la Festa Nazionale dei Nonni allo scopo di esaltare ed onorare il prezioso e carismatico ruolo educativo ed assistenziale che svolgono all’interno della famiglia e della società contribuendo, con la loro serena e stimata  saggezza e con la diuturna esperienza di vita, a fornire un inestimabile sostegno integrativo a tutti quelli che a diverso titolo sono impegnati nel promuovere il processo di crescita e socializzazione delle giovani generazioni.

In questo quadro, rientra il servizio di inestimabile aiuto che i Nonni amorevolmente e premurosamente offrono ai nipotini. Questa naturale tendenza viene da Freud psicanaliticamente interpretata come  necessità ineludibile, in quanto i Nonni, nel bisogno di attaccarsi ai nipoti, rivelano la tendenza naturale  ed istintiva ad attaccarsi alla vita.

E noi montessoriani, fedeli al dettato della legge, celebrandone solennemente la festa, intendiamo decisamente concorrere a vivacizzare fra il popolo il prestigio morale e sociale degli anziani perché li riconosciamo portatori di un patrimonio culturale e valoriale di civiltà che essi trasmettono ai giovani affinché se ne servano opportunamente come faro per illuminare il cammino della propria vita.

In cambio di questo dono, vogliamo assicurare i Nonni che ci battiamo per loro scongiurando ogni pericolo di emarginazione sociale, di disadattamento e di isolamento. Li incoraggiamo a non mettersi da parte e cadere in depressione, perché provvidenzialmente la vecchiaia biologica si è spostata di venti anni in avanti, aprendo alla vita la quarta età, durante la quale avranno ancora da imparare, come ci convince la lifelong learning.

Non devono sentirsi un peso ma valutarsi e comportarsi come persone che contano fino al termine del percorso vitale. Quando giovedì saranno fra noi  spiegheremo che la vecchiaia psicologica deve necessariamente predominare su quella anagrafica o cronologica e su quella burocratica( che entra in scena col pensionamento). La vecchiaia psicologica deve essere il sostegno di quella biologica  lenendone gli acciacchi e ricostituendo, fin dove è possibile, la gracilità della personalità. Essa consente di continuare le esperienza di vita, senza cedimenti in autostima; fa sentire ancora attivi e capaci di iniziative per crescere nella realizzazione piena di sé fino al termine dell’arco della vita umana, con lucidità e senza declino delle attitudini.

Screditeranno, in tal modo, le opinioni di tutti quelli che ritengono, ma a torto, che la vecchiaia sia da caratterizzare fatalmente con un sommario profilo deficitario di intontimento, soprattutto mentale, indistintamente per tutti, come la fase irreversibile di declino della vita.

Le statistiche, viceversa, dimostrano che non sono pochi  gli anziani che ostentano anche in età avanzata valide risorse e forti potenzialità mentali e caratteriali ancora efficienti ed efficaci che smentiscono i pessimisti i quali tentano di emarginarli, rottamarli e ghettizzarli. Tanto è vero che  quasi tutti i lavoratori sessantenni  chiedono in prossimità del pensionamento la consueta proroga per rimanere ancora in servizio o in attività, alla pari dei meno vecchi, in quanto si sentono ancora idonei a rimanere nelle forze lavorative. Cercano di differire quanto più possibile il termine del collocamento a riposo  per non sentirsi esclusi dalla vita attiva. Non accettano l’emarginazione forzata dal sistema produttivo.

Non sono pochi quelli che, per non cadere in depressione, si industriano diversamente per rimanere efficienti e lucidi nel contesto della convivenza, aggregandosi socialmente e rendendosi disponibili nelle associazioni di volontariato, mettendo a servizio  della collettività le esperienze accumulate e le capacità professionali, insomma cultura  e saggezza, per espletare attività utili alla comunità nei settori sociali e del terziario, sfatando così il pregiudizio secondo il quale l’anziano sarebbe un ingombro passivo perché ormai incapace di fornire un contributo al progresso sociale. E dulcis in fundo, va sempre aumentando nel mondo il numero delle Università della Terza Età,  frequentate dagli anziani avidi di aggiornare la propria cultura e di tenere le funzioni psichiche superiori in esercizio, mediante l’impegno di studio e di applicazione in diversi ambiti disciplinari, compreso addirittura lo sport.

Tornando alla FESTA, il 2 ottobre chiederemo, fra l’altro, ai Nonni di salire in cattedra per impartire una lezione di umanità, prendendo spunto dai loro vecchi mestieri. Ripercorrendo il loro passato, evidenzieranno luci ed ombre nell’esame storico della propria vita con particolare attenzione al mestiere o professione esercitati. Al termine del dibattito, consegneranno simbolicamente agli allievi la “staffetta” dei valori da loro coltivati, affinché ne traggano i frutti per orientarsi equilibratamente nella scelta della  loro vita operativa futura. Daranno consigli sui principi da rispettare per garantire la dignità dell’uomo di qualsiasi età in condizione di pace e di sicurezza, come ci suggerisce l’UNESCO.

Tutto sommato, insegneranno ai giovani che l’approccio alla terza età dipende dalla maniera in cui ogni soggetto ha opportunamente realizzato e vissuto l’evoluzione culturale con la capacità  di comprensione e gestione della realtà durante la giovinezza e l’età adulta.

La Festa dei Nonni da noi programmata, dunque, si sostanzierà in una celebrazione di civiltà che intende gettare un ponte ideale, ossia un legame spirituale, fra una generazione che tramonta ed una che è all’alba del proprio futuro, che prende coscienza che il destino autentico dell’uomo sulla terra è quello di eternare il trionfo dell’umanità interiore , declinata nella realizzazione del bene universale  con se stessi e col prossimo, trasmesso ed arricchito nei tempi con i capisaldi della pace, irradiata nella molteplicità dei concetti espressi dai suoi innumerevoli sinonimi dalle generazioni che si avvicendano sulla terra.

Gli alunni ringrazieranno i Nonni con un divertente musical.

Non mancheranno gli onori di casa disimpegnati dagli allievi dell’istituto alberghiero.

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