Aniello Ragosta, modello illuminato di cultura, di fede e carità.

27 aprile, 2015 Archiviato in News

Il giorno 17 aprile 2015 sono venuti a mancare il sorriso e la bontà di un integerrimo educatore, di un intellettuale illuminato, protagonista di una vita fervorosa vissuta con l’ardore di un’eccezionale ed incessante attività di apostolato caritativo, praticato e offerto per il bene del prossimo sofferente.

Tutti siamo riconoscenti e grati alla sua sacra memoria soprattutto per l’amore agli ammalati colpiti dal male incurabile del secolo, cui ha sempre offerto la sua premurosa, generosa, profonda ed inesausta e pertinace disponibilità di confortatore, alimentata da una tenace fede in Dio e dalla carità intesa come servizio e donazione di sé.

Esempio di virtù e di purezza d’ideali, infondeva fiducia e conforto, ottimismo e sollievo, sostenuto dalla guida spirituale del sacerdote don Franco Capasso, cui affidava il compito di illustrare l’aspetto religioso delle problematiche durante i Congressi Scientifici Oncologici, che instancabilmente organizzava, illuminato e confortato dalle meditazioni sulla memoria delle atroci sofferenze dell’angelica sua amatissima figlia Germana, la quale le riteneva un gradevole segnale col quale Dio le dimostrava la sua predilezione e le preannunciava di averla eletta fra i predestinati a godere del Suo amore nel regno dei beati.

Da questa grande fiducia nel disegno divino, il carissimo professor Aniello, all’atto della salita in paradiso di Germana, ebbe la sensazione di aver da lei avuto in eredità l’obbligo di continuarne la missione terrena, consistente nel sapersi donare al bene del prossimo, confortando soprattutto gli ammalati di cancro.

Il professore Aniello, illuminato da questo vaticinio della dolce Germana, animato da tutte le sue forze e spronato dal suo istintivo slancio vitale filantropico, riuscì a convincere da subito il valoroso Prof. Rosario Vincenzo Iaffaioli –Direttore della S.C. di Oncologia Medica Addominale – dell’Istituto Nazionale Tumori “G. Pascale”di Napoli – a formare un drappello di forza d’assalto d’illustri clinici volontari, disposti ad organizzare Convegni e Congressi divulgativi nelle scuole sulla prevenzione oncologica per onorare la memoria dell’angelica fanciulla.

Da loro abbiamo appreso, fra le tematiche scientificamente svolte: lo screening per le varie neoplasie, il rapporto tra cibo e sana alimentazione, epidemiologia dei vari tumori, etiologia, fattori genetici, prevenzione dello sviluppo del tumore, esami per la diagnostica precoce e tanti altri problemi e questioni che i programmi scolastici ovviamente non considerano, ma che sono essenziali per difenderci dai tumori.

Per tutto questo patrimonio culturale che è venuto ad arricchire la nostra formazione, ricordiamo con gratitudine la fermezza leonina del professore Aniello nell’insistere, per ben nove anni, mediante altrettanti Congressi scientifici, che ha promosso in questo privilegiato Istituto, nell’intento e nella volontà di modificare con consapevolezza rigorosamente scientifica, la mentalità, l’atteggiamento ed il comportamento di noi docenti, degli studenti e dei genitori di fronte ai nuovi problemi della salute per evitarci il lasciarsi andare del fatalismo e dal pessimismo.

Pressato dal fenomeno dell’inquinamento della Terra dei Fuochi, ad un palmo di terreno da noi, il prof. Aniello metteva in luce e propugnava la necessità della cultura non solo intellettuale ma soprattutto della coscienza igienica, denunciando severamente con sdegno, a livello emotivo, a livello razionale e morale, l’inerzia dello sfacciato menefreghismo e dell’indifferenza diffusa verso l’adozione urgente d’iniziative formative per fronteggiare la necessità indilazionabile della lotta tempestiva all’incombente pericolosità della diffusione della morbosità cancerogena.

E noi tutti della Famiglia Montessoriana, convertiti dal suo autorevole carisma, non dimentichiamo l’efficacia della sua eccezionale azione propulsiva e l’esempio dell’appassionato personale impegno nel rendersi ispiratore e vivificatore di un fruttuoso programma di prevenzione generale di carattere sanitario, diagnostico e curativo.

Prima di finire questo breve contributo di riconoscenza, non ritengo superfluo qualche altro cenno sul valore del suo profilo umano in quanto permangono impressi in noi sentimenti che ne rendono indelebile il ricordo.

Nei suoi essenziali interventi durante i Congressi scientifici, da lui voluti e organizzati, il Prof. Aniello si sentiva felice di elargire i tesori della sua brillante, vasta e profonda cultura classica. Si esprimeva con chiarezza sempre più solare e con un discorso le cui parole sgorgavano prevalentemente dal suo cuore di padre, provato ma rassegnato, e di filantropo sempre religiosamente umile, caritatevole e buono. Ma non per questo gli venivano meno l’eccellenza del vigore, la fermezza della coerenza, la straordinaria sensibilità e la vivacità vibrante e felicissima di parola quando era necessario!

Del resto, era socraticamente cosciente delle sue doti intellettuali, della sua robusta cultura classica, della sua forza morale, della singolare saggezza pratica, delle sue caratteristiche temperamentali e caratteriali, della sua profonda spiritualità e delle sue virtù di uomo colto e giusto, dotato di forte sensibilità relazionale che rendeva piacevoli i suoi rapporti col prossimo.

Finisco, ripetendo che noi montessoriani abbiamo sempre apprezzato il suo affettuoso attaccamento alla nostra Istituzione, l’alta stima e premura di persona integerrima tali da imprimere traccia indelebile in tutti noi che lo ricordiamo con la certezza che si è riunito con l’angelica Germana nel Regno dei Giusti, là dove stanno godendo la ricompensa divina della beatitudine eterna, riservata a chi sulla terra offre se stesso, col pensiero, con la parola, con le opere e carità, a coloro che cercano una guida per formarsi una retta coscienza religiosa, morale e civile.

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