Lettera di saluto del Direttore Generale dell’Ufficio Regionale per la Campania.

16 settembre, 2015 Archiviato in News

Volentieri diramo la lettera beneaugurante della dott.ssa Luisa Franzese, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

I suoi graditi auguri intervengono provvidenzialmente in questo periodo turbolento di crisi antropologica ed esistenziale che sta investendo inesorabilmente il bacino del mediterraneo, l’Europa ed in particolare  questo  Paese.

La nostra nazione è anche impegnata nella riforma della scuola, che purtroppo  non sembra essere sempre attenta ai problemi profondi  della persona e della concreta realtà per seguire non di rado fenomeni effimeri e passeggeri di politica scolastica spuria che dissolve lo spirito dell’educazione ai valori in quanto reificati da strane immaginazioni. Mentre essi sono essenziali nella missione di garantire la realizzazione umana degli studenti e quella professionale dei docenti intese a fugare ogni deriva indotta dallo scetticismo invadente veicolato dalla buona scuola su quella storica  consacrata  dalla tradizione che s’intende rottamare mediante dogmatiche decisioni irrevocabili,  come quella dell’immissione in ruolo.

In questo quadro,  già alcune migliaia  di docenti, indotti con assegnazione coatta, imposta con dommatiche ed irrevocabili decisioni, pena decadenza e cancellazione di ogni diritto acquisito, obtorto collo, sono stati costretti a migrare e stabilizzarsi lontani da casa con l’effetto sconcertante e disintegrante dell’unità familiare, aggravata dall’impoverimento economico per le spese incidenti su uno stipendio di prima nomina già striminzito. Il Manifesto ha ritratto nel primo giorno di scuola la situazione denunciando che ” la scuola è stata ridotta a fabbrica territoriale della formazione con una manodopera sempre a disposizione… la scuola del caos che insegna a competere , a valutare e punire, quella che spinge a desiderare il potere che domina e sfrutta”. Mentre qualche altra voce, accanto al declino  delle nascite ed all’allarme degli insegnanti per la riduzione delle cattedre, annuncia che la buona scuola se ne infischia dei programmi. Vedremo!  Comunque, per il momento de hoc satis!  E stante ancora  alla saggezza di Virgilio, resistente alla rottamazione, che ci insegna che ab uno disce omnes, consentitemi di riferire che  su Il Mattino del 15 settembre rilevo che una docente ( tre figli di 20,17 e 12 anni) spedita a Treviglio, nel narrare i suoi disagi, sacrifici, dramma e disperazione , lamenta…la mia vita è stata stravolta: Mi sento distrutta. Declassata. In crisi. Non ho trovato un monolocale, non ho trovato nulla. Così sto in un alberghetto: 30 euro al giorno senza neanche la prima colazione, i primi centoventi euro che se ne sono andati. Il 10% del mio stipendio. Il Mattino  conclude:  “effetto Renzi”- dice chi non ha digerito filosofia, modi e tempi della cosiddetta buona scuola. Sullo stesso numero,  sempre di martedì scorso, un’insegnante della primaria, spedita in Lombardia, disperata dice: accettare questo posto di ruolo in Lombardia, per me ha voluto dire scombinare tutto l’assetto familiare, tutta la mia vita. Ho due bambini piccoli, la grande ha tre anni, il piccolino venti mesi. Per ora li ho lasciati a mia madre che lavora…Per il piccolo qui c’é solo il nido privato: 600 euro al mese, da sottrarre dai 1500  con gli assegni familiari in arrivo. Fatti i conti in tasca, non mi  resterà nulla. Mi sto comprando il ruolo! Orbene, accostando questi drammi al volo di Renzi a New York, costato circa 200.000 euro, giustificato fra l’altro con queste lapidarie parole E’ STATA GIGANTESCA OPERA DI COMUNICAZIONE, viene da riflettere: se quelle spese  fossero state devolute come bonus di prima sistemazione a tutti i docenti costretti a migrare, sarebbe stata una lodevole iniziativa istituzionale ed etica dello Stato per agevolare i suoi funzionari educatori  ad iniziare la carriera con serenità, motivazione e zelo a favore delle giovani generazioni  ossia dei futuri cittadini attivi e produttivi?

Intanto, noi montessoriani riprendiamo  responsabilmente il nostro lavoro educativo nel rispetto della normativa vigente, senza tuttavia farci  ledere la nostra dignità umana e professionale, il nostro diritto all’autonomia e libertà didattica, sotto i sinceri auspici della pregiata lettera del Direttore Generale  Luisa Franzese. Nutriamo nel contempo la speranza che di propria iniziativa intervenga con la sua competenza  tecnica il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per moderare  ed equilibrare i profondi sommovimenti che minacciano la cultura, i valori educativi che fondano l’etica ed i quadri di riferimento con cui interpretarli e farli comprendere dai nostri alunni per poter, senza preoccupazione per la serena esistenza, sviluppare armonicamente la crescita della propria personalità, senza freni di sceriffi perché la scuola non è una prateria di bestie e bifolchi  da addestrare, ma vivaio di relazioni umane,  dove i giovani imparano a costruire  il proprio progetto di vita , sotto la guida di docenti motivati e rispettati,  per inserirsi attivamente e con sicurezza nella realtà della convivenza e relazioni sociali  e produttivi dello star bene vivendo con dignità e rispetto reciproco.

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