INVITO a partecipare al Progetto di Didattica Veterinaria “Dimmi come mangi…” –Prima Tappa: Martedì 1^ marzo 2016 – ore 10.00 – Auditorio multimediale “Biagio Auricchio”.

26 febbraio, 2016 Archiviato in News

Informo le SS.VV. che martedì 1^ marzo 2016, nell’Auditorio multimediale, nelle aule laboratoriali e negli spazi del giardino e serra biologica, gli alunni della Scuola primaria effettueranno la prima tappa di un incantevole itinerario nel regno animale per svolgere un’interessante attività di ricerca- azione, finalizzata a scoprire nel contesto del mondo animale cause, motivi, bisogni e necessità di instaurare un equilibrato rapporto di vicendevole beneficio e di mutuo benessere, tenendo naturalmente conto della specificità dell’animale, alla luce del comportamentismo umano e dell’etologia animale.

Sarà sperimentato il Progetto di Didattica Veterinaria dallo stimolante titolo “Dimmi come mangi…”, lanciato dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari (ANMVI), in concerto con Arcoplanet ed elaborato dal Gruppo di Studio ANMVI di Metodologia Didattica Veterinaria, coordinato dalla dott.ssa Silvia Macelloni, con la supervisione del Prof. Giacomo Biagi- Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna.

Il “viaggio” sarà guidato e condotto dalla Dott.ssa Elena Raia, medico veterinario. Si snoderà nelle seguenti quattro piacevoli tappe, scientificamente calibrate ed orientate dal filo conduttore del titolo del Progetto, nel corso delle quali i bambini scopriranno e conosceranno gli animali in generale ed alcuni, fra quelli domestici, addirittura con la loro presenza a scuola:

1^ Tappa 1/3/2016: Carnivori – erbivori – onnivori;

2^ Tappa 8/3/2016: Erbivori;

3^ Tappa 15/3/2016: Onnivori;

4^ Tappa nel mese di aprile; Manifestazione conclusiva di feedback e dimostrazioni dei risultati conseguiti mediante l’esposizione in mostra degli elaborati prodotti dagli allievi.

E’ appena il caso di evidenziare che il processo di svolgimento del Progetto sul piano operativo concreto s’inizia da una domanda provocatoria sul concetto di “alterità animale” che, ricapitolando in sintesi il connubio fra etologia e neuroscienze, dà adito alla zooantropologia che indaga sull’interazione dell’uomo con l’animale, il cui vicendevole rapporto interattivo si rivela indispensabile per migliorare la convivenza reciproca. Anzi, gli studiosi asseriscono che per l’uomo tale alterità è addirittura la conditio sine qua non per definire, tramite il confronto, la sua stessa umanità.

Quindi, in opposizione a qualsiasi pretesa enfatizzazione antropocentrica dell’alterità umana, prevale la propensione ontologica a considerare che l’uomo nell’universo della vita non è il signore come già sosteneva Bacone ma parte della natura. E l’ANMVI, autorevolmente, interviene nel confermare addirittura che l’uomo ha il dovere di assicurare, nel migliore dei modi, il benessere e la conveniente qualità del cibo soprattutto degli animali domestici, rispettandone le specifiche particolarità etologiche e fisiologiche che fanno dell’animale un soggetto simile a noi stessi e non un oggetto allevato col fine di trastullo.

Ad avvalorare quest’argomentazione interviene una considerevole schiera di studiosi i quali con dati scientificamente inconfutabili asseriscono che la filogenesi della specie umana è stata congruamente influenzata dalla zoofilia. Ciò dimostra che dobbiamo considerare la congenita necessità che l’uomo, fin dall’infanzia, come precisa il Progetto dei Medici Veterinari, avverte, anche se in forma aurorale, che non è autosufficiente ed ha bisogno per crescere, fra l’altro, dell’alterità animale, nella sua irriducibile specificità, con la quale deve interagire e comportarsi secondo i canoni della bioetica animale e delle scienze veterinarie, con rispetto e senza violenza e discriminazione, avendo ogni animale la sua dignità.

Sicché, l’uomo, per diventare se stesso, ha bisogno di relazionarsi necessariamente fin da piccolo anche con l’alterità animale, con rispetto e senza violenza e  discriminazione.

Ed allora noi adulti col sostegno, l’assistenza e la consulenza veterinaria  svolgiamo  il compito di metterlo nelle condizioni di prendersi cura di un animale domestico, mettendolo a suo agio, nutrendolo, rispettandolo, amandolo, trattandolo affettuosamente non come giocattolo ma come un autentico amico col quale dialoga, gioca, si diverte e fa esperienze educative e di vita più opportune di socializzazione, di relazione, di apertura agli altri  esseri viventi, ossia alla diversità, con i quali impara a condividere sensazioni gradevoli ed affettuose. Talché il benessere dell’animale si converte in vantaggio per l’uomo. Si  trasforma per lui in energia salutare che lo ripaga lautamente del suo altruismo.

Questo fenomeno, secondo Auche Tellegen, studioso di psicologia del  temperamento della Minnesota University, produce un intimo legame fra il senso del benessere emotivo e le interazioni sociali. Ne deduciamo che i bambini, se fino da piccoli entrano in rapporto simpatetico con animali domestici, saranno indubbiamente  rinforzati nella tendenza abitudinaria ai comportamenti prosociali nel senso che saranno più disponibili verso gli altri. Al contrario, quelli che crescono senza fare tali esperienze gioiose saranno in genere portati ad isolarsi dagli altri, indipendentemente dai fattori ereditari.

Va da sé che le tappe del percorso saranno polarizzate soprattutto sulle problematiche riguardanti alimentazione, nutrizione, accesso al cibo e rapporto con esso nella specie umana e nelle diverse varietà di animali, all’interno della relazione interattiva uomo-animali-ambiente.

Download PDF versione stampabile

I commenti sono chiusi.