AUGURI per la PASQUA 2016

21 marzo, 2016 Archiviato in News

La Pasqua ormai vicina ci invita a riflettere col Papa Paolo VI che il misterioso miracolo del Cristo risorto ci insegna che solo impostandoli in termini mondiali l’umanità può sperare una soluzione ai propri numerosi crescenti problemi.

Principio questo che viene confermato e chiarito da Papa Francesco quando sostiene che Cristo si è incarnato, morto e risorto per salvare non solo il singolo ma il genere umano integrale.

Sicché ognuno, per guadagnarsi la felicità eterna e la serenità sulla terra, deve uscire dall’interesse meschino del proprio egoismo per incontrarsi con l’altro ossia col proprio fratello e insieme formare una comunità saldata sull’amicizia sociale per conseguire il bene comune, senza escludere nessuno.

Questo si comprende convincendosi che la propria salvezza si rivela incompleta, se non si consegue con la condivisione e la disponibilità verso tutti, nonché con la promozione e l’inclusione sociale, soprattutto degli umili e di chi ne ha bisogno.

In altri termini, si corona con la maturazione etica di una sentita preoccupazione per gli altri nel rispetto della solidarietà, della tolleranza e della pace. A tale proposito, il filosofo tedesco Jorg Splett, nei suoi studi di antropologia filosofica e teologica, ci rivela  la parola “magica” appropriata per realizzarla totalmente quando ci convince che la realtà fondamentale dell’esistenza relazionale concreta umana, è il dialogo autentico tra uomo ed uomo, ossia la considerazione dell’altro nel suo essere.

L’impresa non si presenta facile perché la situazione ed il panorama esistenziale che caratterizzano la vita contemporanea, soprattutto dei giovani, presentano criticità preoccupanti: la scuola è  in crisi e sussulto per innovazioni affrettate e non sempre equilibrate perché affidate ad astratti algoritmi iniqui e senz’animo nei riguardi dei docenti, mentre l’attività educativa e didattica privilegia meccanismi mirati prevalentemente alla valutazione delle funzioni cognitive trascurando la sfera emotiva e del carattere. Si cerca di cancellare l’integrità e l’irrepetibilità della persona di ogni essere umano, svalutata dalla snaturante omogeneizzazione uniforme che uccide le anime.             Si pretende paradossalmente che tutti gli alunni, in  spregio ai propri ritmi e potenziali risorse psichiche di apprendimento, raggiungano simultaneamente  e indistintamente gli stessi livelli tassonomici di apprendimento, ecc. . Purtroppo si ha sentore che la sferzante frenesia di cambiare della “Buona Scuola” stia travolgendo anche ciò che la storia della scuola ci ha tramandato e sperimentato di eccellenza qualitativa, imperitura ed universale.

Viene vietato l’accesso ai concorsi scolastici ai laureati non abilitati , mentre prima vi partecipavano almeno per abilitarsi mediante una meritata idoneità. Pertanto, sono costretti, da disoccupati, a prolungare gli studi universitari per abilitarsi, non senza considerevoli spese,  rimandando alle calende greche una degna sistemazione nel mondo del lavoro in paurosa crisi economica, mentre svanisce l’inizio della crescita facendo allontanare sempre di più il segnale di ripresa per l’occupazione dignitosa dei giovani. Ed allora si tranquillizzano e si assopiscono con chiacchiere, battute, annunci ed artate e sofistiche distorsioni della logica… E gli anni passano invano finché automaticamente si  autorottamano da soli per inerzia e per inedia!!!

Provvidenzialmente però la scuola militante consolidata, dal canto suo, fedele al  proprio compito storico istituzionale, cerca da se stessa di far fronte ad un tempestoso clima culturale, sociale, economico, finanziario, denso di problemi degradanti, per salvaguardare i valori alla deriva per la catena di scandali e corruzione soprattutto nelle istituzioni che provocano facili cadute di entusiasmo e del senso e del valore del giovane, nonché del proprio diritto di uomo, consapevole che promesse e chiacchiere dilatorie sono alcuni dei fattori che provocano, di conseguenza, disagio, disorientamento, distruzione, lesioni ed autosvalutazioni di sé e della propria dignità con lo strappo continuo all’interno dell’inventario delle proprie scelte.

Quindi, la nostra scuola  reale sta facendo del tutto per rendere vivibile almeno il presente con progetti educativi globali che aiutano i giovani a consolidare il loro protagonismo nella costruzione di un mondo migliore con la forza e la gioia nella prospettiva etica di un nuovo umanesimo radicato sui valori metafisici e non tornaconti di logica aziendale.

Li sta orientando, di propria iniziativa, a cautelare l’equilibrio e l’autostima, scegliendo e filtrando l’essenziale ancora incontaminato, mediante processi di istruzione non solo cognitiva ( dei quali si chiede conto ad un certo livello estraneo di sindacato docimologico), ma soprattutto di pratica educativa dell’intelligenza emotiva ed etica, consapevoli che devono imparare a ripudiare ogni automatismo irresponsabile, inconscio, irriflesso, vago, ambiguo e pernicioso. Quindi, si lavora per ridurre ansia, timori, tensioni e preoccupazioni fronteggiando lo stress e mobilitando tutte le risorse interpersonali del contesto scolastico per consolidare nei giovani la coerenza e la fiducia in se stessi, impegnandoli nel lavoro costruttivo del proprio progetto ideale di vita, che deve in loro convalidare la certezza del futuro garantendo il successo del proprio rilevante impegno.

Insomma la scuola auspica che si rivedano certe innovazioni per consentirle di riappropriarsi del suo ruolo storico di formatrice di libere coscienze responsabili di persone  mature, equilibrate ed autonome di attori creativi e non di spettatori, solo udenti e ripetenti, ma capaci di operare scelte autonome all’interno di una società a dimensione interculturale nel rispetto sentito e cosciente delle regole

Per buona ventura, proprio in questo periodo pasquale ci sovviene beneaugurante il discorso tenuto ai giovani cubani da Papa Francesco:…”Sognate cose grandi, non camminate da soli…. Non abbiate paura della speranza, non abbiate paura del futuro perché Dio scommette su di voi, crede in voi….Con Lui impariamo a descrivere la realtà, a vivere l’incontro , a servire gli altri, a camminare nella solidarietà”. Invita, quindi, tutti a sperare, ma avverte che il cammino della speranza è arduo e avventuroso, motivo per cui occorre incedere uniti ed insieme, anche se diversi, in quanto l’isolamento non genera speranza.

Ed ecco il corollario del suo insegnamento che mi permetto di tradurre e declinare in messaggio augurale, a nome mio e di questa Istituzione, a tutti i destinatari della presente comunicazione :

Diamo il meglio di noi stessi per aiutare il mondo ad essere diverso. Accettiamo e accogliamo chi la pensa diversamente per poter tutti insieme  cercare il bene comune. Del resto, Gesù è venuto da noi per percorrere la stessa strada. Dunque, in Sua compagnia non dobbiamo temere il futuro, né avere paura della speranza.

Buona  Pasqua

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