Progetto didattico “Napoli Movie, alla scoperta dei luoghi, monumenti, spazi urbani dei film girati nella Città di Napoli”. Martedì 5 aprile 2016.

30 marzo, 2016 Archiviato in News

I nostri studenti, grazie alla disponibilità del Dott. Antonio Caliendo, dirigente responsabile del Museo Aperto “Ufficio didattico”  sono già da alcuni giorni mobilitati nello svolgimento dell’indicato Progetto predisposto dall’Ufficio Museo Aperto del Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali, in collaborazione con l’Ufficio Cinema della Cultura, Turismo e Sport della Direzione Centrale del Comune di Napoli. L’iniziativa si svolge in due fasi. Durante la prima i nostri allievi stanno assistendo al film PASSIONE – Regista John Turturro – oggetto di studio mediante cineforum. Seguiranno poi visite guidate da esperti messi a disposizione del Comune là dove è stato girato il ciak che contiene le realtà storiche interessate, ossia la chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Lago Banchi Nuovi,  quella di S. Giovanni Maggiore al Largo omonimo e Pignatelli- Cappella Pappacoda. Il Progetto, quindi, intende sensibilizzare e indirizzare gli studenti alla scoperta del patrimonio museale, degli scavi archeologici, dei luoghi, monumenti e degli spazi urbani, nonché alla visione  dei film girati nella città di Napoli per migliorarne la conoscenza e, secondo noi, per contrastare il degrado culturale e civile che sta alimentando la devianza e la delinquenza minorile col proliferare delle baby gang.

Realizza la stupefacente e lodevole impresa culturale, formativa e pedagogica con strategia robusta, palpitante ed efficace che colpisce nel segno la curiosità. Accende l’interesse, l’emotività e la brama di conoscere la realtà culturale dal vivo e dalla prospettiva di chi la ritrae esaltandone e contestualizzandone i valori che tramanda. Infatti, come spiega l’Ufficio didattico, il Progetto si propone di fornire l’opportunità di armonizzare e fondere progettualità, azioni, recitazioni e fotografia, evidenziando che questa ed il cinema “hanno rappresentato una preziosa risorsa per migliorare la conoscenza della storia di Napoli e dei suoi beni ambientali e culturali”.

Per il nostro Istituto, che si vanta di essere membro della Rete scolastica internazionale associata all’UNESCO, la partecipazione attiva a questo meraviglioso Progetto, strutturato su un articolato sistema eccezionale di ricerca-azione, conferisce un cospicuo contributo ed un sostegno entusiastico al nostro fecondo Piano operativo riguardante l’Educazione al Patrimonio dei Beni Culturali e Paesaggistici.

Non ritengo pertanto superfluo permettermi di asserire che tutte le iniziative ed attività che realizziamo, in speciale modo con le visite guidate nell’esplorazione dei tesori e patrimoni in luoghi d’arte e di cultura, che ad oggi sono già numerose grazie allo zelo della docente referente prof.ssa Giulia Bruno, si ispirano alla Convenzione relativa alla tutela del Patrimonio  culturale naturale mondiale approvato dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 26/11/1972, che riguarda soprattutto la sua identificazione, protezione e conservazione. Quindi, alla luce dei valori e dei principi che li caratterizzano, noi montessoriani sensibilizziamo e sollecitiamo i nostri allievi a considerare i beni culturali rappresentativi delle diversità culturali e delle ricchezze naturali nella loro sostanziale entità universale, da salvaguardare come eredità dell’umanità intera, sensibilizzandoli nel contempo alla pratica dello sviluppo sostenibile, della collaborazione internazionale e della pace in ossequio alla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo  – ONU – Parigi 1948.

Pertanto, contro il degrado culturale e civile provocato dalla galoppante crisi della civiltà e dei valori umani, che sta stravolgendo il tessuto sociale e le norme legali ed etiche che lo regolano, quest’Istituzione mobilita  nella sua sostanza tutte le sue risorse umane, professionali e scolastiche per far fronte all’invadenza di stimoli e situazioni diseducativi, sollecitata dall’incalzante necessità che ogni educando, come attivo mediatore, sia opportunamente messo nelle condizioni di conoscere ed intendere la realtà com’era, com’è e come dovrà essere, per concorrere responsabilmente a garantire il progresso della civiltà.

Già Kant affermava che sono gli uomini che costruiscono il quadro della loro esperienza, senza farsi plagiare e conformare dalle derive del  determinismo storico-sociologico. Su questa linea, nella nostra scuola, aperta e flessibile, aiutiamo i nostri allievi a conoscere e gestire gli eventi della vita e le situazioni della realtà materiale ed immateriale, autonomamente e responsabilmente, allargando i loro orizzonti culturali, cognitivi, emotivi, affettivi e sociali nello spazio e nel tempo per esplorare le radici della cultura e riflettere su come la promoviamo e trasformiamo per affidarla coerentemente alle generazioni che prenderanno il nostro posto nell’impegno di assicurare al meglio il progresso materiale e spirituale della società che rispetti in alto grado i valori della persona libera da ogni collettivismo soffocatore. Purtroppo, mentre sulla cosiddetta “Buona Scuola”  c’è chi strombazza,  diffondendo messaggi trionfalistici e spifferando con chiacchiere accattivanti le sue innovazioni, l’Eurostat tuona seminando sgomento nel rivelare che la scuola italiana, al contrario, è maglia nera in quanto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata all’educazione  si classifica  all’ultimo posto ed al penultimo per quella indirizzata alla cultura. Intanto, è scoppiata la “guerra” dei ricorsi da parte dei docenti e sindacati sulla sibillina e caotica sistemazione o meno dei  demoralizzati non di ruolo.  Noi  montessoriani non ci facciamo scoraggiare e non demordiamo. Come scuola unescana continuiamo ad educare i nostri allievi a  partecipare con convinzione e coscienza alla vita culturale della comunità anche mediante l’indispensabile processo educativo al patrimonio dei beni culturali, archeologici e paesaggistici. La confacente strategia apprenditiva non si limita ad una conoscenza epidermica, ma indaga in profondità per coglierne l’essenza, mediante la ricerca-azione, onde consentire all’educando di comprenderne e vivere i valori che riconosce fondamentali alla costruzione dell’identità ed al consolidamento del senso di appartenenza e di solidarietà. Con questo itinerario il nostro allievo si convince che le  scuole della nostra Istituzione sono decisamente impegnate nel far maturare la coscienza che tale ricchezza va attivamente  valorizzata  per la sua valenza istruttiva e per la sua potenzialità educativa, che si sostanziano in funzione civile. Si persuade, inoltre, che l’impatto  con tale patrimonio  non può essere ridotto e sminuito a mero affastellamento nozionistico di insegnamento scolastico a senso unico trasmissivo, alla stregua di una delle discipline  del programma. Invero, si rende conto che il patrimonio in parola è la fonte illuminante e integrale di tutte le discipline. In quanto global education le ingloba, le compendia e le armonizza trasversalmente con modalità interdisciplinari implicando, integrando ed equilibrando scientificamente contenuti e linguaggi diversi, accordati nella fusione di approccio attivo non solo di tipo cognitivo e razionale, ma allo stesso tempo e misura di tipo emotivo e creativo.

Termino, ringraziando il Comune della Città di Napoli che, col suo meraviglioso Progetto NAPOLI MOVIE, offre un’ineccepibile dimostrazione concreta alle istituzioni, nazionali e transnazionali, ed a tutti i cittadini  che l’educazione al patrimonio deve essere l’elemento fondamentale per le politiche europee.

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