INVITO a partecipare all’annuale giornata celebrativa in onore dei nonni che si svolgerà con lo slogan “I Nonni insegnano con antico vigore, alimentato dalla loro grandezza d’animo che vince la fiacchezza dell’età”. Lunedì 3 ottobre 2016, ore 10.00. Auditorio multimediale “Biagio Auricchio”

27 settembre, 2016 Archiviato in News

Carissimi nonne e nonni, ormai è noto che dal 2005 nel nostro Istituto celebriamo con la più opportuna solennità la Festa dei Nonni, istituita dalla legge del 31 luglio, che il legislatore fa coincidere con la celebrazione dei festeggiamenti degli Angeli Custodi.

Tutti si chiedono perché tale coincidenza. Ebbene, la risposta è palese perché  è  implicita. Lo Stato da laico si converte alla religione. Riconosce ai nonni la mistica vocazione naturale e la concreta funzione di essere i sostituti  degli Angeli celesti sulla terra.

E’ un omaggio meraviglioso con il quale si esaltano e si sublimano l’amore premuroso e l’affetto profondo ed immenso dei padri e delle madri dei genitori dei loro nipotini per proteggerli da ogni pericolo e farli crescere buoni e felici. Ma nel tempo stesso svolgono un ruolo educativo e formativo, nonché di guida sicura nei loro riguardi con tanta pazienza, tenerezza e saggezza, a cui i nipotini rispondono con gratitudine e stati d’animo affettivi di gioia ed emozione che rendono l’anzianità e la vecchiaia meno uggiose, garbate, trattabili, condite di cortesia e colorate da pazienza e non turbate da brontolii e irritabilità, che sono tendenze che caratterizzano  spesso soprattutto  quei nonni che si trovano nella fascia di età  compresa tra i 65 ed i 74 anni, che sono per consuetudine denominati vecchi, a parte la considerazione  che  nell’epoca odierna si verifica che si diventa nonno già all’età di 35 anni.

Comunque, è innegabile che i nipotini amorevolmente consentano, insomma, ai nonni di alleviare l’invecchiamento e di vivere la vecchiaia in pace. E questo faceva  già dire a Cicerone, vissuto nel secolo prima della nascita di Cristo,  che non c’è  cosa più piacevole di una vecchiaia circondata  dalla gioventù.

Con la manifestazione di lunedì soprattutto i bambini più piccoli dell’istituto intendono esprimere ai nonni la loro gratitudine per la loro presenza nella propria vita che ritengono fondamentale e indispensabile per farli sentire sicuri ed amati. Vorranno esprimere la più fervida riconoscenza  per  l’affettuoso   potenziale educativo e patrimonio culturale con i quali li  aiutano  a crescere disponibili, generosi ed altruistici nelle relazioni e nei rapporti sociali, instaurando sereni ed equilibrati contatti con tutti. E, come insegna la Montessori,  dimostreranno che sono a loro grati  perché insegnano  con il loro esempio, fra l’altro, a stabilire rapporti positivi con l’ambiente.

E’ chiaro che all’entusiasmo dei bambini ci uniamo compiacenti anche noi  per chiedere ai nonni di darci una mano nella nostra attività quotidiana intesa ad aiutare la crescita della coscienza e delle risorse valoriali mediante la sensibilizzazione e lo sviluppo dell’autostima e della motivazione ad apprendere.

Talché crediamo fermamente nella generosità e saggezza dei nonni, felici di offrirci il  loro contributo di esperienze efficaci nell’educazione sociale ed umana delle giovani generazioni.

Pertanto, li  invitiamo  nella loro qualità di nonni, di genitori, di amici e di insegnanti predestinati ad accettare l’invito e venire a scuola per impartire a noi tutti la loro lezione magistrale, in quanto con il pedagogista Maritain  li stimiamo “animali (ossia uomini) storici portatori di valori assoluti della persona spirituale che opera nel tempo e nella società”. La lezione, pertanto, consisterà nel racconto fantastico ed affascinante di esperienze vissute, capaci di meravigliare bambini ed adulti per i valori etici e regole da rispettare per il bene comune e la giustizia sociale.

Dimostreranno che sono depositari di una cultura vissuta, sentita e ritenuta ricca risorsa di forte efficacia nell’aiutare i giovani a costruire il loro profilo culturale in grado di consentire loro di assumere  la responsabilità delle proprie scelte nella costruzione e realizzazione del personale progetto di vita.

Daranno una dura lezione a tutti quegli esponenti politici apicali  stabulanti e traccheggianti nella loro farfugliante mediocrità che, paradossalmente invasi dalla presuntuosa follia maniacale di onnipotenza, con furore dissacrante  e con iconoclasta furia prepotente, vanno predicando e praticando istituzionalmente la rottamazione degli anziani.  Ma questa empietà contro i vecchi, che dovrebbero essere invece venerati, naturalmente si sta in realtà tramutando nella loro auto rottamazione in quanto gli anziani resistono contro i loro assalti in  forza della loro cultura e saggezza adamantine, mentre  essi, anche se ancora giovani, per mancanza di freni e ripensamenti, stanno logorando anticipatamente la propria dimensione etica giovanile, inebriati dalla loro baldanza incoerente, erosa dallo spregio del rispetto della moderazione e dell’equilibrio.

Giancarlo Tartaglia scrive sul web che con le elezioni comunali del 2016 il rottamatore è stato rottamato. Salvatore Sfregola tenta di calmare le acque con ponderate e coerenti riflessioni partendo dall’esperienza la quale ci insegna che ci sono vecchi giovani e giovani vecchi. Avvisa  Renzi che “serve cambiare e non rottamare sulla base dell’età anagrafica. La soluzione migliore deve basarsi sulla valutazione critica del bene e del male che hanno fatto le generazioni precedenti perché le prospettive del dopo siano concretamente realizzate. La distinzione non è tanto da riferire all’età quanto alla bontà delle idee ed alla loro praticabilità”. Pertanto, avverte che, per dirimere scontri e conflitti e per evitare che le prospettive del futuro possano essere velleitarie, è necessario instaurare fra le varie età un clima di sincera fiducia per una collaborazione virtuosa  sostanziantesi nell’assunzione, da parte dei giovani, dell’esperienza dei vecchi come momento di riflessione e di confronto. A tanti superficiali tragicomici rottamatori (che ci fanno ricordare don Chisciotte della Mancia), narcisisticamente esaltati da sofismi, che Roscellino chiamava “flatus vocis”, ossia  vuote emissioni vocali adatte solo per festival dell’effimero e delle chiacchiere, risponde scientificamente agguerrito lo psicologo Ezio Aceti  nel volume dal titolo “Nonni oggi. Se non ci fossero bisognerebbe inventarli. E’ una  raffica di missili contro ogni raggruppamento di tipo di armata brancaleone che, lottando la vecchiaia, sbaraglia e disorienta la gioventù, costringendola a non vedere niente, ossia né passato, né presente, oltre l’immediato. Eppure, la società si regge sopra due saldi pilastri: la memoria dei vecchi e le potenzialità dei giovani. Se ne cade uno, è inevitabile la catastrofe.

Nel vantarci che tutti i nonni dei nostri scolari sono vecchi giovani, li preghiamo di aiutarci nell’insegnare ai piccoli che l’umanità può assicurarsi il futuro non solo mediante lo sviluppo sostenibile, ma soprattutto se rispetta e cura i vecchi in quanto sono  risorse preziose del precedente progresso. Auguriamo loro (compreso il sottoscritto) di godere  lunga ed attiva vita, tenendosi allenati con equilibrio e saggezza, come il filosofo Gorgia da Leontino, nato nel 493 a.C. il quale, come ci tramanda Cicerone, all’età di 107 anni scriveva ancora libri!

Con l’auspicio che il popolo s’impegni a far comprendere alla mediocrazia che nonni e anziani costituiscono con i giovani l’unico ponte imperituro di reciprocità intergenerazionale, solidamente cementato da saggezza, amore e valori in grado di assicurare, con la continuità fra vecchi e giovani, il processo della civiltà fino alla fine del mondo, l’Istituto  Montessori non abbasserà mai la guardia nella battaglia per il trionfo reale di tale ideale.

Durante la celebrazione gli allievi dell’Alberghiero provvederanno a condire il nostro augurio con la loro sorprendente e dolce creatività in omaggio alle nonne ed ai nonni, esperte guide illuminate e modelli ineccepibili di condotta.

Grazie e buone lezioni!

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