INVITO alla Festa degli Alberi 2016. “ Gli alberi e le rocce nei boschi ti insegnano cose che nessun maestro ti dirà” -scrive San Bernardo da Chiaravalle. Però anche nel nostro laboratorio scientifico ed in quello naturale della serra biologica e del giardino si rivelano a chi li sa ascoltare e trattare. Come negli anni scorsi, arricchirà la manifestazione il prezioso contributo scientifico dell’ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili). Location: Auditorio multimediale “Biagio Auricchio”, Giardino e Serra biologica, laboratorio scientifico.

18 novembre, 2016 Archiviato in News

Gentilissimi Destinatari, siete tutti invitati mercoledì 23 novembre 2016, ore 10.00, per partecipare con noi alla  celebrazione della  tradizionale Festa degli Alberi durante la quale  i nostri allievi, soprattutto quelli che frequentano la scuola dell’infanzia  e quelli del primo ciclo di quest’Istituto, con la cooperazione del personale tecnico dell’Eduform si improvviseranno in verosimili “piccoli alberi parlanti” per narrare il ruolo che svolgono allo scopo di mantenerci in vita e per invocare da tutti il rispetto, la tutela e l’amore non solo per loro ma per tutta la natura.

Con la rappresentazione, di carattere soprattutto educativo e didattico, intendono dimostrare che nella nostra scuola, che si vanta di essere membro della Rete internazionale delle Scuole associate all’UNESCO, siamo tutti  impegnati nel consolidare la nostra competenza per  rendere sempre più fruttuosa la  personale missione  intesa  a diffondere ed alimentare  fra i cittadini ed immigrati la motivazione ad impegnarsi nella maturazione di una sana coscienza ecologica soprattutto nel garantire la sopravvivenza del genere umano, contrastando chi dissennatamente sta aggravando la crisi ecologica.

La manifestazione prenderà l’avvio nell’auditorio multimediale nel quale, mediante la strumentazione tecnologico-didattica più  avanzata,  gli ambasciatori  Dott.ssa Daniela Gentile e Angelo della Vecchia, affiancati dall’ing. Antonino Pardo  illustreranno il Progetto Il Sole in Classe, che è un programma variegato di ricerche azioni strategicamente educative per far nascere e coltivare nei giovani, fin dalla infanzia la coscienza e la mentalità ad utilizzare fonti energetiche alternative che si rifanno ai principi di ecosostenibilità. Si tratta di lezioni che stimolano alla conoscenza e utilizzo delle energie alternative e serbare incessantemente un comportamento sempre rispettoso dell’ambiente soprattutto per accrescere il risparmio energetico  e ridurre quanto più possibile la percentuale di CO2  col suo impatto devastante sull’ecosistema e sulla biodiversità a danno della qualità della vita e della sopravvivenza umana.

Per evitare l’annunciata catastrofe, i cui prodromi premonitori li stiamo già subendo con i bruschi cambiamenti climatici, interverranno poi i “piccoli alberi parlanti” che ci dimostreranno che l’unica alternativa per salvarci dalla vendetta della natura, che non tollera più gli scempi dell’ingratitudine umana, è quella di intraprendere un nuovo stile di vita fondato sulla cultura di nuove opportunità e nuove occasioni di salvezza, conciliando tradizione ed evoluzione scientifica, per caratterizzarsi come il modo di essere di un popolo civile, capace di cogliere e osservare le leggi  fondamentali che regolano l’armonia e l’ordine della vita degli esseri viventi in rapporto  con le altre creature.

Su questa linea, “i piccoli alberi parlanti ” si ispirano alla sacra magia di San Bernardo di Chiaravalle, patrono degli apicoltori, giacché individuano in Lui il maestro che ci indica come intercettare i problemi, portarli alla luce e cercare soluzioni. Lo strumento strategico che ci consiglia è il dialogo con la natura. Infatti ci avverte che troveremo le soluzioni più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ci insegnano cose che nessun  maestro ci saprà dire. Non sono queste asserzioni di carattere concettuale e filosofico. Ma sono osservazioni scaturenti da esperienze concrete vissute in simbiosi dal Santo nei boschi, dialogando con i suoi abitanti. Rivela che nei boschi andava volentieri a scuola. Solo lì, in quell’ambiente naturale incontaminato dalle insidie della tecnologia odierna apprendeva dai faggi e dalle querce ciò che non riuscivano a spiegare né i libri né i maestri.

Eppure, i  nostri allievi delle scuole di 2^ grado dimostreranno, ad adiuvandum, con stupefacente sorpresa, che le piante  rivelano altri segreti però nel laboratorio scientifico a chi le sa trattare. Su questa linea, si esibiranno con la dimostrazione di un interessante procedimento di estrazione e cromatografia dei pigmenti fotosintetici da foglie di basilico, i quali svolgono la funzione di catturare l’energia luminosa del sole per consentire alla pianta di svolgere la fotosintesi clorofilliana che consiste nella produzione di zuccheri, acqua e anidride carbonica. I pigmenti contenuti nelle cellule vegetali delle foglie sono costituiti: prevalentemente dalla clorofilla che ne caratterizza il colore verde e, in misura minore, dai carotenoidi di colore arancione-rosso. Alla luce di queste constatazioni scientificamente riscontrate, i nostri  studenti, coordinati dai proff. Ciano Alessio e Fusco Giuseppina, utilizzando appositi strumenti tecnologici, rileveranno e distingueranno in laboratorio questi pigmenti invisibili ad occhio nudo mediante acetone e carta assorbente speciale. Scopriranno come,  quanto e quando il processo fotosintetico della piantina di basilico sia condizionato dall’esposizione  delle foglie alla luce del sole, dall’inquinamento e dal buco dell’ozono.

Comunque, San Bernardo nel suo osservatorio silvestre non era un fantastico visionario. Era un mistico che, conciliando le credenze del paganesimo  e la fede del cristianesimo, rispettava la sacralità degli alberi in quanto li riteneva creature  fornite di spirito, senza però eccedere nelle derive del metodo superstizioso e mentalità di chi addirittura li venerava con culti alla pari delle divinità cui erano consacrati. Ad ogni modo , durante la manifestazione dal canto loro i nostri ”piccoli alberi parlanti”,  alla luce anche  delle loro ricerche sulla civiltà rurale vesuviana, vi racconteranno fra l’altro i motivi per i quali tanti poeti, scrittori, cantautori e soprattutto  studiosi di agronomia  esaltano  il valore della natura per il fascino ed i sentimenti che irradia la flora nostrana, per la vitalità dei suoi campi, per la freschezza degli orti e prati, per tutto il verde che in questa stagione autunnale si trasforma in pittoresco paesaggio per i  meravigliosi colori sfumati in cui spiccano i frutti di stagione .

Vi dimostreranno, altresì, che dagli stage presso le tenute locali e  dalla coltivazione delle piante nella serra biologica e nel giardino dell’istituto, che considerano “semplici  naturali  laboratori viventi  per eccellenza”, fin da piccoli si attivano da se stessi nell’alternanza scuola lavoro, coltivando nel contempo anche la propria intelligenza cognitiva e quella  emotivo-affettiva, in quanto si sentono apprendisti coltivatori e nel tempo stesso curano la  propria  pazienza, interesse, amore, soddisfazione, sensibilità, piacere, gusto, finezza, gioia e dispiaceri nel trattamento  di quanto seminato e piantato. Giorno dopo giorno sperimentano “ sul terreno”  la semina, la nascita, lo sviluppo e la raccolta, diversamente da come fanno i compagni più anziani delle scuole superiori, i quali vivisezionano i vegetali nel “sofisticato laboratorio scientifico”.

Sperimentano dal vivo che le piante producono soprattutto benessere in quanto, oltre ai loro frutti ed erbe commestibili, assorbono e fissano l’anidride carbonica e rilasciano ossigeno nell’atmosfera. Sono sentinelle della vita che combattono l’inquinamento ed  il gas serra. Ci difendono dalle calure estive , frenano i venti, si oppongono alla furia delle tempeste ed ostacolano gli eventi franosi, abbelliscono il paesaggio e determinano gli ecosistemi e l’ecologia.

Per tutto ciò, prima di procedere alla piantumazione,  inviteranno tutti a favorire i salvifici rapporti fra gli organismi viventi e l’ambiente di ogni ecosistema. Invocheranno affinché si intensifichino le iniziative di educazione ambientale e si intervenga per porre fine ad ogni indiscriminato sfruttamento dei boschi e degrado del suolo perché urge frenare la minaccia dello smodato riscaldamento climatico globale,  prodotto da perversi fattori umani. Esso sta provocando  l’innalzamento del livello dei mari per il fatale scioglimento dei ghiacciai dell’Antartico, la formazione di violenti tempeste, uragani, forte siccità ed altri catastrofici  eventi. Secondo quanto stabilito  l’anno scorso dall’Accordo di Parigi, ed in questi giorni( 7-18) a Marrakech dalla Conferenza  mondiale  dell’ONU sul clima, cui partecipano 196 Paesi, ci dobbiamo  tutti  mobilitare per correre ai ripari, considerato che il 2016 è stato accertato il più caldo, mai registrato, di tutti.

I “piccoli alberi parlanti” termineranno dunque la cerimonia implorando tutta l’umanità a contenere, quanto prima con i fatti, con la pratica e senza prediche egoistiche,  il riscaldamento climatico globale entro due gradi frenando la squilibrata emissione di anidride carbonica , favorendo la biodiversità e l’agricoltura sostenibile e ponendo fine alla deforestazione ed alla desertificazione in Italia e nel mondo.

Durante la cerimonia non mancherà poi il cortese sperimentato intervento dei nostri ospitali allievi dell’Istituto Alberghiero che offriranno ai presenti la degustazione di una premuta di  pregiati frutti del nostro territorio vesuviano.

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