Partecipazione allo svolgimento dell’evento “Il Rumore del Silenzio”, organizzato dall’Osservatorio di volontariato EvaProEva di Somma Vesuviana in occasione della Giornata Internazionale dedicata al rifiuto della violenza contro le Donne, che avrà luogo presso il Teatro Summarte. Giovedì 24 novembre 2016, alle ore 10.00.

22 novembre, 2016 Archiviato in News

Comunico che quest’Istituzione ha gradito con la massima disponibilità l’invito cordiale e premuroso a partecipare all’interessante manifestazione di cui all’oggetto, rivoltoci dalla dinamica Presidente dell’Associazione EvaProEva Vincenza Castaldo. La lodevole iniziativa ci offre l’opportunità per congratularci con tutti i membri del sodalizio impegnati con determinazione  nella lodevole ed incessante attività educativa alla paziente prevenzione ed all’energico e deciso contrasto alle violenze. Diamo atto ad ognuno di loro che s’impegna con entusiasmo, competenza, preparazione, coerenza e dignità nel delicato servizio di volontariato per la donna con un programma intensivo di iniziative condivise di civiltà e sviluppo sociale.

Nella qualità di Membro della Rete Internazionale delle Scuole Associate all’UNESCO,  che nello Statuto si propone, fra l’altro, di garantire il rispetto della legge, dei diritti  umani e delle libertà fondamentali a profitto di tutti, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua e religione, quest’Istituto riconosce che gli obiettivi e le tematiche delle operatrici di EvaProEva si allineano agli  scopi e funzioni della Costituzione dell’UNESCO del 1945  e, pertanto, sono compatibili col nostro Progetto approvato dalla prestigiosa Agenzia Specializzata delle Nazioni Unite.

Non avanziamo nessuna velleità in quanto realizziamo le stesse finalità.

Ammiriamo, pertanto,  l’impegno dell’Associazione  cosciente e convinto, animato da tensione ideale e concreta nell’affrontare e combattere i numerosi casi di violenza fisica, psicologica e sessuale nelle sue diverse  forme mediante la non tanto facile attività di aiuto, di sostegno, protezione, tutela e assistenza alle  vittime che li subiscono, incoraggiandole anche a rompere il silenzio e denunciare alle forze dell’ordine ogni comportamento persecutorio.

E’ questo il punto più arduo e impegnativo da affrontare a causa delle titubanze delle vittime che  quasi sempre non reagiscono, serbando il silenzio e non rivelano le torture e le umiliazioni che subiscono perché assalite dall’ansia, dalla vergogna e dalla sofferenza indotte dalla devastazione della propria autostima e della riservatezza della propria dignità. Insomma, non svelano le violenze di genere che subiscono in forza del tabù antropologicamente diffuso, ritenuto dal senso comune un vincolo inviolabile ed innominabile.

Pertanto, noi Unescani manifestiamo all’Associazione la nostra disponibilità alla collaborazione con lo scambio di idee e di esperienze condivise nel compito comune di sensibilizzazione al problema, di impegno alla prevenzione e di riflessione, con particolare attenzione alle conseguenze sulla salute delle donne prodotte dal maltrattamento, dall’abuso  e dalla violenza domestica.

In particolare, puntiamo soprattutto sul consolidamento della loro emancipazione culturale mediante l’istruzione e l’educazione dei giovani.

Su questa linea, siamo impegnati col nostro Progetto, trasversale a tutte le discipline, nell’orientare e motivare  i nostri allievi a riflettere che, nonostante l’autonomia, l’emancipazione soprattutto culturale femminile e la conquista degli altri diritti proclamati dall’ONU e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, riconosciuti, recepiti e adottati, nel corso dello sviluppo della civiltà nella società contemporanea da numerosi Stati, tuttavia sul piano concreto le condizioni della donna sono quasi generalmente  ancora precarie e tragiche a causa del crollo di ogni valore e di ogni ideale nei suoi riguardi.

Perdura  ancora, ed in maniera sconcertante, una diffusa mentalità consolidata sulla discriminante posizione subordinata della donna, perciò immutata rispetto al passato, secondo la quale la donna viene ritenuta ancora soggetto di proprietà dell’uomo in forza della presunta illusione della supremazia del sesso maschile.

E questa congettura si sta diffondendo con crescente intensità nel clima psicologico-relazionale di numerose realtà domestiche, là dove l’aggressività, travolgendo l’amore che come terza dimensione della persona dovrebbe scongiurare ogni sopraffazione, si scatena furibonda, inumana e travolgente sulla donna ritenuta, fra l’altro, il capro espiatorio delle  frustrazioni, del disagio, delle tensioni, rancori e furie scatenanti dell’inconscio maschile.

Considerato, infine,  che secondo l’ultimo  Rapporto  dell’OMS il 35 % delle donne nel corso della vita subisce qualche forma di violenza e che la più comune è quella subita da mariti, compagni e fidanzati, e ritenuto che i livelli di violenza salgono con costanza, tutti devono mobilitarsi per arginare il fenomeno con calibrate contromisure.

La nostra Istituzione, come specificato, ha riservato nel suo progetto UNESCO la sezione riguardante la sensibilizzazione e la prevenzione.

L’Associazione EvaProEva celebrerà la Giornata, come fa l’UNESCO nel pianeta assegnando addirittura una settimana, durante la quale sociologi, psicologi ed esperti del settore evidenzieranno ai cittadini le più urgenti tematiche sulla violenza di genere e le sue attività offrendo a tutti elementi e indicazioni operative per la cooperazione preventiva.

Tanto premesso, la Dirigenza di quest’Istituto ha deciso che all’evento parteciperà un folto stuolo di studenti delle tre scuole di secondo grado di questa Istituzione condotti dalle professoresse Rosangela Angri e Mariagrazia Ingarra, nel rispetto delle modalità suggerite verbalmente.

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