Invito al pubblico evento dell’accensione del folkloristico falò della tradizione popolare che ogni anno caratterizza la festività in onore e devozione di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali, dei vigili del fuoco e di quanti con esso operano, dei macellai e dei salumieri. Martedì 17 gennaio 2017 – ore 10.00 – Giardino dell’Istituto.

13 gennaio, 2017 Archiviato in News

Dal 9 gennaio, giorno del rientro a scuola, dopo le feste natalizie, gli alunni delle scuole del primo ciclo, aiutati dai più grandi delle superiori, sono impegnati alacremente nell’allestimento del consueto pittoresco scenario in cui ambienteranno la tradizionale drammatizzazione durante la quale, prima della cerimonia dell’accensione e combustione del caratteristico sacro falò, si esibiranno in alcuni episodi leggendari rivelatori di civiltà contadina e di significati universali dei miracoli del Santo, dominatore del fuoco nel  liberare le anime dall’inferno, nel combattere i malanni da esso procurati ai viventi, come l’herpes zoster, e nel contempo amico dello stesso quando serve per combattere il buio e le tenebre, nonché per riscaldare soprattutto dal freddo invernale.

Considerato poi che nell’attuale età dilagano senza freno egoismo, vessazione, corruzione, estorsione ed ogni espediente che turba la carità e l’altruismo, la manifestazione assumerà le caratteristiche di un vero e proprio rito propiziatorio col quale i bambini invocheranno il Santo affinché illumini e riscaldi i cuori dell’umanità cattiva, malvagia, criminale e maligna mediante il fuoco del suo ascetismo taumaturgico, in modo che ognuno si converta e si liberi da ogni male e pregiudizio così che possa sentire, vedere e riconoscere in ogni altro essere umano un vero e autentico fratello per instaurare insieme una nuova vita, animata dalla cultura dell’incontro di civiltà per una convinta, solidale ed ideale convivenza pacifica.

Talché, le virtù portentose del Santo si tramandano fin dal secolo V, ossia fin da quando si incominciò a diffondere in Oriente ed in Occidente il culto del miracoloso Santo egiziano.

Da allora tutti i suoi devoti sparsi sulla terra riconoscono nell’accensione del falò votivo un’affascinante occasione di vita associativa e comunitaria, un rito cerimoniale universale che esplica numerosi significati mistici che esercitano molteplici ascendenti di natura sacra, di preghiera, mistica e laica nello stesso tempo, socializzante ed aggregante, estetica e tradizionale.

Il tutto si compendia ed esplica in riflessioni ed esperienze significative di rispetto reciproco (esteso con gli opportuni adattamenti anche agli animali), di equità sociale e di confronto culturale, finalizzate a ridimensionare al massino ogni deriva egoistica per far spazio al trionfo del bene comune.

In questo quadro, i bambini evidenzieranno la forte carità del Santo da cui attingere esempio per praticarla con affetto fraterno.

All’uopo, rievocheranno la leggenda secondo la quale il Santo, mosso a compassione degli uomini che soffrivano il freddo in un inverno rigido come questo attuale, con un drammatico sotterfugio, beffeggiò i diavoli a guardia dell’inferno che, per inseguire un maialino, dal Santo lanciato astutamente nell’ingresso, gli consentirono di rubare, a loro insaputa, con la punta di un bastone una favilla che consegnò agli uomini sulla terra per assicurare a tutta l’umanità il fuoco per riscaldarsi.

Da quanto finora raccontato, si evince che il nostro Istituto, che è membro della Rete Internazionale delle Scuole Associate all’UNESCO, considera la festività della devozione del Santo un’occasione propizia per esaltare una serie di attività corali affascinanti, dedotte da una tradizione folkloristica secolare, che coinvolge innumerevoli località Orientali ed Occidentali, la cui origine si perde nella notte dei tempi.

Questa, agganciando e fondendo civiltà e  cultura pagana e cristiana, si sostanzia in una preziosa mescolanza di storia, mito, usanze, costumi, credenze, superstizioni,  realtà e sentimenti incorrotti che costituiscono l’identità  di numerosi popoli con cui esprimono un potenziale simbolico che veicola valori etnici ed etici, soprattutto di natura dialogica e di comprensione reciproca, che si fondono in ideali educativi preziosi per  la crescita e lo viluppo spirituale delle giovani generazioni.

Tant’è che non sono poche le Non – Government Organization accreditate che ottengono il patrocinio dell’UNESCO per alcune manifestazioni popolari, centrate sui falò, pur non figurando queste in alcun ambito ufficiale degli elenchi del patrimonio orale, culturale e immateriale. Ed in Campania non sono poche!

Durante la manifestazione, come di consueto, gli alunni dell’Istituito Alberghiero offriranno ai presenti la degustazione di deliziosi omaggi creati dalla loro arte e maestria dolciaria.

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