Manifestazione aperta al pubblico:Celebrazione Giorno della Memoria della Shoah. Venerdì 27 gennaio 2017- ore 10,30-

24 gennaio, 2017 Archiviato in News

Siete tutti invitati a partecipare al Giorno della Memoria dell’Olocausto, di cui all’Oggetto, per commemorare insieme solennemente lo sterminio e il genocidio sistematici, perpetrati dalla follia del razzismo biologico  nel periodo ricorrente fra gennaio 1933, allorché Adolf Hitler divenne cancelliere della Germania con pieni poteri, e maggio 1945 quando terminò la seconda guerra mondiale in Europa. Fu questo il tragico devastante periodo in cui l’umanità fu investita dalla satanica catastrofe perpetrata dalla furia della pretesa superiorità della razza ariana (tedesca) per realizzare lo “spazio vitale” dell’egemonia pangermanica.

Relatori protagonisti speciali saranno gli alunni i quali in questi giorni  sono impegnati a gara nelle biblioteche e nei laboratori telematici per le opportune ricerche e riflessioni con l’utilizzo anche di speciali filmati, concordati nella progettazione di specifici percorsi didattici sulla Shoah dai rispettivi Consigli di classe e di Interclasse.

Nel Mein Kampf (La mia battaglia), opera che compendia  la delirante ideologia razziale nazista, i paranoici disegni e la volontà isterica e psicopatica  di Hitler, stanno rilevando alcune tappe dell’avvio alla “soluzione finale”, ossia allo sterminio degli ebrei e popoli inferiori col trionfo dell’uomo ariano, persona per eccellenza, che incomincia con l’aberrante sterilizzazione forzata nei confronti di 100.000 disabili, perché ritenuti biologicamente diversi, preceduta dal bagno di sangue  del 30 giugno 1934 col quale fra l’altro  gli ebrei, setacciati in Germania, Austria e Cecoslovacchia furono deportati nei campi di concentramento.

La tribolazione continua poi  con l’uccisione di altri  6 milioni circa di  ebrei, la cui razza era sempre ritenuta nemica mortale dell’umanità e con la lotta efferata contro l’ebraismo, che cinicamente era imputato come l’avvelenatore di tutte le nazioni, motivo per cui la persecuzione era spietata e inesorabile fino all’annientamento finale del giudaismo internazionale.

Al numero degli ebrei si aggiunsero quelli degli zingari, dei serbi, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova, malati mentali, sovietici, oppositori del nazismo.

La loro individuazione  ed eliminazione erano scientificamente pianificate addirittura a livello industrializzato dai vertici del Terzo Reich in centinaia di campi di concentramento, di lager e campi di sterminio, mediante soprattutto il ricorso alle pratiche terrificanti delle camere a gas, fra cui emerge per le feroci torture Auschwitz, in Polonia, denominata fabbrica della morte, meta in questi giorni del viaggio organizzato dal MIUR, guidato dal Ministro Valeria Fedeli ed altre personalità, cui partecipano 100 fra studentesse e studenti, fra quelli selezionati in quanto si sono distinti in progetti concernenti proprio la shoah.

A gettare benzina sul fuoco intervennero le leggi razziali fasciste nel  1938 che, con le persecuzioni e le discriminazioni, diedero man forte all’ambizione terroristica del nazismo.

A questo punto evidenzio che il lager di Auschwitz fu dichiarato nel 1979 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, della cui Rete delle Scuole Internazionali  Associate il nostro Istituto è Membro in quanto impegnato già da quattro anni nella realizzazione di un ricco Progetto, finalizzato a diffondere e realizzare i suoi ideali mediante gli obiettivi fondamentali descritti nella Costituzione dell’Organizzazione.

Rammento che l’UNESCO è l’Istituto specializzato delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura che svolge la missione di favorire la conoscenza e la comprensione reciproca tra i popoli, di diffondere la cultura e la solidarietà, di sviluppare le scienze sociali e consolidare la pace e la fratellanza.

Quindi, nella qualità di scuola impegnata nella realizzazione degli obiettivi dell’UNESCO, il giorno 27 gennaio 2017, come ogni anno, rinnoveremo solennemente in ossequio ai martiri del nazismo la nostra solidarietà e venerazione, garantendo a loro memoria la lotta ad ogni violenza per assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali a profitto di tutti, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione, che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli.

Su questa linea, i giovani relatori sensibilizzeranno tutti a conoscere e ponderare le tragiche e catastrofiche ideologie del nazismo, concretizzate con le efferate torture sadico-repressive, operate in massa, per riflettere sul presente e progettare il futuro, animati anche dall’esortazione universale di Papa Francesco il quale, come leggiamo sul Corriere della Sera del 16/1/2017, di cui svolgiamo il Progetto “Il quotidiano in classe” con l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, scrive ai giovani di tutto il mondo: “Alzate la voce, un futuro migliore dipende da voi….Lasciate risuonare il vostro grido. Siete voi a scorgere i segni del domani…. Molti giovani sono sottoposti al ricatto della violenza e costretti ad abbandonare il loro paese natio. Il loro grido sale a Dio, come quello di Israele schiavo dell’aggressione del Faraone”

Ed alla luce dei principi dell’Unesco i nostri studenti disdegnano le concezioni ideologiche naziste che, negando l’uguaglianza delle razze, attribuiscono i pieni poteri a quella più forte, penalizzando alla subordinazione quella peggiore e più debole. Condannano la pretesa del nazismo di procurarsi con la forza “lo spazio vitale” ritenendo follemente criminale che il genio dell’uomo ariano possa arrogarsi il diritto innato di schiacciare gli altri popoli.

Ed allora, con Mahatma Gandhi,  venerdì 27 gennaio ci inviteranno a riflettere che ogni uomo ha diritto ad essere uomo e che non si potrà mai aspirare alla pace finché l’uomo non si preoccuperà di assicurare che il fine non è mai separato dai mezzi. Al contrario, Hitler  affermava  che voleva raggiungere la pace con gli espedienti terrificanti della sua psicopatia criminale. Gandhi, viceversa,  oppone a ragione che la pace si ottiene con mezzi pacifici in quanto essa non è solo una meta, ma è anche il mezzo per arrivare alla meta. E ciò  in base all’inconfutabile postulato che il fine e il mezzo devono essere vicendevolmente coerenti. “ Non si può avere un albero buono da un seme cattivo”.

Pertanto, a tutte le vittime dell’inumano razzismo renderemo omaggio evocandone la sacra ed eroica memoria. Tributeremo la nostra devota riflessione ed esterneremo il nostro cordoglio perché furono seviziate in spregio alla dignità e sacralità della persona umana con satanica e sadica brutalità, scientificamente condotta nei lager, campi di concentramento, di sterminio e fabbriche di morte.

La visione di un film sulla Shoah concluderà l’interessante celebrazione.

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