“CARNEVALE assunto come maestro di integrazione culturale e religiosa nell’Istituto Montessori in quanto vede in ogni uomo il proprio fratello”. Invito ad assistere allo spettacolo folkloristico ed alla sfilata delle mascherine sabato 25 febbraio 2017 – ore 10.00. Auditorio multimediale “Biagio Auricchio” e piazzale dell’Istituto.

20 febbraio, 2017 Archiviato in News

E’ noto che Carnevale è conosciuto e festeggiato da tutta l’umanità come evento liberatorio, trasgressivo e sovversivo. E quale simbolo non solo della doppiezza, dell’opposto e dell’ambiguità, come Giano Bifronte, antica divinità romana amata dai giovani, il suo volto presenta a chi lo scruta bene anche un altro aspetto che è quello di educatore in quanto insegna il costume del vivere civile, il rispetto della legge, il recupero dei valori del popolo e la cultura della convivenza comunitaria e solidale contro l’individualismo omologante.

Tant’è vero che in numerose città del mondo è stato addirittura dichiarato dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.

Ebbene, verrà nel nostro Istituto, che è membro della Rete Internazionale delle Scuole ad essa Associate, in  veste di un moderno maestro per guidarci nell’approfondimento dettagliato di alcune considerazioni riguardanti l’evoluzione del processo dello sviluppo cognitivo ed affettivo durante le prime tre fasi dell’età evolutiva, tramite un approccio integrato basato sulle esperienze aurorali ma fondamentali, per orientare l’educazione del bambino alla comprensione dei diritti dell’uomo, onde promuovere la tolleranza, la cooperazione ed il rispetto degli altri popoli e della diversità di altre culture nell’attuale società  globalizzata della conoscenza.

Premetto che assumiamo Carnevale come maestro in quanto con il suo estro è in linea con l’antropologia pedagogica di M.Montessori. Talché da  versatile maestro di fama planetaria  intercetta  i bisogni intimi ed occulti dell’infanzia e si adopera per liberare la   vita potenziale  repressa  che si deve svolgere universalmente in tutti i bambini. Li svincola festosamente dagli ostacoli naturali ed antropici  che ne impediscono il normale sviluppo armonico ,organico e spirituale per la rigenerazione umana atta ad affrontare, con sicurezza ed armonia, la grande avventura dell’istruzione e della formazione con approccio integrato nel gruppo con la massima coesione possibile per opporsi insieme alla sfida del futuro.

I bambini, dalla seconda alla quarta fase dell’età evolutiva, che vengono definite epoche d’oro in quanto ogni cosa va fatta a tempo debito, sono stimolati da meccanismi intellettuali essenziali per lo sviluppo successivo in quanto attivano la capacità di rappresentazione fantastica e di identificazione con certi personaggi o modelli, nonché dalla sensibilità del magico e dell’ignoto.

Pertanto Carnevale ci insegnerà che occorre considerare con maggiore interesse questi fenomeni come momenti salienti del dinamismo dello sviluppo in quanto stimolano la fantasia collettiva, l’immaginazione e la riflessione promovendo il processo di socializzazione tramite il giuoco simbolico, che è l’antidoto contro la droga televisiva e telematica, che alimentano la solitudine e l’introversione di un incalcolabile numero di bambini.

Talché il bambino, a partire dal periodo pre-operatorio, ossia da quando la riflessione è ancora all’inizio, utilizza già la fantasia che è una funzione essenziale del pensiero e dell’attività umana. Con essa anticipa l’approccio diretto alla realtà manipolandola, scomponendola, trasfigurandola e sconvolgendola e poi viceversa ricomponendola con procedimenti ludici e riproducendola, magicamente depurata da ogni elemento e figura per renderla piacevole e compatibile con i propri bisogni, desideri e benessere. Insomma, si diverte a capovolgere realtà e fantasia, mondo reale e mondo immaginario trasformando la vita come gli pare e piace, alla maniera delle fiabe in quanto si finge quello che vorrebbe realmente essere.

Questo perché il bambino da sempre considera la vita nel mondo reale e in quello immaginario come una continua contesa fra buoni e cattivi dalla quale ne esce vincitore sempre l’eroe in cui si impersona. Su questa linea, pensiero magico, che è la caratteristica dello stadio pre-operatorio, e fantasia consentono al bambino di manovrare e trasformare come gioco la realtà ed il mondo che s’inventa, ossia le rappresentazioni fantastiche e l’inverosimile. Tanto è vero che con l’animismo attribuisce vita e coscienza addirittura agli esseri inanimati.

In questo quadro, ne deduciamo che il mondo fantastico ed immaginario costituiscono per il bambino esigenze psicologiche imprescindibili che si esprimono mediante lo sviluppo della vita affettiva.

Orbene, ho ritenuto indugiare su queste riflessioni introduttive in quanto personalmente le considero un veloce percorso assolutamente necessario per confermare che le tendenze psicologiche naturali ed i fattori basilari dei processi di socializzazione sono essenziali al bambino per maturare nella crescita fisiologica ed in quella percettivo-motoria, nonché nello sviluppo intellettuale, che è condizionato da quello affettivo che determina i processi di socializzazione. In questo quadro, come osserva H.Wallon, organismo ed ambiente interagiscono a condizione che le componenti biologiche raggiungano la maturazione naturale.

Si spiega così perché i precedenti Orientamenti didattici per la scuola materna ponevano in evidenza che lo sviluppo del bambino non deve essere inteso come circoscritto alle attività conoscitive in quanto la sua crescita intellettuale è strettamente collegata alla maturazione affettiva e sociale.

Quindi il bambino è un’unità psicofisica complessa che mediante l’attività conoscitiva e quella affettivo-emotiva attua il suo processo di socializzazione. S’integra nel gruppo sociale assimilando e adattandosi alla realtà del mondo socio-culturale identificandosi con modelli validi ed introiettando le norme di condotta della legale convivenza. Ed in questa non facile impresa siamo intenti noi montessoriani.  Infatti, creiamo le condizioni positive per promuovere e sollecitare i piccoli ad impegnarsi attivamente, mediante l’interazione ed esperienze personali, nella realtà concreta, per conoscere e rendersi conto della natura di ciò che ci circonda e degli eventi che modificano la situazione.

Alla luce di quanto finora argomentato, balza evidente che l’assunzione del Carnevale, quale simbolo dell’ambiguità fra realtà e finzione, è oggetto nel nostro Istituto di ricerca- azione per le sue forti valenze psicologiche, educative e formative e per i valori antropologici, storici e sociali. Nel tempo stesso fa bene ai bambini perché è essenzialmente festa del divertimento, della gioia, dello svago e della spensieratezza. Soprattutto i bambini, per effetto del meccanismo psicologico dianzi esposto, volano con le ali della fantasia in un mondo in cui, smettendo di essere se stessi, si sentono diversi da ciò che sono. Si divertono travestirsi celando la propria identità, immedesimandosi nel personaggio preferito per soddisfare bisogni e desideri rimossi e irrealizzabili, dando nel contempo segnali di quello che vorrebbero essere da adulti. Piegano così la realtà a loro piacere in situazioni favorevoli soltanto per i buoni e svantaggiate per i cattivi. Mescolando coscienza e inconscio, danno luogo a rappresentazioni mentali e fantasmi immaginari che trasfigurano oggetti, eventi, situazioni e fatti reali.

Orbene, su questa linea la celebrazione del Carnevale diventa per la nostra filosofia e metodologia pedagogica uno degli eventi folkloristici e culturali che offrono l’opportunità di un potenziale psicologico motivante e stimolante per aiutare i bambini, soprattutto quelli provenienti da contesti marginali e di altri Paesi, a prendere coscienza, mediante la partecipazione alla festa del divertimento, del giuoco, dello svago e spensieratezza. Sviluppano così la consapevolezza di sé, l’autostima e le misure dalla propria cultura confrontandosi reciprocamente per una crescita umana e personale che consente di vedere nell’altro il proprio fratello, disseminando i risultati dell’esperienza come buona pratica.

Ormai, dopo i lavori di abbellimento a gara delle proprie aule con maschere, festoni ed altri ritrovati e motivi carnevaleschi, già nei nostri laboratori, trasformati in operosi e stimolanti atelier, ludicamente operativi,  i bambini polarizzano l’attenzione ipotizzano, calcolano, paragonano , discutono, fanno differenze  e analogie, scelgono e creano. Diretti da insegnanti e genitori sono impegnati nella creazione di maschere ed abbigliamenti per il travestimento. Per allontanare ogni forzatura imposta da quei genitori che insistono nel prescegliere loro i paludamenti indesiderati dai figli e che trasformano la festa in occasione di ansia, disagio, emozioni negative e fobie varie, provocate da situazioni ambigue, nei nostri atelier sono affissi cartelli che vietano ai genitori di sostituirsi ai piccoli e di rimettersi alle loro preferenze e desideri.

Del resto, i costumi devono piacere a chi li indossa e non a chi li impone. La prepotenza dei genitori soprattutto sui più piccini può tramutarsi in conseguenze fatali che “guastano per sempre la festa”, provocando traumi psicofisici, generatori di fobie terrorizzanti generalizzate di avversione irreversibili ad ogni tipo di costume.

Per non turbare, quindi, la lieta atmosfera di interscambio affettivo e di condivisione felice, ad ogni bambino è assicurata, pertanto, la facoltà di scelta del costume che desidera indossare nel giorno di Carnevale per esibirsi nella drammatizzazione da protagonista narcisistico e vanitoso, contento di vedersi apprezzato come maestro di virtù da tutti quelli che l’osservano sul palco e nella sfilata, inorgoglito dalla sua prescelta situazione magica e fiabesca con cui potrà fantasticare, creare ed illudersi di realizzare in piena libertà insieme agli altri il suo sogno represso durante l’anno.

Le maschere dell’Istituto Alberghiero allieteranno, dal canto loro, anche il palato con le loro dolci sortite culinarie della tradizione carnevalesca campana.

Download PDF versione stampabile

I commenti sono chiusi.