Sagra dell’uva. Piccoli vendemmiatori all’opera nel giardino dell’Istituto impegnati nel processo di vinificazione. Invito a partecipare all’evento.

26 settembre, 2017 Archiviato in News

I nostri allievi invitano tutti i destinatari a partecipare alla sagra dell’uva che avrà luogo giovedì 28 settembre 2017, con inizio alle ore 11,00, nel giardino dell’Istituto.

Saranno protagonisti tutti gli alunni del primo ciclo di istruzione con particolare impegno dei piccoli della scuola dell’infanzia i quali apriranno il festoso evento presentando i loro disegni e lavoretti e spiegando a modo loro i momenti del festoso evento. Ma prima  di passare ai dettagli del programma consentitemi di anticipare qualche riflessione  sull’importanza dell’evento prismatico per le sue valenze pedagogiche, sociali, economiche, storiche e via discorrendo, che sono in genere ovvie ossia di immediata comprensione. Noi siamo montessoriani e pertanto ci   premuriamo nel  valutare, organizzare  e concretizzare l’evento alla luce del pensiero scientifico di Maria Montessori, dal momento che per il senso comune è dato generalmente per scontato che la vendemmia è la raccolta dell’uva. Noi andiamo oltre nel riconoscere che la vendemmia ed i processi relativi  per i bambini rientrano nelle attività manuali  che attivano un insieme di operazioni meravigliose che,  fondendosi naturalmente, fanno sviluppare automaticamente capacità cognitive ed affettive mediante la mano, ossia il fare. Addirittura la nostra Maestra ci avverte che, se il bambino non lavora con le proprie mani, rimane ad un livello più basso nella formazione del carattere, con la conseguenza che sarà svantaggiato al punto tale da diventare incapace di ubbidienza e di iniziativa. All’uopo, elenca e propone giuochi graduali  di manualità e di vita pratica fin dai primi mesi di vita per coltivare gioia, calma, dedizione, costanza, attenzione, curiosità  e immaginazione riproduttrice e creatrice che sono funzioni essenziali per scoprire e manipolare la realtà. Infatti, la Montessori in un suo dei numerosi aforismi( di cui  sono tappezzate le pareti di quest’Istituto), così conclude: Grazie alle mani, che hanno accompagnato l’intelligenza, si è creata la civiltà: la mano è l’organo di questo immenso tesoro dato all’uomo.

A questo punto consentitemi una congruente divagazione, ma che valorizza l’argomento, col richiamo al pensiero dell’illuminista Voltaire il quale sul punto di morire disse: “Nella mia vita ho fatto qualcosa! Ho piantato tanti albori. In effetti piantò 4000 alberi nella sua immensa villa. Perché tanti alberi? Cerchiamo di capirne il motivo. Egli sostiene che noi umani siamo destinati ineluttabilmente a vivere in società. Orbene, nella convivenza solidale e cooperativa, libera e giusta, non c’è nulla che sia  veramente bene per ciascuno di noi se non è bene anche per tutti.  Non esistono per lui virtù autentiche se non quella che è utile al prossimo, ossia il bene. Esso è tale solo se ognuno senta il bisogno e il dovere di vivere felice in una convivenza operosa,  impegnato a svolgere la sua parte di lavoro che è l’unica forza in grado di liberarci dal male che ci ostacola nel cambiare il mondo in cui viviamo. All’uopo, per ben cominciare, se non troviamo altro, ci indica di  coltivare almeno un pezzo di suolo agricolo ossia un giardino dove è possibile conciliare società e realtà facendo esperienze pratiche vitali nell’agricoltura. Ecco perché in quest’Istituto teniamo attivo il giardino. Esso costituisce il cantiere naturale dove i piccoli imparano a produrre verdura e frutta  come se giocassero, mobilitando ed esercitando la capacità di lavorare in gruppo e nel tempo stesso crescendo in buona salute mediante  salutari condizioni di vita nel praticare il saper fare nel rapporto di cura con la natura e divertendosi a gustarne i prodotti, nel caso di specie l’uva, mediante soprattutto  i canali sensoriali che mobilitano il gusto che accresce il benessere.

Sensibilizzati dalle posizioni di pensiero della Montessori e di Voltaire gli alunni di tutte le scuole di quest’Istituto, orientati dai rispettivi docenti con intese interdisciplinari, sono impegnati già nella ricerca storica sui diversi metodi di coltivazione dei vigneti. Logicamente tutte le conoscenze sono fatte acquisire a spirale entro i limiti dei tipi di rappresentazione e operazione mentali propri delle singole età degli alunni. Su questa linea, i bambini utilizzeranno per la vendemmia il giardino come laboratorio di manipolazioni fondendo teoria e pratica nel processo di vinificazioni. Inizieranno con la raccolta dell’uva  e proseguiranno  liberando i grappoli  dagli acini  andati a male. Seguiranno la spremitura e la pigiatura in un mastello eliminando  poi  i  raspi. Raccoglieranno il mosto in apposito contenitori facendolo fermentare fino a San Martino allorché, come ci insegna Carducci nella poesia, “ogni mosto diventa vino”.

L’evento avrà inizio con una recita che prende spunto dall’antico proverbio  “ Il vecchio pianta la vite e il giovane la vendemmia”. Saranno recitate poesie e filastrocche, nonché narrati racconti. Sarà descritto ed illustrato  con disegni e lavoretti il frutto uva nella sua  composizione e contenuto con le sue proprietà salutari. Tutto sommato gli allievi ci dimostreranno il forte valore educativo della vendemmia assimilandola come arricchimento culturale interdisciplinare  di vita e del saper fare che li motiva ad amare e rispettare la natura quale fonte vitale insostituibile dell’esistenza.

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