Partecipazione all’evento “Il rumore del Silenzio”, organizzato dall’Associazione di volontariato EvaProEva contro la violenza sulle donne.

23 novembre, 2017 Archiviato in News

Diramo l’allegato invito della Presidente dott.ssa Cinzia Castaldo a partecipare alla 6^ edizione de “Il Rumore del Silenzio”, organizzata  dall’Associazione di Volontariato EvaProEva nell’ambito della Settimana di sensibilizzazione internazionale contro la violenza sulle donne.

L’evento si svolgerà venerdì 24 novembre 2017, dalle ore 9.00 alle 13.00, presso la sala consiliare del Comune di Somma Vesuviana mediante le modalità della tavola rotonda. Rappresentanze di studentesse e di studenti delle scuole secondarie del territorio si potranno confrontare con sociologa, psicologhe ed esperti del settore per concordare iniziative varie finalizzate a sensibilizzare gli animi contro ogni tipo e forma di violenza di genere. Le tematiche da discutere prenderanno spunto dai lavori presentati entro il 21 novembre dagli interessati e sono finalizzate ad adoperarsi affinché si smetta di usare ogni tipo di violenza nei confronti delle donne. Ebbene, non è questo un compito straordinario per noi. Talché il nostro Istituto è ufficialmente riconosciuto come membro  della Rete internazionale delle Scuole Associate all’UNESCO ed è bene informato che un donna su tre subisce violenza per tutta la vita. Pertanto, gli argomenti da trattare fanno parte integrante del nostro Progetto in quanto, come ci insegna  Irina Bokova, Direttrice Generale del prestigioso Ente dell’ONU, la violenza contro le donne è una violazione dei diritti e delle libertà fondamentali delle donne. Perciò la deprechiamo in tutte le sue forme e con l’UNESCO siamo impegnati a promuoverli e farli rispettare. Su questa linea, operiamo decisamente nel realizzare, fra i nostri obiettivi strategici, quello di  educare i giovani a contrastare la perversa diffusa mentalità nella quale è ancora saldamente radicata la convinzione stereotipa della supremazia del genere maschile che, secondo il consolidato pregiudizio sociale, considera la donna come un oggetto di proprietà dell’uomo e pertanto da trattare, mantenere e controllare in uno stato di soggezione permanente fino all’eccesso di comportamenti violenti ed azioni efferate ed inumane  culminanti nel femminicidio.

In questo quadro, l’evento organizzato dalla EvaProEva offrirà  l’opportunità di procedere ad uno scambio prezioso di idee, suggerimenti e proposte di efficaci interventi di contrasto e di eliminazione di ogni violenza domestica e di genere.   Noi educatori siamo persuasi che dobbiamo necessariamente partire da considerazioni di natura psicologica, socio-politica ed economica, interrelate ed interagenti, dal momento che non possiamo eliminare del tutto cause e fattori del fenomeno vessatorio  appunto perché non esistono rimedi e tecniche universali per cancellare la diversità essenziale della persona. Ed allora  sarebbe opportuno, fra l’altro, ricercare i motivi per cui, nonostante si sia addivenuti al riconoscimento giuridico e formale dell’uguaglianza fra l’uomo e la donna, persistono ancora radicati nella mente dell’uomo ideologie, pregiudizi, pretese, comportamenti discriminanti fisici, psicologici ed economici contro la donne. Eppure, le criticità remote e prossime che inducono la donna a condurre una vita di sudditanza fuori e dentro le mura domestiche sono considerevolmente condizionanti. Ad esempio, ci domandiamo a che punto è il fenomeno della equa condizione e completa integrazione della donna nel mondo del lavoro e quali sono le risonanze domestiche che turbano l’armonia della vita di coppia soffocando la libertà, la dignità  e la volontà della donna che mettono a repentaglio  la sua vulnerabilità.

Noi unescani ci mobilitiamo soprattutto con la prevenzione educativa precoce. Prepariamo bambine e bambini ad affrontare serenamente la futura vita reale degli adulti allevandoli nella nostra scuola dell’infanzia che, su insegnamento di K.H. Read, abbiamo trasformato in vivaio di relazioni umane dove, esercitandosi naturalmente in società organizzata su loro misura, operando, giocando e divertendosi insieme  nel relazionarsi,  comunicare, dialogare, imparano fin da piccoli a riconoscere ed accettare e condividere vicendevolmente gioie, bisogni e frustrazioni sviluppando così l’aurorale coscienza della differenza di genere  nutrendosi  di rispetto, armonia ed equilibrio. Li poniamo in situazioni e condizioni atte a stimolarli ad operare con comprensione reciproca rispettandosi collaborativamente e volendosi bene vicendevolmente. In questo quadro adottiamo modalità didattiche che privilegiano ricerca-azione ed esperienze comuni ed in gruppo. Talché partiamo dal presupposto che,  per formare donne ed uomini equilibrati che si rispettano e si amano a vicenda, dobbiamo consentire alle bambine ed ai bambini di essere se stessi per prepararsi ad una vita da adulti, spronata alla reciproca comprensione e fiducia. E’ questa la condizione necessaria per esercitarsi a comportarsi in maniera responsabile e cosciente per autocontrollarsi anche da adulti.

In effetti, dal punto di vista strategico ricorriamo all’utilizzo del potenziale educativo della socialità e della relazione di gruppi per orientare i nostri allievi fin dall’infanzia a saper vivere in armonia mediante giochi ed attività ludiche che favoriscono il rapporto interpersonale corretto con gli altri e la realtà ed escludendo  pertanto quelli  che spingono alla competitività ed all’arrivismo. Man mano che crescono aiutiamo sempre femmine e maschi a superare l’egocentrismo, ricorrendo al solidarismo. In buona sostanza evitiamo il pericolo che si trasformi in egoismo, esercitandoli ad agire sempre con uguaglianza e giustizia utilizzando la benevolenza, la comprensione, l’empatia e l’amore autentico. Sono valori questi che non si lasciano condizionare da  impulsi ciechi  e malvagi interni e coazioni esterne perché mobilitano la retta coscienza morale ispirata dalla carità sovrannaturale e dal bene comune. Il tutto espresso nel dialogo sincero, capace di risolvere e spegnere sul nascere ogni fraintendimento foriero di  eventuali maltrattamenti  e violenze soprattutto nelle mura domestiche.

Orbene, nonostante tutte queste strategie e premure, la scuola in genere non vince sempre tutte le sfide contro  la violenza alle donne, in quanto la sua attività educativa non presume paradossalmente di fare miracoli , come riterrebbe il comportamentismo di Watson. Infatti, ogni persona ha al suo interno un patrimonio genetico e un corredo di attitudini e  tendenze innate, autonome e  irripetibili, che vengono spronate nei casi di specie da stimoli esterni o ambientali. Nei confronti dei quali la scuola si mobilita, alle volte invano, nell’utilizzo di tutte le precauzioni, facendo leva sull’autocoscienza e sulla responsabilità dei maschi nel gestire le emozioni della sfera affettiva per frenare il comportamento persecutorio dannoso, lesivo della dignità e  della incolumità della donna. Ed ecco allora  il provvidenziale e benemerito intervento delle grintose ma generose paladine di EvaProEva, le quali con energica e decisa azione di prevenzione, di assalto, d’aiuto, tutela e assistenza alle sventurate vittime della cupidigia  maschile, rendono un servizio loro di salvezza che nessun altro è in grado di offrire,  ed alle studentesse ad agli studenti esempi educativi di generosa missione umanitaria e di nobile filantropia contro la  bieca e fraudolente misoginia.

Download PDF versione stampabile

I commenti sono chiusi.