Auguri Pasquali 2018

22 marzo, 2018 Archiviato in News

Con la Pasqua  noi popolo cristiano celebriamo la morte e la risurrezione di Cristo. E’ l’evento supremo col quale riflettiamo che essa è il nucleo centrale di tutto il mistero della nostra fede. E questa certezza ecumenica ci aiuta ad impegnarci quotidianamente  a risorgere con Lui, come ci insegna San Paolo, illuminati dalla  luce della bontà, della giustizia e della verità della Sua misericordia e perdono, che devono essere da ognuno di noi praticate come figli di Dio. Solo così possiamo partecipare alla vita di Cristo risorto il quale ci invita a liberarci soprattutto dall’egoismo, che è la radice di ogni peccato e vivere da uomini e donne rinnovati. Significa che dobbiamo tutti impegnarci a costituire e perfezionare continuamente una società coesa ed animata da amore fraterno, dalla solidarietà, dalla bontà e dal rispetto reciproco. Sono virtù queste che vanno  armonizzate e animate dalla carità e, come ci consiglia il cardinale Bassetti, dal bene comune.  Su questa linea, la Pasqua  ci dona la misericordia ed il perdono di Cristo, nonché la speranza, la gioia e la vita, le quali ci assicurano la certezza che Cristo è con noi e ci aiuta a realizzare con la fede in Lui il benessere spirituale di vivere in pace e pregustare così la beatitudine illuminata dalla grazia della Sua Resurrezione. Infatti, questa  ci allieterà per sempre quando avremo terminato il nostro cammino terreno, effettuato in armonia con noi stessi, con gli altri e con le cose, testimoniando concretamente la gioia, la pace e la speranza a noi donate da Cristo risorto. Ciò è possibile però se conformiamo  la nostra vita ai principi del Vangelo con sentita adesione, mobilitando sentimento, ragione e volontà, reprimendo l’egoismo e sostituendolo con l’amore del prossimo che si realizza mediante il fascino della pratica della carità, ossia del rispetto sacro della persona nel clima armonico dell’ordine, della libertà e della giustizia sociale alla luce ed alla sicurezza della grazia divina, alla quale invochiamo la pace ed il benessere diffuso in tutto il mondo. Su questa linea, trovo riscontro alle mie riflessioni nel pensiero del filosofo protestante austriaco Ferdinando Ebner che ci argomenta che l’amore cristiano del prossimo va al di là dell’esigenza dell’uomo  verso l’uomo. L’amore è l’imperativo categorico impresso nella regola  ontologica della persona. E’ un precetto sovrannaturale ossia sovrumano.  E Dio, per farlo osservare, è sceso sulla terra ad aiutarci dando l’esempio immolandosi. Motivo per cui il rapporto  d’amore con Dio ci fa considerare nell’altro noi stessi e non un estraneo. Pertanto, dobbiamo gioire  per la gioia dell’altro per farlo sentire uomo come noi. In effetti  questo scambio di gioia per l’altro è la prova inconfondibile dell’esserci di Dio e che non esiste il Tu senza l’Io e viceversa. L’uomo, ossia “ l’Io cerca nostalgico il suo Tu e nel desiderio non nota che questo Tu non esiste fuori di sé, fuori dell’Io, bensì è in lui, nel suo Io”. In buona sostanza, l’Io esiste solo nelle relazioni col Tu e mai fuori di questo. L’Io che si chiude al Tu  non  è il proprio Io, considerato dal punto di vista spirituale.

Orbene, anche alla luce di queste metafisiche riflessioni, l’Augurio Pasquale che questa Istituzione  formula cordialmente a tutti è quello di ritrovare  insieme la giusta e consenziente relazione interumana (che Giovanni Gentile,  sotto  altro punto di vista  laico, chiamerebbe fusione di spiriti) per sfidare d’accordo tutte quelle occasioni che tentano di frammentare l’armonica e serena convivenza della vita personale, familiare e sociale, ossia l’uguaglianza equa ed inclusiva che noi cristiani chiamiamo amorevolmente fratellanza universale.

Per realizzare, pertanto, la pace fra gli uomini, invochiamo Cristo affinché ci aiuti a risorgere tramite la Sua provvidenziale ispirazione al dialogo ( relazione fra “Io” e  “Tu”) nel rapporto interumano, illuminati dalla Sua  luce, ammaestrati dalla Sua vita, ispirati dalla Sua parola e salvati dalla Sua Risurrezione.

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